14 Dic 2016 / 18:12

Intesa San Paolo: “Noi, punto di riferimento per l’agri-food di qualità”

Intesa San Paolo è una realtà bancaria tra le prime in Europa. Intervista a Matteo Casagrande.

Intesa San Paolo: “Noi, punto di riferimento per l’agri-food di qualità”

Intesa San Paolo è una realtà bancaria tra le prime in Europa. Intervista a Matteo Casagrande.

Con Matteo Casagrande, che nel gruppo ricopre il ruolo di Responsabile Servizio Business Development e Coordinamento Direzione Marketing Divisione Banca dei Territori, ripercorriamo la nascita del legame che la banca ha stretto con il mondo agroalimentare italiano.

 

Quando e come nasce la percezione che il cibo e il vino sono un terreno che può avvicinare la banca alle persone e alle imprese?

Il gruppo Intesa San Paolo considera una priorità massima, come supporto al territorio italiano, l’identificazione delle principali filiere produttive rappresentative del “fare impresa” italiano. In particolare, una delle filiere di maggior importanza è quella dell’agri-food. Per questo l’Istituto è da tempo impegnato a supportare tale filiera sia seguendo i canali più tradizionali, sia attraverso nuovi strumenti legati strettamente alla valorizzazione del territorio. In questo senso è significativo il fatto che Intesa San Paolo nell’ultimo anno abbia erogato nei confronti del settore agroalimentare finanziamenti a medio termine pari a 1,5 miliardi di euro e che  contestualmente abbia studiato con le principali associazioni del comparto agricolo-alimentare progetti e percorsi a supporto del settore.

 

Quindi vi ponete come un interlocutore diretto con le imprese e le loro rappresentanze…

Sì. L’obiettivo di Intesa San Paolo è proprio quello di poter essere la Banca di riferimento per l’intera filiera. Anche, ad esempio, attraverso la presenza di specialisti che possano assistere gli investimenti e gli investitori nel comparto alimentare: ciò a partire dal mondo dell’agricoltura, passando quindi per le imprese e le industrie di trasformazione alimentare, fino al supporto della filiera retail.

 

Expo Milano vi ha visto protagonisti nella cittadella dedicata al cibo e alla sostenibilità alimentare. Un bilancio di quell’esperienza, dal lato umano e da quello più strettamente finanziario…

Expo è stato per il gruppo Intesa San Paolo un momento estremamente importante proprio nell’ottica di supportare il Sistema Paese e di far conoscere le migliori eccellenze italiane del made in Italy alimentare. In quei mesi, nell’ambito del padiglione Intesa San Paolo di Expo, la banca ha dato visibilità con il progetto “Ecco la mia impresa” a circa 400 imprenditori  italiani di eccellenza selezionati non solo in base a valutazioni di tipo quantitativo, ma soprattutto per fattori qualitativi relativi a investimenti nell’innovazione, nella ricerca, nella capacità di internazionalizzazione, nonché per una valutazione di rappresentatività del made in Italy. In questo senso la Banca proseguirà nel percorso di supporto all’emersione della qualità italiana attraverso nuovi momenti di comunicazione di tali eccellenze e delle molte altre che sono state selezionate.

 

Il mondo agroalimentare italiano ha delle sue specificità: dimensioni, fatturato, marginalità… Avete risposte differenti in base alle caratteristiche delle imprese?

Intesa San Paolo negli ultimi anni di lavoro si è fortemente focalizzata non solo sui fattori quantitativi nella valutazione delle imprese, ma su quelli qualitativi basati sull’impegno da parte delle imprese a investire in capitale umano, in innovazione, nel fare investimenti in ricerca e informazione.

 

Oltre al terreno finanziario, c’è anche un intento di mecenatismo culturale nei confronti del mondo wine&food italiano di qualità?

Un esempio per tutti: la Banca – insieme al gruppo San Donato Milanese, all’Università San Raffaele e al gruppo Allegrini – ha partecipato alla nascita del primo Master dedicato al cibo e al vino. Tale iniziativa ha l’obiettivo di formare figure professionali dedicate a supportare le aziende  nel comunicare al meglio la storia e la filosofia che son dietro ai loro prodotti alimentari: la prima edizione prende il via nel 2017. Come già sottolineato, la Banca ha l’obiettivo di rappresentare un punto di riferimento concreto per la filiera alimentare attraverso il supporto non solo del mondo degli agricoltori, delle imprese trasformatrici, ma anche della piccola distribuzione e del mondo della ristorazione che trova nelle infinite vie del gusto italiane una espressione di eccellenza unica al mondo.

Non a caso Intesa San Paolo ha voluto con convinzione dare sostegno a un evento come il Salone del Gusto che tutti gli anni anima la città di Torino e si è fatta lei stessa portatrice della grande eccellenza rappresentata dalle Osterie d’Italia. L’Istituto Intesa San Paolo si vede come punto di naturale aggregazione dei tanti operatori che animano con i loro servizi tale settore. Basta ricordare il percorso fatto insieme allo stesso Gambero Rosso, ma anche a un’associazione quale il Movimento turismo del vino.

 

www.intesasanpaolo.com

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