1 Giu 2018 / 13:06

Ancora pizza a New York. Alla Pala da Eataly: è il momento della teglia romana. E non solo

L'ultimo anno della pizza, a New York, è stato una galoppata costante. Tanti gli italiani che hanno scommesso oltreoceano, altrettante le insegne americane che interpretano il genere. E i prezzi salgono alle stelle. Le ultime novità. 

Ancora pizza a New York. Alla Pala da Eataly: è il momento della teglia romana. E non solo

L'ultimo anno della pizza, a New York, è stato una galoppata costante. Tanti gli italiani che hanno scommesso oltreoceano, altrettante le insegne americane che interpretano il genere. E i prezzi salgono alle stelle. Le ultime novità. 

 

New York e la pizza

A guardarla da questa parte dell'oceano, negli ultimi tempi sembra proprio che a New York non passi giorno senza parlare di pizza. E se finora, complice l'annunciata apertura di un museo dedicato al piatto principe della tradizione partenopea all'ombra dei grattacieli di Manhattan, il dibattito si è concentrato sul valore simbolico di un prodotto che ha trasceso la sua appartenenza territoriale e identitaria per trasformarsi in icona globale, le ultime riflessioni della stampa americana si appuntano su dati ben più tangibili, restituendo una fotografia precisa del mercato della pizza, oggi, a New York.

Gli italiani della pizza

Uno scenario decisamente movimentato e sempre più attraente per i pizzaioli di casa nostra (che, però qualche sterile polemica non riescono proprio a trattenerla, si veda la mobilitazione di alcuni maestri campani contro il museo della pizza): l'ultimo anno ha visto consolidarsi la posizione di Gino Sorbillo Stefano Callegari, all'attivo due insegne ciascuno, considerando il recentissimo raddoppio di Trapizzino all'interno del food market di Lexington. Nel frattempo anche la pizza di Angelo e Simonetta, storica realtà della pizza in teglia romana, è arrivata in città, al motto di PQR, la pizza quadrata romana di Angelo Iezzi. E tra qualche giorno, il 4 giugno, debutterà in Gansevort street il brand Simò Pizza, che cela nell'insegna il nome di Simone Falco, della dinastia di Rossopomodoro. Con prossime aperture programmate a Chelsea e Brooklyn tra l'autunno e l'inverno 2018: 6 le pizze tonde in carta, da forno a legna Izzo. Per non parlare della variante pinsa, ugualmente in grande ascesa a New York o del successo di Mani in Pasta di Giuseppe Manco (da molti anni a New York) all'East Village.

 

Pizza “all'americana”

Poi ci sono gli interpreti americani del genere: le rotte più recenti si muovono tra Martina all'East Village – pizzeria satellite di Marta by Danny Meyer, aperta l'estate scorsa a confermare la passione del magnate della ristorazione newyorkese per la cucina italiana – e Una Pizza Napoletana, insegna storica legata all'estro di Anthony Mangieri, che 9 anni fa chiudeva i battenti del famoso locale all'East Village, e solo qualche giorno fa è tornato davanti al forno nella nuova pizzeria di Lower East Side, riaperta con lo stesso nome, ma in partnership con Jeremiah Stone, co-proprietario di Contra e fan di vecchia data della pizza di Mangieri. Che ora sarà preceduta da una linea di appetizer italian style ideata proprio da Stone, in un grande spazio minimal e moderno con il corner bar affacciato su Orchard street (non distante da Trapizzino). Sicuramente una delle (ri)aperture più ambiziose dell'anno in tema pizza.

 

Prezzi alle stelle

Proprio l'esperimento Mangieri/Stone ci introduce alla riflessione di cui sopra, sollevata dal New York Post: quanto costa, oggi, mangiare una pizza a New York? La Margherita di Mangieri, proposta in carta a 25 dollari, è indubbiamente trainata dalla firma d'autore, “e dagli ingredienti di qualità utilizzati” sottolinea il pizzaiolo. Però è un generale, significativo, rincaro dei prezzi quello che sta riguardando la maggior parte delle pizzerie in città, semmai ci fosse bisogno di confermare il buon momento del comparto. Tanto che anche Eataly, dall'inizio dotata di una sua pizzeria, ha deciso di mettersi in scia: Alla Pala Pizza&Enoteca è il nuovo corner di Flatiron dedicato alla pizza in teglia (con tanto di glossarietto per ordinare al banco come un vero romano), con ingresso indipendente su strada e wine bar.

La pizza in teglia di Eataly

Nove le proposte giornaliere, con prezzi che variano dai 5 dollari per una porzione di Margherita ai 9.20 euro per assaggiare la prosciutto crudo, stracciatella, pomodorini e rucola. Dietro all'impasto c'è il nome di Mulino Marino (quello del giovane Fulvio, terza generazione della famiglia piemontese), gli ingredienti per le farciture arrivano dal mercato di Eataly. Sempre in rotazione, oltre alla Margherita, anche funghi, soppressata e pizza tricolore. Con particolare attenzione all'aperitivo, quando – dalle 17 – è disponibile la formula pizza gastronomica, una pala multigusto in abbinamento con un bicchiere di vino. Dalla carta circa 70 etichette italiane.

Pizza e bocce a Union Square

Per chi ancora non ne avesse abbastanza di pizza, poi, l'estate all'Union Square Pavilion offrirà un'opportunità in più per gustarla in un contesto molto particolare: un pizza e bocce bar con la consulenza di Anthony Falco, pizzaiolo di Roberta's, con campo da bocce a disposizione degli ospiti e bar per spritz, cocktail e vini italiani. Bocce Union Square debutta il 5 giugno all'interno del bel padiglione degli anni Venti e resterà aperto fino a novembre.

 

Simò Pizza – New York – 90-92 Gansevoort Street – dal 5 giugno - www.simopizza.com

Una Pizza Napoletana – New York, Lower East Side – 175 Orchard street – www.unapizza.com

Alla Pala – New York – Eataly Flatiron

Bocce -New York – 20 Union Square West – dal 5 giugno

 

a cura di Livia Montagnoli

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