17 Mag 2018 / 13:05

La Cena Itinerante a Faenza in occasione di DAWE. Far vivere la città nel segno di arte e cibo d'autore

È solo uno dei tanti appuntamenti del weekend faentino in scena dal 18 al 20 maggio, ma probabilmente il più suggestivo: 50 spazi della città aperti a chef, ristoratori, osterie, cantine, birrifici in arrivo da tutta la regione, per animare una serata di festa. Poi la passeggiata per scoprire il foraging urbano, e le colazioni collettive della domenica mattina. 

La Cena Itinerante a Faenza in occasione di DAWE. Far vivere la città nel segno di arte e cibo d'autore

È solo uno dei tanti appuntamenti del weekend faentino in scena dal 18 al 20 maggio, ma probabilmente il più suggestivo: 50 spazi della città aperti a chef, ristoratori, osterie, cantine, birrifici in arrivo da tutta la regione, per animare una serata di festa. Poi la passeggiata per scoprire il foraging urbano, e le colazioni collettive della domenica mattina. 

Nel 2017 l'anniversario della decima edizione (in 8 anni) ha riunito 15mila presenze da tutta Italia. Con l'auspicio che la Cena Itinerante di Faenza possa continuare ad animare la cittadina emiliana per i prossimi 10 anni (e più) a venire. Fondata com'è su un concetto di valorizzazione che vuole coinvolgere realtà artistiche e attività ricettive della città perché davvero si possa fare cultura dell'intrattenimento nel senso più nobile del temine, la rassegna coordinata da Distretto A Faenza Art District (con il patrocinio del Comune e della Regione Emilia Romagna) continua a riscuotere un bel successo di pubblico e critica. Così, ancora una volta, e per il terzo anno consecutivo, l'evento ripete la formula che ormai sembra destinata a replicarsi un anno dopo l'altro: tre giorni anziché uno, per presentare al pubblico un contenitore ricco di opportunità, sempre imperniato sull'appuntamento storico con la Cena Itinerante del venerdì sera.

La Cena Itinerante del venerdì

L'obiettivo è quello di portare i visitatori alla scoperta del centro della città, lasciando che si perdano - guidati dalla mappa della manifestazione – in cerca di luoghi d'arte e spazi inconsueti (pubblici e privati) per una sera ripensati in funzione del cibo, e degli ospiti che anche quest'anno hanno raccolto l'invito della città. Ai blocchi di partenza, venerdì 18 maggio dalle 18.30, saranno in tanti: 46 tra ristoranti e osterie e 38 fra cantine, barman e birrifici in arrivo da tutta la regione, che si distribuiranno nell'area della città chiusa al traffico per l'occasione (a disposizione per gli spostamenti più lunghi le navette elettriche). Ai gastro-passanti il compito di lasciarsi guidare, muniti di calice e mappa, lungo un percorso gastronomico per tappe estremamente vario, e personalizzabile da ciascuno, tra ricette della tradizione e nuove proposte, vino, birra, cocktail. Le opzioni, del resto, spaziano dalla pizza contemporanea di 'O Fiore mio e Pummà agli assaggi d'autore di Benso (by Pier Giorgio Parini), Gianluca Gorini con la sua Romagna in fiore in versione da passeggio (gnocchetti al ragù di Mora romagnola, con semi di zucca, finocchietto e olive),Omar Casali e i suoi passatelli con vongole in porchetta e stridoli, dal Marè di Cesenatico. E poi i ragazzi di Raw Magna, cresciuti in seno al progetto Postrivoro, e i cestini da pic nic di Scamporella, che per una sera si trasferisce in città con le sue tovaglie a scacchi rossi, con la collaborazione di Alberto Faccani (chef patron del Magnolia di Cesenatico), che firmerà la proposta gastronomica da gustare in loco – bruschetta di vitello tonnato e taco di calamari - e sabato 19 tornerà di nuovo in strada con il furgoncino Magnolia to go, per proporre un'idea molto personale di cibo di strada.

Solo un assaggio di quello che offrirà questa grande festa gastronomica estemporanea, tra cappellacci di tarassaco e ortiche, crescentine, passatelli fritti, piadine, panino col culatello porchettato, cappelletti da passeggio al ragù per chi vuole restare sulla tradizione; ramen italiano, pita con intingoli dal mondo, pop corn aromatizzati e gin tonic, tartufi di salmone con maionese al wasabi per chi è in cerca di spunti internazionali. E la proposta dei truck operativi anche sabato 19.

Alla scoperta della città. Dal foraging alla street art

Senza dimenticare l'opportunità di visitare per tutto il fine settimana studi d'arte solitamente chiusi al pubblico e musei, e 68 eventi tra mostre, laboratori, concerti, performance, djset, raccolti sotto il cappello della DAWE, come si chiama la manifestazione da quest'anno: Distretto A Weekend. Sabato 19 maggio la concomitanza con la Wild Feral Food Week – settimana dedicata alla celebrazione del cibo selvatico ideata dal Berkeley Open Source Food – darà luogo a un'insolita passeggiata di foraging urbano lungo il fiume Lamone, tenuta da Valeria Mosca, ideatrice di Wood*Ing; l'esplorazione si concluderà con un aperitivo a base di vegetali selvatici. E nella mattinata di domenica 20 ancora spazio per passeggiate e visite guidate in città, dopo una colazione collettiva alle prime luci del mattino (e fino alle 13), nella Corte di Casa Sangiorgi o alla bottega di ceramiche La Vecchia Faenza. Spazio ovviamente pure all'arte e alla creatività della street art, con l'opera del vincitore dell'Urban Art Contest 2018, Tellas, che sabato scoprirà la prima parte del suo progetto Terra e Mare, sull'asse Faenza- Palermo (la seconda opera sarà presentata nel capoluogo siciliano il 16 giugno prossimo). Il programma degli appuntamenti è davvero articolato: il consiglio è quello di munirsi di una buona dose di curiosità, orientandosi mappa alla mano.

 

Dawe – Faenza – dal 18 al 20 maggio 2018 – www.distrettoafaenza.wordpress.com

 

a cura di Livia Montagnoli

foto Gruppo Fotografia Liceo

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