Giuseppe Carrus

Giuseppe Carrus

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A poco più di una settimana dalla conclusione, ecco tutte le medaglie conquistate al Concours Mondial de Bruxelles. La competizione internazionale itinerante ha compiuto 25 anni e si è svolta in Cina: la prima volta fuori dal contesto europeo.

   

Il concorso

9180 vini, 330 degustatori da tutto il mondo. I numeri dell’ultima edizione del Concorso di Bruxelles parlano chiaro. L’edizione cinese (svolta a Pechino, nel distretto di Haidian) è la più ricca di sempre per numero di campioni assaggiati. E la macchina organizzativa, di conseguenza, è notevole. L’incremento è dovuto senza dubbio al contributo del paese ospitante che, con 485 etichette, si attesta la quinta nazione per vini partecipanti, dopo Francia (2342), Spagna (1810), Italia (1382) e Portogallo (1062). Tre le tipologie di medaglie previste dalla competizione, quella d’argento, quella d’oro e la gran medaglia d’oro, per i vini migliori in assoluto.

Gli assaggi

Ma come si svolge il concorso? Come si assaggiano i vini? I degustatori arrivano da tutto il mondo, si dividono in commissioni da 6, guidate da un capo panel. Ogni giorno, per tre giorni consecutivi, ogni commissione assaggia circa 50 vini, divisi in batterie a seconda della tipologia. Tranne l’annata però, la degustazione avviene totalmente alla cieca e si attribuisce un punteggio in centesimi che, in caso, si convertirà in medaglie. Il punteggio è frutto di una sommatoria di singole valutazioni che riguardano l’aspetto visivo, olfattivo, gustativo, più un giudizio finale. Gli assaggiatori sono giornalisti, sommelier, ma anche buyer, direttori commerciali di aziende o enologi, in modo che sia rappresentato tutto il comparto enologico. I punteggi vengono poi analizzati minuziosamente, non solo al fine di attribuire le medaglie, ma anche per offrire ai singoli assaggiatori un quadro sulla propria performance: si evince così se il giurato ha usato bene la scala di valori, se ha una media vicina a quella dei colleghi del panel, se, infine, è dotato di precisione all’assaggio, visto che in qualche batteria gli organizzatori includono delle etichette identiche, proprio per testare la bravura degli assaggiatori. Un’organizzazione maniacale insomma che rende il concorso prestigioso, specie per dei mercati che guardano con interesse la conquista delle medaglie da parte dei vini partecipanti.

I risultati dell’ultima edizione

La crescita non c’è stata solo in Cina. Anche le altre nazioni fanno registrare un aumento dei campioni presentati. Soprattutto aumentano i vini biologici, tanto che dallo scorso anno un premio è strettamente dedicato a questa categoria. L’Italia presenta in questa edizione quasi 1400 vini e ottiene un risultato straordinario: ben 434 medaglie, quasi un terzo dei vini partecipanti. Di questi 297 sono medaglie d’argento, 123 d’oro, e 14 gran medaglie d’oro. La Sicilia, la Toscana, il Veneto e la Puglia sono le regioni che più credono nel concorso e circa il 60% dei vini italiani presentati proviene da queste regioni. Sul gradino più alto del podio la regione Puglia (104 medaglie totali), seguita da Sicilia e Veneto. Ma l’Italia strappa un altro gran risultato: di 14 premi speciali dati tra tutte le medaglie, ben tre vanno alla nostra nazione. Il Primitivo di Manduria Papale Linea Oro ’15 di Varvaglione conquista il premio Rivelazione Vino Italiano, il Sicilia Maria Costanza Ris. ’13 dell’azienda Milazzo il premio Rivelazione Internazionale Vino Bio, infine il Brunello di Montalcino Ris. ’12 de La Togata conquista la Rivelazione Internazionale Vino Rosso. Sottolineiamo, per concludere, l’ottima prestazione dei vini cinesi, nazione ospitante, a conferma che le etichette di questo particolare paese emergente catturano sempre più il gusto e la critica internazionale (131 medaglie conquistate). Tutti i risultati sono consultabili qui.

La prossima edizione

Sarà la città svizzera di Aigle ad ospitarela prossima edizione dell’itinerante Concours Mondial de Bruxelles. L’annuncio, come da tradizione, è stato fatto durante l’ultimo giorno di competizione dell’edizione 2018. “Dopo Pechino, il Concours Mondial de Bruxelles torna in Europa e si ferma in Svizzera, dove la vite è coltivata sin dall’epoca dell’Impero Romano.Il paese è il 5° al mondo per consumo pro capite”ha commentato BaudouinHavaux, Presidente del Concours Mondial de Bruxelles “in più i vini svizzeri sono nella top 10 dei vini premiati durante il concorso”. In effetti, benché la Svizzera non figuri tra i primi dieci produttori mondiali di vino, in termini di consumo supera paesi come il Cile, la Grecia e l’Austria. Gli organizzatori pensano che Aigle, situata nel cantone svizzero di Vaud, rappresenti la scelta ideale per diversi motivi. La città è infatti strategicamente posizionata al confine della valle del Rodano, circondata dalle maestose Alpi svizzere. Non lontano, troviamo il lago Léman e la regione viticola di Lavaux – classificata patrimonio mondiale dell’Unesco – uno tra i più bei paesaggi vitivinicoli svizzeri. Il cantone di Vaud conta otto denominazioni di origine controllata: produce un quarto di tutti i vini svizzeri, tra cui i tre vitigni più coltivati del paese: il pinot nero, lo chasselas (varietà tradizionale) e il gamay. Accanto al Vaud c’è il Vallese, la più grande regione viticola della Svizzera. Attualmente, vi sono oltre 1.800 produttori di vino in Svizzera e oltre 240 varietà.

 

a cura di Giuseppe Carrus

 

 
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