8 Mag 2018 / 10:05

L'Asta del Barolo al Castello di Giulia Colbert. La bottiglia più rara finisce a Taiwan

Sedicesima edizione per la storica asta che tramanda l'eredità e la storia del Barolo. Tanti i lotti e le bottiglie di pregio, molti i compratori asiatici. La bottiglia più preziosa, un barolo Monfortino di Giacomo Conterno 1926, vale 4.400 euro. 

L'Asta del Barolo al Castello di Giulia Colbert. La bottiglia più rara finisce a Taiwan

Sedicesima edizione per la storica asta che tramanda l'eredità e la storia del Barolo. Tanti i lotti e le bottiglie di pregio, molti i compratori asiatici. La bottiglia più preziosa, un barolo Monfortino di Giacomo Conterno 1926, vale 4.400 euro. 

Il Barolo nella storia del Piemonte

Almeno una volta nella vita, bisogna partecipare all’Asta del Barolo. Per capire cos’è veramente per il territorio questo vino leggendario e dalla storia antica. Storia che vede una nobildonna dall’animo di benefattrice e dallo spirito imprenditoriale, Giulia Colbert marchesa di Barolo, e un conte, Camillo Benso di Cavour che agli impegni politici aggiungeva una passione per il vino. I due stavano in due castelli dirimpettai, Barolo e Grinzane, e anzichè farsi la guerra unirono le forze per creare con le uve Nebbiolo della zona “un vino capace di rivaleggiare con quello dei vicini francesi" e a ottenere prestigio per il Piemonte nelle corti europee.

Era la metà dell’Ottocento- anche se il “racconto morale” ha agganci con la contemporaneità su cui converrebbe riflettere - e i risultati di quel progetto oggi li conferma proprio l’Asta.

La 16esima edizione si è svolta domenica 6 maggio nel salone del Tempio dell’Enoturista, esattamente a casa di Giulia Colbert, al Castello di Barolo (sede tra l’altro del WiMu, il museo del vino), battitore-icona (è sempre lui, dall’inizio) Giancarlo Montaldo, direttore del magazine Barolo&Co (il Barolo torna sempre…)

 

L'Asta del Barolo. Un rito che si ripete

C’erano tutti: i produttori che fanno parte dell’Accademia del Barolo, capitanata da Gianni Gagliardo. Filippo Taricco deus ex machina del Festival Collisioni, che si svolge proprio a Barolo e oggi è uno dei più importanti festival italiani (e non solo, visto che è riuscito a far venire qui gente come Bob Dylan, Elton John, i Deep Purple, giusto per citare qualche nome) e ora si è ampliato anche a un progetto Vino&Food diretto da Ian D’Agata. C’erano giornalisti un po’ da tutto il mondo – USA, Canada, Cina, Sudafrica e Australia -e soprattutto c’erano agguerriti compratori, collezionisti duri e puri pronti a tutto per conquistare una bottiglia rara. All’asta 51 lotti di preziose bottiglie (oltre 150, qualcuna anche di aziende che non esistono più, e pure Magnum e Doppio-Magnum) e nessun lotto è andato disatteso: ricavato totale di oltre 50.000 euro (in beneficienza, per il Progetto Leonardo Onlus per i senza fissa dimora). E se ci fossero dubbi della fama planetaria del Barolo, la gran parte dei compratori erano asiatici, seguiti da americani (c’era pure l’imprenditore statunitense Elliott Krause). Più, in collegamento streaming, il Ristorante Valentino di Singapore e il ristorante Octavium (Private Kitchen dello Chef Umberto Bombana) di Hong Kong, che oculatamente si sono accaparrati lotti di più bottiglie, perfetti per una cantina importante.

 

La bottiglia più rara

In questa Asta in salsa asiatica, la bottiglia più rara e cara, un barolo Monfortino del 1926 di Giacomo Conterno, se l’è aggiudicata per 4.400 euro Sherry Weng, sommelier di Taiwan e studentessa di “3IC”, il nuovo centro studi internazionale su vino e cibo diretto da Ian D’Agata, che ha riunito in questi giorni a Barolo studenti e professionisti da tutto il mondo. E faceva una certa impressione vedere un altro giovanotto dagli occhi a mandorla e t-shirt alzare disinvoltamente la sua paletta n. 22 per aggiudicarsi una bottiglia di Barolo Bussia di Bruno Giacosa a 1040 euro.

Rimasto in Italia il lotto più prezioso, quello messo a disposizione dall’Accademia del Barolo, più una forma di Bra duro (abbinata pure al Barolo del 1926), acquistato per 5300 euro da Giuseppe Piumatti di Bra Servizi.  

Il presidente Gagliardo giura che è l’edizione più riuscita di sempre: molti lotti, un taglio più professionale. Alla fine buffet curato dallo stellato Massimo Camia e i baroli dell’Accademia per un ultimo brindisi. Se vi interessa partecipare alla prossima edizione e non siete fra gli invitati, sappiate che inviando una mail tempestivamente (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) potrete accedere come spettatori. E che la base d’asta parte in genere da 120€, rilanci di 20€. Cominciando da subito a mettere i soldi da parte, qualche speranza c’è...

 

a cura di Rosalba Graglia

foto di Davide Gonella

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