25 Set 2014 / 15:09

Crowdfunding per il vino? L'idea viene dalla Francia e si chiama Fundovino

Il nuovo sito di finanziamento francese accoglie progetti da tutto il mondo dedicati al mondo del vino. È sufficiente presentare la propria idea con un video per iniziare a ricevere donazioni dai 5 euro in su. Un tentativo intrapreso qualche anno fa dall’azienda italiana Poggio al Casone per realizzare un docu-film sul made in Italy.
Crowdfunding per il vino? L'idea viene dalla Francia e si chiama Fundovino
Il nuovo sito di finanziamento francese accoglie progetti da tutto il mondo dedicati al mondo del vino. È sufficiente presentare la propria idea con un video per iniziare a ricevere donazioni dai 5 euro in su. Un tentativo intrapreso qualche anno fa dall’azienda italiana Poggio al Casone per realizzare un docu-film sul made in Italy.
Comprare qualche ettaro di vigna nella regione francese della Gironda, salvare un vitigno in via d'estinzione, finire di girare un film-documentario sul vino, comprare un sistema di controllo di temperatura delle vasche, acquistare un nuovo serbatoio di vino. Sono alcuni dei progetti in cerca di finanziamenti nel nuovo sito di crowdfunding fundovino.com, con base in Francia, ma aperto a progetti da tutto il mondo.Une première per il vino, visto che il reperimento dei fondi dal basso era una pratica già ampiamente utilizzata per gli altri settori, ma che solo adesso è sbarcato in soccorso del vino.
Vediamo come funziona nel dettaglio: il proponente presenta il suo progetto con un video che, se giudicato consono alla filosofia del gruppo, diventa visibile sul sito in questione. Dall'altra parte, chi fosse interessato, può fare la sua donazione che va dai 5 euro a diverse centinaia di euro. Ma attenzione, ciò non significa diventare partner del progetto, così come, invece, funziona in altri siti di crowfunding: il contratto è puramente morale e la merce di scambio è un regalo - come ad esempio bottiglie di vino o degustazioni in cantina - proporzionale alla donazione. Le spese del proponente consistono solo in una tassa di transazione bancaria del 3% e una commissione del 5% di commissione per Fundovino. Se, invece, i fondi raccolti alla fine del periodo stabilito (45 o 90 giorni) non fossero sufficienti a far partire il progetto stesso, i donatori verrebbero interamente risarciti della somma versata. In ogni caso rimarrebbe loro l'idea di aver fatto, o almeno di aver tentato di fare, qualcosa di utile per il mondo del vino. Chiaro che il passaparola e la promozione tramite social network finisce per avere un ruolo fondamentale.
In Italia, lungi da un gruppo vero e proprio, un tentativo di finanziamento collettivo lo aveva fatto qualche anno fa l'azienda Poggio al Casone per realizzare un docu-film sul made in Italy. Chissà se potrà essere una strada da seguire anche per altri progetti, vista la riluttanza delle banche a concedere prestiti alle piccole aziende...


A cura di Loredana Sottile
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