21 Set 2018 / 13:09

Caviar Kaspia a Roma al Palazzo Rhinoceros di Alda Fendi. Terrazze mozzafiato, caviale e respiro internazionale

A metà ottobre il nuovo quartier generale della Fondazione Alda Fendi apre le porte alla città. 8 anni di lavori, un progetto totalmente affidato all’archistar Jean Nouvel, 3500 metri di ex case popolari nel cuore della Roma classica da ripensare. Sarà museo, residenza culturale, caffè e ristorante (con profusione di terrazze): l'esordio in Italia di Caviar Kaspia, storica maison del caviale parigina.

Caviar Kaspia a Roma al Palazzo Rhinoceros di Alda Fendi. Terrazze mozzafiato, caviale e respiro internazionale

A metà ottobre il nuovo quartier generale della Fondazione Alda Fendi apre le porte alla città. 8 anni di lavori, un progetto totalmente affidato all’archistar Jean Nouvel, 3500 metri di ex case popolari nel cuore della Roma classica da ripensare. Sarà museo, residenza culturale, caffè e ristorante (con profusione di terrazze): l'esordio in Italia di Caviar Kaspia, storica maison del caviale parigina.

 

Nasce Palazzo Rhinoceros

Ci sono voluti 8 anni di lavori, un cantiere che ha ripensato profondamente gli spazi del palazzo storico che affaccia sulla bella piazza di San Giorgio al Velabro, dove l’arco quadrifronte di Giano segna il confine dell’antico Foro Boario. Poco più in là l’area dei Fori, il Palatino e il Circo Massimo, nel cuore della Roma classica, tra gli scavi archeologici più celebri del mondo. Jean Nouvel (archistar di fama internazionale, tra i suoi lavori l’Istitute du Monde Arabe a Parigi, il museo Reina Sofia a Madrid, il Louvre di Abu Dhabi), invece, si è trovato a lavorare su un insieme di ex case popolari, oggi di proprietà di Alda Fendi, che a Palazzo Rhinoceros, come si chiamerà il complesso pronto a inaugurare alla metà di ottobre, ha intenzione di esplicitare la propria idea di città dell’arte all’insegna del mecenatismo. Perché “se io faccio i regali, e questo è un regalo che faccio a Roma, intendo farli bene…”.

3500 metri quadri da vivere e abitare, destinati a diventare polo d’attrazione culturale della Capitale (la quale, amministrativamente, risponde voltando le spalle: tutta l’area circostante rimane immersa nel degrado più inaccettabile), ospitando la collezione e le esposizioni temporanee della Fondazione Alda Fendi – Esperimenti (il primo anno la programmazione declinerà proprio il tema del rinoceronte, simbolo di forma e anticonformismo, nelle arti visive e performative), ma pure un’esclusiva struttura di ospitalità da 25 unità abitative destinate ad artisti, mecenati, collezionisti (appartamenti curati nel minimo dettaglio, un progetto di Nouvel di cui si parlerà moltissimo) e un’offerta di ristorazione altrettanto peculiare, ai piani più alti del palazzo, con vista incredibile sulla città e tripudio di terrazze.

Il museo e gli appartamenti

In questi anni Nouvel ha lavorato sull’intera struttura (in realtà tre grandi palazzi accorpati), ripristinando l’aspetto originale del palazzo laddove le preesistenze potessero raccontarne la storia, e muovendo dal principio di un restauro filologico degli spazi verso la concezione di un’architettura nuova, che stupisse il visitatore senza cedere al decorativismo che mal avrebbe sposato lo spirito dell'operazione, con soluzioni inaspettate e raffinate, specie nella progettazione degli appartamenti, letteralmente incastonati tra i piani superiori del palazzo.

Dunque dal 14 ottobre Rhinoceros aprirà le porte alla città, invitandola a entrare e farsi scoprire: sviluppata in altezza attorno a due corti interne (il bianco e il nero; la notte e il giorno nell'interpretazione di Jean Nouvel), il percorso espositivo lascerà spazio man mano che si sale alle residenze, anch’esse pronte a inaugurare alla metà del mese sotto la gestione del gruppo internazionale di ospitalità Room Mate di Kike Sarasola; già presente in molte città del mondo, a Roma il brand fa il suo debutto sotto il marchio The Rooms of Rome, con 24 appartamenti uno diverso dall’altro. Ma nel progetto c’è stato spazio sin dall’inizio per un’area dedicata alla ristorazione, aperta a romani e turisti al quinto e sesto piano del complesso. Spazio ricettivo e spazio ristorativo sono parte integrante del progetto del palazzo, e funzionali al suo racconto complessivo.

Caviar Kaspia a Roma. Ristorante all day long con terrazze

Anche in questo caso la scelta è ricaduta su un format già presente all’estero, e anzi particolarmente antico per fondazione, Caviar Kaspia, nato a Parigi nel 1927. Dal primo locale di place de la Madeleine, oggi il marchio ha conosciuto un’espansione mirata a collezionare sedi distintive, da Montecarlo a Londra e New York, passando per il secondo ristorante inaugurato a Parigi la primavera scorsa, all’interno delle Galeries Lafayette. E ha legato il suo nome al lusso di un’offerta gastronomica incentrata su caviali pregiati e affini, sicuramente non per tutte le tasche (a Parigi una degustazione di caviale tra le più costose arriva a superare gli 800 euro). A Roma, dove il brand esordisce con l’idea di proporre un’offerta inedita nella Capitale, la declinazione dei prodotti di cui Caviar Kaspia ha sempre fatto vanto sarà mediata da un’interpretazione più affine ai gusti e alle abitudini – anche di spesa – della città. Sull’addomesticamento della formula al mercato romano ha lavorato Dario Laurenzi, consapevole di poter scommettere su un asso nella manica di non poco conto: due saranno le terrazze a disposizione degli ospiti per tutta la bella stagione – da marzo a ottobre, e con un po’ di fortuna anche nelle giornate più miti d’inverno – più come se non bastasse un’altana qualche metro più su, allestita con divani e uno spazio più rilassato per l’aperitivo. Tutte affacciate a 360 gradi sulla Roma classica vista qui da un punto di osservazione inedito e ammaliante, costituiranno il cuore del ristorante, che vivrà 7 giorni su 7, dalle 8 alle 24, e disporrà anche di uno spazio all’interno da circa 50 coperti (fuori i numeri triplicano, arrivando fino a 150). L'idea è quella di proporre una formula variabile che rappresenti una novità, ma senza spaventare. Obiettivo: accessibilità nonostante il blasone della maison. Pur raccontando prodotti di alta fascia come salmone selvaggio e pesci affumicati, granchio e aragoste, tartufi (in un secondo momento anche ostriche, nel bar a huitres che dovrebbe prendere forma sulla terrazza più alta). E ovviamente caviale, per tutti i gusti.

L'offerta: ristorante, caffetteria, tapas e cocktail bar

La sera, dalle 19, tutto questo contribuirà a realizzare un menu che per la prima volta nella storia di Caviar Kaspia introduce pietanze più cucinate, come primi piatti di pasta – lo spaghetto al caviale omaggio a Gualtiero Marchesi, da subito in carta, o i ravioli ripieni di granchio – e pietanze legate alla cucina mediterranea, in aggiunta al consueto trionfo di tartare, salmone fresco e affumicato, patate con caviale. A prezzi di posizionamento adeguati alla piazza romana. Un modo, a detta di chi ha ripensato la formula, per esaltare il concept all'insegna dell'italianità. In abbinamento carta di vini e champagne, da circa 70 etichette. Durante tutta la giornata, invece, sarà disponibile l'offerta della caffetteria internazionale, con proposte per la colazione dolce (c'è la firma di Marco Rinella) e salata e poi un menu agile che spazia dal club sandwich con salmone selvaggio alla Caesar Salad con astice. Per l'aperitivo si cambia ancora: drink list e tapas in abbinamento, fino a tarda sera per chi volesse cenare al cocktail bar. Esperienza vivamente consigliata vista la spettacolarità dell'allestimento, con due banconi in marmo e acciaio (uno per ogni terrazza), da 10 e 5 metri. Anche in questo caso saranno i prodotti della casa a dettare la linea, ma l'alternativa cocktail e selezione di tapas sarà decisamente più informale rispetto alla proposta del ristorante (dove si stima una spesa che parte dai 50-60 euro per salire fino a picchi più che vertiginosi, in base a quanto amate il caviale). Italiano lo staff, tutto inviato nei mesi scorsi a formarsi sul campo, a Parigi. A dirigere la squadra sarà Alessia Meli, in cucina, invece, si muoverà Giovanni Gianmarino.

Roma acquista uno spazio culturale – unico! - di respiro internazionale, frutto di un'operazione mirata di mecenatismo artistico (Alda Fendi finanzierà anche la nuova illuminazione dell'arco di Giano, disegnata da Vittorio Storaro). Caviar Kaspiar si propone di assecondarne le ambizioni: vedremo se convincerà la città.

 

Caviar Kaspia a Palazzo Rhinoceros - Roma - Cancellata Arco di Giano, via di San Giovanni Decollato - dal 14 ottobre 2018

 

a cura di Livia Montagnoli

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