21 Giu 2018 / 18:06

Il Ristorante Solidale di Just Eat arriva anche a Roma. Come il mondo del food delivery combatte lo spreco (anche all'estero)

Dopo Milano e Torino, la piattaforma specializzata nel food delivery inaugura anche a Roma il suo ristorante solidale, con il supporto di 14 locali partner, impegnati a garantire pasti a domicilio, per i più bisognosi, con il cibo in eccesso. E nel mondo si moltiplicano le iniziative che mettono la rete di consegna a domicilio al servizio della solidarietà. 

Il Ristorante Solidale di Just Eat arriva anche a Roma. Come il mondo del food delivery combatte lo spreco (anche all'estero)

Dopo Milano e Torino, la piattaforma specializzata nel food delivery inaugura anche a Roma il suo ristorante solidale, con il supporto di 14 locali partner, impegnati a garantire pasti a domicilio, per i più bisognosi, con il cibo in eccesso. E nel mondo si moltiplicano le iniziative che mettono la rete di consegna a domicilio al servizio della solidarietà. 

L'idea del Ristorante Solidale

L'iniziativa nasceva a Milano, all'inizio del 2017, per suggellare un percorso di crescita che dal 2011, quando Just Eat ha cominciato a operare in Italia, ha portato la piattaforma leader nella consegna a domicilio di cibo nel mondo a marcare stretto il proprio territorio anche di fronte all'avanzata di concorrenti locali e nuove multinazionali del food delivery. Un progetto solidale che potesse beneficiare della rete di contatti e mezzi della piattaforma per combattere lo spreco alimentare e portare il cibo anche a chi non ce l'ha. Così debuttava il Ristorante Solidale firmato Just Eat, in collaborazione con Caritas Ambrosiana e PonyZero, società di servizi specializzata nella distribuzione urbana ecologica, fondamentale supporto per le operazioni di ritiro e consegna del cibo. Non un vero e proprio ristorante, a dir la verità, ma una rete di locali – che di Just Eat usufruivano per il tradizionale servizio a domicilio – impegnati a trasformare le eccedenze alimentari (avanzi di prodotti freschi, pane, alimenti integri non utilizzati, ma anche donazioni dirette cucinate per l’occasione) in proposte appetitose da consegnare agli indigenti supportati dalle comunità della Caritas in città. In meno di un anno, già lo scorso autunno, l'iniziativa – programmata secondo un calendario cadenzato – aveva garantito 900 pasti caldi attraverso quasi 300 consegne solidali, contribuendo così a recuperare parte di quel surplus di cibo con cui circa l'80% dei ristoranti italiani si ritrova a dover fare i conti.

 

Da Torino a Roma

Così, visti i buoni risultati dell'esperienza meneghina, lo scorso ottobre l'iniziativa replicava a Torino, coinvolgendo 11 realtà cittadine - tra paninoteche, hamburgerie, piadinerie, ristoranti – nel percorso di recupero e redistribuzione già rodato a Milano, sempre in collaborazione con la Caritas. Un'assunzione di responsabilità che indubbiamente fa bene al settore (nel frattempo, a Natale scorso, Just Eat ha lanciato anche il progetto Piatto Sospeso), recentemente al centro di ben altre cronache per l'annosa questione sulle retribuzioni e l'inquadramento contrattuale dei fattorini impegnati con le consegne (nell'occhio del ciclone, da più di un anno, Foodora, protagonista del primo atto di governo del Ministro di Lavoro Luigi Di Maio, deciso a regolamentare il settore). Nel frattempo il computo dei pasti caldi donati è salito a 3mila – tra Milano e Torino – per un totale di 1600 persone bisognose raggiunte. E allora perché non proseguire su questa strada? Da un giorno appena, anche Roma ha il suo Ristorante Solidale “a domicilio”: di nuovo schierati Caritas e PonyZero, nella Capitale Just Eat potrà contare sull'impegno di 14 locali partner, dal fast good di Banco agli hamburger di Tyler, alle piadine di Pani&Ripieni. E poi Naturale, Bakery House, TBSP, Brasserie 28, T-Bone Station. Con cadenza mensile, ognuno destinerà il cibo al Centro Pronto Intervento Minori Tata Giovanni, Centro Pronto Intervento Minori Venafro e alla Casa Famiglia Villa Glori.

 

I precedenti nel mondo

Intanto anche dall'altra parte dell'oceano l'urgenza di sostenere la lotta allo spreco (ricordiamo anche il precedente danese di Too good to go) e dare il buon esempio facendo di necessità virtù ha dato vita a un'app dedicata alla consegna di eccedenze alimentari prodotte dalla ristorazione (significativo l'esempio di No Food Waste, in India). A raccogliere la sfida DoorDash in collaborazione con Feeding America: la prima è l'azienda statunitense che ha sviluppato l'applicazione e assoldato una rete di fattorini preposti alle consegne “speciali”, la seconda un'organizzazione no profit che opera come banca alimentare (la più capillare negli States, con una rete di 200 centri di raccolta). DoorDash Drive – operativo dal 2013 per mettere in contatto ristoranti e clienti finali, favorendo, per esempio, l'organizzazione di catering - è lo strumento che traduce l'idea in operazione concreta, ripensato dall'inizio dell'anno in chiave solidale: a fine turno, sono i ristoranti che avanzano cibo a chiamare un rider per consegnare le proprie eccedenze ai centri di raccolta alimentare gestiti da Feeding America. Un sistema di consegna a domicilio al contrario – la richiesta arriva dal ristorante – che giù sfiora i 2 milioni di pasti donati in pochi mesi tra New York e Los Angeles, e conta di raggiungere i 6 milioni entro la fine del 2018.

 

www.justeat.it/domicilio/ristorante_solidale_roma/

 

a cura di Livia Montagnoli

Precedente
Successivo

Partecipa alla discussione

Copyright 2015
Gambero Rosso Spa
P.Iva06051141007, Italy
All Rights Reserved

EN edition