8 Mag 2018 / 11:05

A Milano apre il ristorante Torre in Fondazione Prada. Cucina italiana e il guizzo dei giovani di Care’s

Il profilo della Torre di Rem Koolhaas, 60 metri in cemento e vetro, si staglia da qualche tempo sullo skyline di Milano, svettando sulla cittadella culturale di Fondazione Prada, ora completa dell’ultimo tassello. All’interno inaugura il ristorante con bar e terrazza panoramica. Ecco com’è. 

A Milano apre il ristorante Torre in Fondazione Prada. Cucina italiana e il guizzo dei giovani di Care’s

Il profilo della Torre di Rem Koolhaas, 60 metri in cemento e vetro, si staglia da qualche tempo sullo skyline di Milano, svettando sulla cittadella culturale di Fondazione Prada, ora completa dell’ultimo tassello. All’interno inaugura il ristorante con bar e terrazza panoramica. Ecco com’è. 


La Torre di Fondazione Prada

L’ex distilleria di largo Isarco, a Milano, si accresce. L’opera di trasformazione degli spazi industriali di inizio Novecento, oggi sede della Fondazione Prada, ha richiesto qualche anno per essere completata, ma da qualche settimana anche l’ultimo tassello del quadro ideato da Rem Koolhaas e dal suo studio di architettura Oma si è rivelato al pubblico. Non una vera e propria sorpresa, la Torre di Fondazione Prada, lungamente annunciata e da tempo svettante col suo profilo irregolare in cemento bianco alto 60 metri, che ai visitatori offre una nuova prospettiva sulla città, attraverso le sue ampie vetrate. Eppure era molta l’attesa (lunga la fila all’ingresso nei primi giorni d’apertura) per scoprire le sale espositive e i locali articolati sui nove piani della Torre (di altezza variabile, e crescente a salire, con gli 8 metri al soffitto dell’ultimo livello), tre destinati al ristorante e ai servizi per il visitatore. E l’appuntamento inaugurale, non a caso, ha coinciso con la settimana più movimentata dell’anno culturale meneghino, quando in pieno Fuorisalone, qualche settimana fa, i primi ospiti hanno scoperto come le grandi installazioni e le opere della Collezione Prada, grazie al progetto Atlas, hanno preso possesso della struttura: 2mila metri quadri a disposizione di grandi e scenografici lavori, da Damien Hirst a Jeff Koons (i suoi tulipani giganti in acciaio già tra le opere più fotografate), a Pino Pascali e Walter De Maria, in uno spazio progettato “per offrire un’infinita serie di possibili configurazioni”, dove la pianta degli ambienti, il taglio delle pareti, l’esposizione alla luce contribuiscono a regalare grande varietà spaziale, a tutto vantaggio degli allestimenti.

Il ristorante della Torre. La sala, il bar e lo chef’s table

Sul tetto, la Torre ospita una terrazza concepita come spazio flessibile per accogliere un bar: decorazione optical in bianco e nero del pavimento e rivestimento del parapetto in specchi che crea un effetto di riflessione, per eliminare visivamente la barriera tra lo spazio e la vista a 360 gradi sulla città.

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Al sesto e settimo piano, invece, prendono forma il ristorante e gli ambienti di servizio (bagni per gli ospiti e cucina) che il 9 maggio aprono ufficialmente al pubblico. Per realizzare il ristorante della Torre, che si sviluppa su tutto il sesto piano (215 metri quadri in tutto), con vetrata e terrazza affacciate sul centro della città, sono stati riutilizzati gli arredi originali del Four Seasons di New York, come le boiserie in legno di noce del celebre ristorante progettato nel 1958 da Philip Johnson, che insieme al rivestimento in canapa delle pareti e al pavimento in parquet contrastano con le ampie vetrate a tutta altezza. 

Poi divanetti e sedute blu cobalto, piatti d’artista e opere d’arte alle pareti, per un’atmosfera dal fascino d’antan e di respiro internazionale al tempo stesso, che beneficia di “un collage di temi ed elementi preesistenti”, secondo definizione di Koolhaas.

Lo spazio è stato modulato per ospitare l’area bar all’ingresso, con camino e scenografica bottigliera sospesa che scherma la vetrata sulla città, e la sala vera e propria, 84 coperti sfalsati su tre livelli, più quelli che saranno disponibili in terrazza (125 metri quadri per 20 coperti di pertinenza del ristorante e un'area bar con tavoli scorrevoli rimodulabili nello spazio), nella bella stagione. Ma anche il settimo piano, dove si muoverà la brigata guidata dallo chef Fabio Cucchelli, nasconde una sorpresa per gli ospiti che decideranno di voler sperimentare un’accoglienza più discreta: uno chef’s table, con vista sulla cucina, che presiede a una saletta riservata, con terrazza di pertinenza affacciata stavolta sulla cittadella della Fondazione, dal lato opposto al ristorante del sesto piano.

La cucina. Fabio Cucchelli e gli chef di Care’s

La cucina, dunque, sarà guidata dallo chef Fabio Cucchelli, classe 1965, per la prima volta a Milano come executive, abituato a lavorare con i grandi numeri per la sua esperienza a bordo delle navi da crociera, dal 2008 al 2010 (e di nuovo nel 2014), e poi in Alta Badia – ma per un periodo relativamente breve – alla guida de La Siriola dell’Hotel Ciasa Salares (oggi il regno di Matteo Metullio), che proprio con lui ha raggiunto per la prima volta la stella, poi confermata e raddoppiata da chi l’ha seguito. L’idea della Fondazione, che di fatto gestirà senza affidarsi a soggetti esterni il servizio di ristorazione (scelta, questa, nient’affatto scontata) è quella di proporre una cucina di stampo italiano, curata nel dettaglio e ispirata dalle ricette regionali, approntando una tavola di riferimento per il pubblico internazionale che visiterà la Torre. E senza concentrare l’attenzione sulla mano e la personalizzazione del singolo, tanto che, in collaborazione con Care’s (il progetto che riunisce gli chef etici del mondo nato per volontà di Norbert Niederkofler e Massimo Ferretti, di cui Pasticceria Marchesi in Prada è sponsor da un paio d’anni a questa parte) la cucina della Torre ospiterà per 4 o 5 volte all’anno giovani chef under 30 in arrivo da tutto il mondo, nell'ambito del progetto Care's Chef Under 30: ognuno di loro, secondo un calendario che sarà reso noto con anticipo, affiancherà Cucchelli in cucina per una paio di settimane, proponendo un menu o un piatto del proprio Paese.

Anche al bar si potrà mangiare, un’insalata o un hamburger, e qualche snack per l’aperitivo, in attesa si accomodarsi in sala. Al momento, infatti, il ristorante aprirà solo per cena, e il bar seguirà gli stessi orari, con una proposta di miscelazione e vini alla mescita, per aperitivo e light dinner. Si accede al ristorante dal cortile della Fondazione Prada negli orari di apertura al pubblico, o da via Lorenzini negli orari serali.

 

Ristorante Torre – Milano – largo Isarco, 2 / via Giovanni Lorenzini, 14– Bar 18-2/ ristorante 19-24 – 0223323910 - www.fondazioneprada.org

 

a cura di Livia Montagnoli

foto di Delfino Sisto Legnani e Marco Cappelletti

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