Preparazione: 40 minuti + 30 minuti per il riposo

Tagliate la caciotta a pezzetti e mettetela in una piccola casseruola con un quarto di litro d’acqua, la scorza di limone e la semola.

Mettetela sul fuoco e, sempre mescolando, lasciate cuocere fino a quando il formaggio si sarà fuso e avrà raggiunto la consistenza di una crema densa.

Lasciate intiepidire quindi, con le mani bagnate, prendete piccole quantità di formaggio e formate delle palline grosse come un’albiccocca che schiaccerete ricavandone dei dischi spessi circa mezzo cm.

Via via che sono pronti, accomodate i dischi di formaggio su un panno e lasciateli asciugare.
Setacciate la farina sulla spianatoia, fate la fontana e mettetevi lo strutto a fiocchetti, un bel pizzico di sale e poca acqua appena tiepida.

Impastate a lungo fin o ad ottenere una pasta liscia e morbida. Avvolgetela nella pellicola e fatela riposare per almeno mezz’ora.

Stendetela in una sfoglia sottile e ricavatene dei dischi del diametro di circa 10 cm. Allineatene la metà sul tavolo, disponetevi i dischi di formaggio e coprite con l’altra metà dei fogli di pasta.

Chiudete bene e ritagliate tutto intorno con la rotella dentata.

Friggete le sebadas in abbondante olio ben caldo, girandole una volta e servitele calde cosparse di miele.

Il miele di corbezzolo, dall’accentuato gusto dolce-amaro è il più indicato per le sebadas che sono comunque ottime anche cosparse di miele comune o di zucchero.... 07 Gennaio 2008
Setacciate la farina con il lievito. Setacciate la ricotta in una ciotola e lavoratela brevemente con lo zucchero, la scorza grattugiata di limone e i tuorli (conservate gli albumi).

Continuando a mescolare, unite poco per volta la farina con il lievito e, quando il composto è ben amalgamato, montate a neve gli albumi con un pizzico di sale.

Amalgamateli delicatamente al composto senza mescolare ma con un movimento dall'alto in basso.

Imburrate e infarinate una tortiera da 24 cm, versate il composto e infornate a 180° per 40 minuti.

Fate raffreddare la torta su una griglia e servitela spolveratela di zucchero a velo.... 07 Gennaio 2008
Preparazione: 20 minuti + almeno 2 ore per il riposo

Setacciate la farina sulla spianatoia, fate la fontana e mettetevi lo strutto a fiocchetti, un pizzico si sale e mezzo bicchiere scarso di acqua tiepida.

Impastate a lungo gli ingredienti fino a quando si formano delle bollicine sulla superficie della pasta (se è troppo morbida, unite poca farina).

Raccoglietela a palla, avvolgetela nella pellicola e fatela riposare per qualche ora.

Per il ripieno: fate ammollare l'uvetta in acqua tiepida per una mezz'ora quindi scolatela e asciugatela.

Setacciate la ricotta e raccoglietela in una terrina con l'uovo, la farina, la scorza grattugiata di limone e l'uvetta.

Amalgamate bene in modo da avere un impasto cremoso e omogeneo. Stendete la pasta con il matterello ottenendo una sfoglia sottile e ritagliate dei dischi di circa 10 cm di diametro.

Sollevate il lembo esterno e pizzicate tutto intorno, a distanza regolare, in modo da formare dei cestini dentati.

Versate all'interno di ogni cestino una cucchiaiata di ripieno e lisciate la superficie. Pennellate con il tuorlo diluito con un goccio d'acqua e infine sistemate le casadinas su una placca foderata di carta da forno e infornate a 160° per circa 20 minuti fino a quando saranno ben dorate.

A cottura ultimate, spegnete il forno e fate raffreddare i dolcetti dentro al forno stesso.... 07 Gennaio 2008
Preparazione: 30 minuti + 30 minuti per il riposo

Setacciate la farina con il lievito sulla spianatoia, fate la fontana e mettetevi un pizzico di sale, la scorza grattugiata e le uova battute.

Impastate per una decina di minuti fino a ad aver un composto liscio e omogeneo quindi avvolgetelo nella pellicola fatelo riposare per una mezz'ora.

Trascorso questo tempo, staccate un pezzo di pasta e, rotolandolo sulla spianatoia leggermente infarinata, formate un lungo rotolino dello spessore di un dito e tagliatelo a pezzetti di circa 1,5 cm.

Rotolateli rapidamente sulla spianatoia, con le mani aperte, in modo che assumano una forma rotondeggiante.

Passate ogni gnocchetto sul retro di una grattugia premendo leggermente con il pollice in modo da formare un incavo.

A lavoro ultimato, friggete gli strangolapreti in abbondante strutto caldo e sgocciolateli a color oro scuro.

Passateli su un doppio foglio di carta da cucina e una volta freddi spolverateli abbondantemente di zucchero a velo facendolo scendere da un setaccino.... 07 Gennaio 2008
Preparazione: 15 minuti + 1 ora per il riposo

Allargate la pasta sulla spianatoia, aggiungetevi due cucchiai di olio, uno di zucchero e i semi di anice e lavoratela per qualche minuto.

Ponetela in una ciotola, copritela con un canovaccio e lasciatela lievitare in luogo tiepido per circa un'ora.

Lavate accuratamente l'uva e lasciatela asciugare.

Stendete la metà della pasta e sistematela in una teglia, del diametro di 28 cm, leggermente oliata.

Copritela completamente con gli acini dell'uva, lasciando libero un bordo di un centimetro e cospargetela con due cucchiai di zucchero.

Dalla pasta rimanente ricavate un altro disco con il quale coprirete la base della schiacciata pizzicandola ai bordi.

Con i rebbi di una forchetta bucherellate la superficie, quindi pennellatela con poco olio e spolveratela con un cucchiaio di zucchero.

Mettete la schiacciata bel forno a 200° proseguendo la cottura per tre quarti d'ora. Servitela tiepida o fredda.

Questa tipica preparazione della cucina toscana che risale al tempo degli Etruschi, viene preparata tradizionalmente in campagna durante il periodo della vendemmia quando l'uva è ben matura e succosa. L'uva di vigna non è sostituibile con quella da tavola.... 07 Gennaio 2008

Sciacquate l’uvetta e fatela ammollare in acqua tiepida.
Setacciate la farina in una ciotola e, mescolando con una frusta, diluitela con circa mezzo litro di acqua fredda tenendo presente che l’impasto deve avere la consistenza e la fluidità di una pastella.

Sciogliete bene i grumi e, sempre mescolando, unitevi un bel pizzico di sale e la metà dell’olio. 

Ungete d’olio una teglia piuttosto larga (il castagnaccio dovrà avere lo spessore di un cm), versatevi il composto e cospargetelo con i gherigli di noce spezzettati, con l’uvetta scolata e asciugata e con le foglioline di un rametto di rosmarino.

Noci e uvetta dovranno quasi affondare nell’impasto in modo che non si brucino durante la cottura.

Spruzzate la superficie con un cucchiaio d’olio e mettete il castagnaccio nel forno precedentemente scaldato a 200°.

Fatelo cuocere per un’ora scarsa fino a che in superficie si sarà formata una crosticina croccante e screpolata. Servitelo tiepido.... 07 Gennaio 2008

Pelate i pistacchi dopo averli scottati per qualche minuto in acqua bollente. Private la polpa di cocomero dei semi e passatela dal passaverdure montato con il disco più fine lasciandola cadere in una piccola casseruola.

Mettete in una tazza un mestolo del succo ottenuto e scioglietevi perfettamente l'amido facendo attenzione a non formare grumi quindi versatelo nella casseruola insieme allo zucchero e al bastoncino di cannella.

Amalgamate perfettamente e mettete la casseruola sul fuoco e, senza mai smettere di mescolare, fate alzare il bollore.

Proseguite la cottura, a fuoco dolce, per quattro o cinque minuti sempre continuando a mescolare.

Ritirate la casseruola e, appena il composto sarà quasi freddo e comincerà ad addensarsi unitevi il cioccolato, la zuccata e i pistacchi quindi versatelo in uno stampo da budino (o in piccoli stampini da porzione) bagnato d'acqua.

Sigillate lo stampo con la pellicola e mettetelo in frigorifero per qualche ora o anche per tutta la notte.
Al momento di servire il gelo, sformatelo in un piatto e spolveratelo di cannella in polvere.

A Palermo, dove questo dolce si prepara tradizionalmente il giorno di ferragosto, si è soliti decorare il piatto con foglie di limone e fiori di gelsomino e il gelsomino viene a volte usato anche per aromatizzare il composto.... 07 Gennaio 2008
In una casseruola a fondo pesante, fate scaldare il latte con una bella scorza di limone, il sale e lo zucchero.

Quando si alza il bollore, aggiungete il semolino fatto scendere a pioggia mescolando continuamente con un cucchiaio di legno perché non si formino grumi. Abbassate la fiamma e lasciate cuocere per circa un quarto d'ora mescolando spesso.

Ritirate la casseruola dal fuoco, unite il burro e, dopo averlo ben amalgamato, lasciate un po' intiepidire il composto.

Amalgamatevi i due tuorli, uno alla volta, e mescolate energicamente, quindi bagnate di acqua fredda il tavolo di marmo o una placca da forno e rovesciatevi il composto dopo aver scartato la scorza di limone.

Livellate la superficie con un largo coltello bagnato nell'acqua fredda e lasciate raffreddare per qualche ora.

Quando il composto si sarà indurito, tagliatelo a piccole losanghe e passatelo prima nell'uovo sbattuto e poi nel pangrattato rivestendolo bene.

Friggetelo in abbondante olio caldo [175°] pochi minuti per parte quindi scolatelo, passatelo su un doppio foglio di carta da cucina e servitelo caldo.

Uno dei numerosi ingredienti del sontuoso fritto piemontese che, nella versione classica, ne prevede fino a diciotto varietà.... 07 Gennaio 2008
Sciacquate l'uvetta e mettetela ad ammollare in acqua tiepida. Sbriciolate il lievito in una tazza e diluitelo con tre cucchiai di acqua tiepida.

Setacciate la farina in una grande ciotola e mescolatela con lo zucchero e con un pizzico di sale. Fate la fontana e mettetevi le uova intere, il rhum e il lievito diluito.

Mescolate gli ingredienti unendovi tanto latte, appena tiepido, quanto basta per avere una pastella densa.

Scolate l'uvetta, asciugatela con cura e amalgamatela all'impasto insieme al cedro tagliato a dadini e ai pinoli.   Coprite la ciotola con un coperchio e fate lievitare l'impasto in un luogo tiepido fino a quando sarà quasi raddoppiato di volume.   Mettete sul fuoco la padella con olio molto abbondante (le frittelle vi dovranno galleggiare) e, quando è ben caldo (175°), versatevi l'impasto a cucchiaiate (la misura giusta è un cucchiaino da tè).

Girate le frittelle una volta e tiratele su quando avranno preso un bel colore oro scuro. Passatele su un doppio foglio di carta da cucina e spolveratele con lo zucchero a velo.... 07 Gennaio 2008
La pasta frolla:

Setacciate la farina con un pizzico di sale in una ciotola larga, fate la fontana e mettetevi il burro morbido a pezzetti.

Amalgamate burro e farina sfregandoli con la punta delle dita fino ad ottenere delle grosse briciole. Fate nuovamente la fontana, metteteci i tuorli e lo zucchero e impastate rapidamente, quel tanto che basta per ottenere un impasto omogeneo.

Raccoglietelo a palla, avvolgetelo con la pellicola trasparente e lasciate riposare nella parte meno fredda del frigorifero per almeno un'ora.

Il ripieno:

Fate bollire il latte in una piccola casseruola quindi, fuori dal fuoco, unitevi il grano e lavoratelo un po' con la forchetta per scioglierlo e ammorbidirlo [aumentate leggermente la dose di latte se necessario]. Aggiungete anche lo zucchero e mescolate bene.

Passate la ricotta dal setaccio lasciandola cadere in una ciotola. Unitevi il composto di grano ormai freddo, le uova intere, l'acqua di fiori d'arancio, il candito tagliato a dadini e la scorza grattugiata di mezza arancia. Amalgamate il tutto con cura.

La pastiera:

Imburrate e infarinate la tortiera. Stendete i due terzi della pasta frolla a uno spessore di circa mezzo cm e foderate la tortiera, ritagliando l'eccesso di pasta tutto intorno.

Versatevi il ripieno quindi stendete il resto della pasta e, con la rotella dentata, ritagliate delle strisce larghe un paio di cm che disporrete a griglia sulla torta, formando dei rombi.

Mettete la pastiera nel forno precedentemente scaldato a 180° lasciandola cuocere per circa un'ora, fino a quando il ripieno sarà rassodato. Sfornate e lasciate raffreddare la torta senza toglierla dallo stampo.

Preparatela con un giorno o due di anticipo, conservandola in frigorifero e servitela nello stesso recipiente di cottura.... 07 Gennaio 2008

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