15 Giu 2018 / 17:06

Riapre a New York lo storico Bice Cucina. Ma i fasti di un tempo sono lontani

A New York Bice ha fatto la storia della ristorazione italiana informale a partire dalla seconda metà degli anni Ottanta. Dietro un'attività di famiglia nata e cresciuta a Milano, a partire dal 1926. Poi l'espansione del gruppo nella capitali internazionali e il fallimento a New York, nel 2014. Ora si riapre, non molto distante dallo storico locale. 

Riapre a New York lo storico Bice Cucina. Ma i fasti di un tempo sono lontani

A New York Bice ha fatto la storia della ristorazione italiana informale a partire dalla seconda metà degli anni Ottanta. Dietro un'attività di famiglia nata e cresciuta a Milano, a partire dal 1926. Poi l'espansione del gruppo nella capitali internazionali e il fallimento a New York, nel 2014. Ora si riapre, non molto distante dallo storico locale. 

Bice. Le origini

Nell'anno in cui sembra riaccendersi la passione per la cucina (e la pizza) made in Italy, a New York anche le operazioni nostalgia trovano terreno fertile per riallacciare con il passato mitico della ristorazione italo-americana (due mesi fa la notizia della riapertura del Coco Pazzo di Pino Luongo). Bice – dal nomignolo di Beatrice Mungai Ruggeri - è un brand che ha attraversato quasi 30 anni di storia newyorkese, dall'apertura nel 1987 ai problemi finanziari del 2011, fino alla chiusura definitiva nel 2014, dopo il cambio di proprietà che tentò di risollevarne le sorti. Le sue origini, però, sono decisamente italiane: il ristorante di famiglia, poi esportato da Roberto Ruggeri negli States, nasceva nel 1926 a Milano, dal 1939 nella sede attuale in via Borgospesso (Da Gino e Bice si chiamava all'inizio), e per decenni è rimasto fedele alla tradizione della trattoria all'italiana, poi, già nel 1978, replicata anche nel contesto esclusivo di Porto Cervo, con Bice Acquamarina, abitualmente frequentata dalla famiglia Agnelli e dai Kennedy in vacanza in Sardegna.

 

1987. Bice Cucina a New York

A New York, con suo fratello Remo, Ruggeri esportava un'idea di ospitalità cortese da perfetta tavola borghese che fece subito presa sulla scena ristorativa di allora, incline a farsi conquistare dalla cucina italiana dopo anni di grandi insegne francesi: così ben presto il locale di Midtown Manhattan cominciò a popolarsi di nomi dell'alta finanza e personalità del mondo dell'arte e del jet set newyorkese, tutti soddisfatti davanti a un piatto di ribollita (sono toscane le origini di Bice, la ricetta della casa la Pappardella al telefono) o alla cotoletta alla milanese e perfettamente calati nel gioco delle parti del “to see and be seen”. Tanto che già un anno dopo il debutto a New York il brand raddoppiava sulla West Coast, a Los Angeles e poi con un secondo locale a Beverly Hills, sviluppando anche lo spin off Bice Pomodoro, formula di ristorazione più scanzonata e contenuta nel prezzo, per dare vita a un gruppo di ristorazione di grande ambizione. All'inizio degli anni Novanta questo rese Roberto Ruggeri l'italiano con il maggior numero di ristoranti negli Stati Uniti e il primo a tentare di avere successo con una catena di cibo made in Italy che non fosse incentrata sul fast food, mentre si moltiplicavano gli avamposti nel resto del mondo, da Buenos Aires a Dubai (con Bice Mare dal 2009), a Parigi e Tokyo. A Milano Bice ha continuato a esistere, seppur lontano dai fasti di un tempo, affidata alla gestione delle nipoti di Bice, Roberta e Beatrice. La cucina è da tempo affidata allo chef Vincenzo Mazzone e il ristorante preserva la storia degli ultimi 90 anni di attività. Evidentemente, però, anche a New York il nome di Bice è destinato ancora a fare proseliti.

 

È di nuovo Bice. La riapertura a Manhattan

È quello che pensano Peter Guimaraes e i suoi partner, proprietari del brand sul suolo newyorkese quando il ristorante chiuse nel 2014 (e oggi alla guida del gruppo internazionale, ma il direttivo resta alla famiglia Ruggeri), che hanno appena riaperto l'attività non molto distante da dove si era interrotta la storia, giusto dietro l'angolo rispetto alla 54th tra la Fifth e Madison Avenue. In menu un'ampia sezione dedicata ai classici di Bice, l'ossobuco, le tagliatelle all'aragosta, i ravioli della massaia, le pappardelle al telefono, la Milanese via Borgospesso; ma anche piatti decisamente anni Ottanta (le farfalle con salmone, asparagi e salsa alla vodka o le scaloppine al Marsala) e nuove proposte che strizzano l'occhio alle moderne tendenze, come la carta delle pinse, e l'aperitivo all'italiana a partire dal tardo pomeriggio. Il nuovo spazio può ospitare fino a 175 coperti e possiede anche un patio all'esterno con bar indipendente; il design, invece, è decisamente lontano da quello che ha fatto la storia dell'originale, con l'idea di attrarre un pubblico più giovane e trasversale, anche se la speranza è quella di colpire al cuore anche i clienti abituali di un tempo. Con l'idea di tornare presto a conquistare New York, con nuovi ristoranti a Manhattan, tra l'Upper East, il West Side e Nomad.

 

Bice Cucina – New York – 62 West 55th street – www.bicegroup.com

 

a cura di Livia Montagnoli

 

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