21 Apr 2015 / 13:04

Appunti di degustazione. 20 anni di Luce in 20 assaggi

Una lunghissima verticale celebra i 20 anni del Luce, il vino nato dall'incontro della famiglia Frescobaldi con la famiglia Mondavi e primo vino prodotto a Montalcino da uve sangiovese e merlot. Ecco il racconto della lunga verticale delle 20 annate.
Appunti di degustazione. 20 anni di Luce in 20 assaggi
Una lunghissima verticale celebra i 20 anni del Luce, il vino nato dall'incontro della famiglia Frescobaldi con la famiglia Mondavi e primo vino prodotto a Montalcino da uve sangiovese e merlot. Ecco il racconto della lunga verticale delle 20 annate.
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La storia

L’inizio dell’avventura di Luce, vino nato dalla joint venture tra la famiglia Frescobaldi e la famiglia Mondavi non fu salutato in maniera entusiasta dai critici italiani: non piaceva l’idea di far nascere un nuovo supertuscan a Montalcino, con il sangiovese che andava a unirsi al merlot, sembrava solo per soddisfare un gusto americano caratterizzato da una maggiore morbidezza del vino e da un affinamento per lungo tempo in barrique. Non piaceva l’etichetta, che Luigi Veronelli definì più adatta a un detersivo, ma che oggi è sempre la stessa, caso quasi unico per un vino italiano, panorama in cui la sindrome da restyling ha colpito quasi tutti i produttori. Dopo venti vendemmie è doveroso ripensare a un vino che ha superato la fine dell’azienda Mondavi e dal 2004 è passato direttamente sotto il controllo dei Frescobaldi, di Lamberto soprattutto, ispiratore del progetto e oggi presidente dell’azienda di famiglia. Lamberto dal 2002 si è trovato a fronteggiare delle annate non semplici, ma ha affrontato le difficoltà riuscendo a sorprendere chi lo attendeva per criticarlo. Al suo fianco l’enologo Niccolò d’Afflitto, che cura da tempo le diverse Tenute Frescobaldi, e che da alcuni anni segue anche le vigne di Luce. È così che è rinato un vino che parla toscano, che narra di un territorio vocato, di annate difficili, di abilità cantiniere. Un merlot che da alloctono diventa autoctono e un sangiovese che trova nell’insolazione del territorio di Montalcino e nel suo scheletro territoriale il suo alimento. Certo è che il vino è mutato e in meglio.

I numeri

Le verticali hanno il vantaggio di far emergere pregi e difetti di un prodotto, dimostrare la sua longevità ma anche il mantenimento di uno stile, che non corre dietro alle mode (altra accusa dell’epoca) ma si impone per le sue caratteristiche, che il mercato può o meno premiare. E in effetti i consumatori, soprattutto stranieri, sono sempre stati fedeli ad una produzione che oggi si assesta a circa 80.000 bottiglie, ma ha toccato anche punte di 12.0000, in grado di coprire una richiesta internazionale.

La degustazione

La degustazione è avvenuta a Milano, nell’ex chiesa di San Carpoforo a Brera, sede del dipartimento di arti visive dell’Accademia di Belle Arti, in maniera più casual del solito: solo magnum, degustazione piedi, con la possibilità di tornare a piacimento a riassaggiare ogni annata.

1993
Annata abbastanza calda che ha condizionato la maturità fenologica di entrambi i vitigni. Sebbene i grappoli di merlot fossero perfettamente maturi a metà settembre si è dovuto attendere che il sangiovese maturasse. Sin dai primi assaggi ha dimostrato di possedere un ottimo potenziale di invecchiamento. Colore rosso pulito, naso fresco e ancora quasi erbaceo, al naso frutto rosso come ciliegia pieno e ricco. Bocca docile, gustosa, piena, elegante e un finale in crescendo positivo. Affascinante.

1994
Stagione vinicola non particolarmente fortunata: la poca pioggia ha comportato uno sviluppo precoce delle uve, impedendo al vino di rivelare la sua pienezza col tempo. Colore rosso rubino scarico, lieve e poco incisivo. Il naso è evoluto, con sentori maturi di confettura, anche ossidativi, poi di canfora. Bocca più radiosa, ma non elegantissima, piccolo finale caldo alcolico e mediamente prolungato. Introverso.

1995
Montalcino è un’area caratterizzata da estati calde, ma quella del ’95 è stata atipica. Una primavera inespressiva e un’estate che tardava ad arrivare hanno condizionato la fioritura delle viti. Fortunatamente il mese di settembre assolato e con buone temperature ha assicurato la qualità della vendemmia. Bel colore rubino vivace. Naso serrato, confettura di more non evoluta, sfumature di cacao amaro e poi spezie cupe come cannella. La bocca è ricca: soda, tannino ben contenuto, finale piacevolmente delicato. Vivace.

1996
La pioggia e le basse temperature hanno ritardato la fioritura e poi lo sviluppo dei grappoli, ma almeno l’insolazione estiva ha assicurato l’invaiatura nelle prime settimane d’agosto. Poco espressivo da giovane, dimostra a distanza di 18 anni, un carattere cupo. Rosso rubino semplice, al naso mostra cenni alcolici, poi di frutti maturi rossi come lamponi e fragole. La bocca è ben assortita, con freschezza lieve e docile, finale in crescendo. Corretto.

1997
Nonostante l’improvvisa gelata che ad aprile ha colpito il sud della Toscana, il caldo costante di agosto e parte del mese di settembre ha permesso una maturazione uniforme sia del merlot che del sangiovese. Colore pulito rubino invitante. Al naso risulta appena etereo, poi emerge una bella presenza di ciliegia e ribes, bocca scarica non troppo potente, rilassata, docile, con tannini integrati e unbelretrogusto. Convincente.

1998
Il sole eccessivo dei mesi estivi ha condizionato la maturazione delle uve tanto che la versione ’98 appare poco convincente. Colore rosso cupo e pieno. Al naso si mostra evoluto, da frutta cotta come prugne, smalto pieno e miscellanea di frutti rossi. In bocca è forte il tannino, potente e meno serrato, con poca acidità e finale medio. Smarrito.

1999
Annata sorprendente caratterizzata da un clima favorevole in tutte le fasi del ciclo vegetativo delle vigne. Rosso granato, al naso ha tutto il fruttato gustoso del merlot, con note di mora e susine poi mirtillo e lamponi, cenni di incenso, erbe aromatiche come mirto e speziato diffuso. La bocca succosa è divertente, tesa, fresca, finale in crescendo. Divertente.

2000
Tempo instabile nel 2000 con numerose piogge in primavera a cui ha fatto seguito un periodo soleggiato e caldo ad agosto. Colore rubino deciso, ricco intenso. Al naso dominano erbe aromatiche, poi i fiori del pot-pourri. Ingresso in bocca rotondo, ampio, cremoso, fresco; finale prolungato. Ammaliante.

2001
La stagione vinicola particolarmente fresca con un’inopportuna gelata primaverile ha portato a una netta diminuzione del raccolto, ma non ha intaccato il risultato qualitativo. Alla vista si presenta molto cupo e pieno. Il naso mostra frutti di bosco nitidi e puliti, dal mirtillo alla mora passando per il lampone. Al palato la sua eleganza si traduce in una contenuta e rinfrescante acidità, che accompagna la persistenza dei tannini. La consistenza è soda, succosa quasi serrata, finale appetitoso e gradevole. Invitante.

2002
Anno ricco di avvenimenti: la responsabilità dell’azienda passa interamente nelle mani di Lamberto Frescobaldi che si trova ad affrontare la pesante grandinata di metà agosto che danneggia gran parte delle piante. Evento sfortunato che condiziona la riuscita del vino e la produzione, alquanto ridotta. Colpisce per il colore cupissimo, decisamente serrato. Il naso esprime spremuta di frutta fresca come ciliegia e mirtillo, poi spezie delicate tipo noce moscata. La bocca è rotondissima, atipica, delicata, finale medio. Incompreso.

2003
I vigneti di Luce, che in questo periodo sono stati coinvolti da un’insolazione costante e forte, sono maturati precocemente rispetto agli anni passati. L’annata calda ha dato vita a un vino fruttato e intenso. Bel colore porpora pulitissimo e limpido. All’olfatto mostra naso fruttato, cenni di sottobosco come terra e foglie, poi tabacco. Bocca succosa, dolce, elegante, finale saporito e piacevole, con tannino lieve. Compresso.

2004
Stagione generosa, sia per produzioni che per andamento climatico. Numerose escursioni termiche tra maggio e giugno hanno assicurato la giusta maturazione fenolica e un ottimo grado zuccherino. All’esame visivo si mostra di un bel colore porpora, naso di buona complessità, con frutti ordinati come ciliegia e prugna, poi erbe aromatiche come alloro. Lieve e gradevole, bocca sottile, gustosa, piacevole, docile, di giusta potenza; finale fresco e lieve. Rilassante.

2005
Non le piogge, ma le temperature fresche hanno condizionato il raccolto del 2005 e la graduale maturazione del merlot e del sangiovese. Colore pulito e ben ordinato. All’olfatto si mostra pieno, maturo, con confettura di frutti rossi come ribes, poi cenni di chiodi di garofano. Deciso in bocca, che è soda e gustosa, un po’ grossolana, dal finale robusto. Rustico.

2006
Annata ottima, da considerarsi la più completa per produzioni e qualità. Un vino di grandissima concentrazione e sorprendente persistenza. Bello il colore, di un porpora ancora pieno. È deciso al naso, fresco di sensazioni balsamiche e poi minerali, spezie ben dosate. L’ingresso in bocca è elegante, pieno, cremosa la consistenza che regala un finale prolungato. Equilibrato.

2007
Insieme alla versione 2006 inaugura una fase di grande splendore per le peculiarità di Luce. Le piogge invernali hanno consentito di creare una riserva idrica che è servita a nutrire le piante nelle giornate calde e soleggiate. Ottimo l’esame visivo, di un rosso acceso. Buona impressione al naso, fresco, gradevole, erbaceo, balsamico, con frutti nitidi. In boccaè lieve l’ingresso, delicato il frutto, avvolgente nel retrogusto piacevole, finale lunghissimo. Esaltante.

2008
Meno appeal dei suoi precedenti fratelli maggiori, ma gran corpo e potenziale di longevità. Possibili problemi in vigna dovuti all’abbondante pioggia primaverile sono stati scongiurati da un fine agosto e inizio settembre caldo e assolato. Alla vista è di un rosso scuro deciso; al naso è potente, sanguigno, con cenni di terra e tabacco, quindi cuoio e note di frutti maturi. La bocca è corretta, composta, soda, elegante, piacevole; finale medio. Riservato.

2009
Anche in questo caso la primavera è stata caratterizzata da numerose precipitazioni che hanno preoccupato i vignaioli per la salubrità delle vigne. Nonostante ciò il lavoro ha portato i suoi frutti tanto da ottenere un 2009 giocato più sulla frutta matura che non sulla nota vegetale. Bel colore porpora, pieno e luminoso. Intenso al naso, con note eleganti di frutti maturi come prugna e mela, poi spezie miste con la vaniglia a emergere; pieno. Deciso in bocca: soda e gustosa, con finale medio. Ammiccante.

2010
Stagione di vendemmia altalenante ma nonostante tutto l’uva è arrivata in cantina ad un grado di maturazione ottimale. L’occhio coglie un rosso cupissimo e pieno, che incornicia un piacevole fruttato di visciole, susina matura e ribes. Il naso è molto alcolico, frutta sotto spirito, poi cenni animali, note terrose e aromi sottobosco. Bocca carnosa, soda, verace; finale in crescendo. Giovane.

2011
Il caldo sole di agosto ha potenziato e concentrato il bagaglio fenolico delle uve. Bel colore rosso cupissimo pieno. Al naso emergono decisi frutti spremuti di bosco come mirtilli e ribes, poi sfumature di vernice. Al gusto si mostra deciso, bocca soda, è potente e carnosa, il retrogusto è di vaniglia; finale medio. Contorto, ma ancora giovane.

2012
Le piogge costanti in primavera sono state sostituite da un forte tepore estivo che ha aiutato i vitigni a raggiungere la loro maturità. Il colore è rubino pulito. Il naso si esprime già bene: fresco, erbaceo, quasi balsamico con bocca succosa, fresca acidula, tannini finissimi; finale saporito. Godibile. Da dimenticare in cantina.


Tenuta Luce della Vite | Montalcino (SI) | Loc. Castelgiocondo | www.lucedellavite.com/vini/luce-della-vite/


a cura di Leonardo Romanelli

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