8 Gen 2016 / 11:01

Wine truck, l'ultima frontiera dei consumi? Vol. 2

Qualche cantina, pochissime enoteche: lentamente e con un po' di ritardo, ma anche il vino inizia la sua avventura on the road. Dopo aver visto quali sono i protagonisti sulla scena del vino itinerante, guardiamo ora a come fare per aprire un truck.

Wine truck, l'ultima frontiera dei consumi? Vol. 2

Qualche cantina, pochissime enoteche: lentamente e con un po' di ritardo, ma anche il vino inizia la sua avventura on the road. Dopo aver visto quali sono i protagonisti sulla scena del vino itinerante, guardiamo ora a come fare per aprire un truck.

a cura di
Tutta la gallery
Chiudi gallery

Finalmente anche il vino inizia la sua avventura on the road. Come il cibo, ma non soltanto. Perché a partire dalla regolamentazione, tra vino e cibo itinerante qualche differenza c'è, come una legge risalente al 1940 che vieta la somministrazione in strada di vino se non a titolo gratuito o in bottiglie chiuse, forse perché ai tempigli ambulanti (la categoria di riferimento per i wine truck) erano per lo più galeotti e quindi si cercava di usare alcune precauzioni.

Ma dopo aver indagato tra i principali protagonisti del vino su strada (LINK) ora cerchiamo di capire chi e in che modo si occupa dell'allestimento, della vendita o del noleggio dei wine truck. Principalmente si tratta di aziende già avviate nel settore della carrozzeria e del trasporto di cibo e che, lanciatesi nel settore food truck ne hanno capito le potenzialità tanto da farne un business indipendente. La maggior parte di queste offre un servizio chiavi in mano, affiancano il cliente dallo sviluppo dell'idea alla sua realizzazione, passando anche attraverso licenze e certificati delle norme igienico sanitarie (HACCP).

 

Normativa vigente per il food truck

Il commercio ambulante è disciplinato anzitutto dal Decreto Legislativo n. 114 del 31 marzo 1998 (comunemente noto come “riforma Bersani”) e dalle legislazioni regionali, a cui lo stesso decreto rimanda la definizione delle disposizioni particolari. Ma chi si occupa della somministrazione di alcolici deve vedersela anche con il Regio Decreto 635/40, con il DLgs 125/0. Dal punto di vista pratico, il primo passo per chi vuole mettersi su strada, è ottenere una licenza/autorizzazione amministrativa per l’esercizio del commercio su aree pubbliche. Le autorizzazioni sono di due tipi: tipo A per posteggio fisso, in aree particolari, rilasciata dal Comune in questione sulla base di appositi bandi comunali); tipo B, rilasciata dal Comune di residenza del richiedente, che consente l’esercizio in forma itinerante in tutto il territorio nazionale, nelle fiere, nei mercati, ma limitatamente ai posteggi non assegnati o provvisoriamente non occupati dai titolari. L’attività è svolta con soste limitate e sempre previa autorizzazione comunale. Per entrare in possesso dell’autorizzazione bisogna essere iscritti al R.E.C. presso le Camere di Commercio; avere una Partita IVA, essere iscritti alla C.C.I.A., e aprire una posizione Inps-Inail. Ultimo passo, essersi adeguati alle normative di Igiene e Controllo Alimentare, con la redazione del Manuale di Autocontrollo (HACCP).

 

Business on the road

Tra queste c'è Business on the road di Alpignano (Torino) che, forte di un'esperienza trentennale nel settore del trasporto del cibo, da cinque anni ha spostato il suo core business al settore del food e wine truck. Il suo catalogo propone oltre 13 soluzioni personalizzabili che vanno dall'Ape 50, alla bike, senza trascurare gli allestimenti Green, zero emissioni. Nel portfolio clienti, Pepino Gelati, Renzini Alta Norcineria, Panzerotto, APErugina (con cui il gruppo è stato Event Sponsor del Cluster Cacao e Cioccolato in Expo Milano 2015). “Abbiamo trasferito il nostro know how a un ambito che reputiamo possa essere quello del futuro” dice al Gambero Rosso Chiara Testini, responsabile marketing del gruppo “Siamo partiti dal gelato per poi spostarci a tutto il resto, compresa la parte beverage”. Prima con l'allestimento di un beer truck ligure, specializzato nella somministrazione di birra tedesca, e poi con Bollicino.

Il 60% della nostra attività si svolge all'estero” continua Testini “il resto in Italia. Quest'anno soprattutto in Lombardia, complice l'Expo. Sul formato quello che va per la maggiore è l'Ape Car, mentre i prodotti proposti si differenziarono parecchio. Per esempio in Francia dove, solo nell'anno in corso, abbiamo venduto dieci veicoli, vanno molto forte gelati e caffè”. E proprio sul caffè, Business on the road ha realizzato un suo format, il “coffee square project”, comprensivo di 40 mq di spazio lounge. Grazie al suo sistema modulare, l'idea può essere esportata anche in altri ambiti, come ad esempio Bollicino, per quanto riguarda il vino.

 

StreetFoddy

Spostandoci ad Arezzo, e più precisamente a Terranuova Bracciolini, troviamo un’altra azienda specializzata. È la carrozzeria RestiSpache, fondata nel 1961 e affermatasi negli anni come autonegozio, da qualche mese ha lanciatoStreetFoody,un progetto innovativo che accompagna i food trucker nel trasformare la loro idea imprenditoriale in realtà. Sono suoi i format Gricia Road, Venchi, Fritto Dorato. In totale 70 food truck messi sul mercato nell'ultimo anno delle diverse “taglie”: S (Ape Piaggio), M (Porter Piaggio) e L (Ducato), con prezzi che vanno dai 29 mila euro ai 59 mila. “L'idea da cui partono i nostro clienti” dice Franco Resti è di solito la scelta di un unico prodotto: la monotematicità e la tipicità sono alla base del fenomeno. Penso al ragazzo che ripropone il polpettone della nonna in tutte le sue varianti, o il team che, partendo dalla stessa materia prima, fa le centrifughe d'estate e le zuppe d'inverno. Questa monotematicità, poi, incentiva il network, come dimostrano le tantissime manifestazioni dedicate al settore. Tra i nuovi sviluppi, inoltre, è interessante vedere che adesso molti Comuni stanno facendo dei bandi appositi per i food truck e questo è un modo, non solo per incentivare la qualità, ma anche per combattere il fenomeno degli abusivi”. Resti, oltre ad essere molto presente in Italia, presidia anche il mercato internazionale, proponendo soprattutto soluzioni che affiancano lo stile italiano al cibo italiano. E ultimamente anche diverse cantine - sebbene più timidamente - si son fatte avanti per valutare possibili soluzioni. E se la nuova tendenza del 2016 per il vino, fosse davvero sulle quattro ruote?

 

Le tendenze su cui puntare

StreetFoddy, forte della sua esperienza nel settore dell'allestimento dei veicoli, ha individuato alcune tendenze su cui puntare. Ecco quali:

1 Riscoprire le tradizioni del territorio: perché se, soprattutto in Italia, è sempre stato sinonimo di piatti economici e poveri, oggi è proprio il cibo di strada a identificarsi come baluardo di tradizione e identità di un luogo.

2 Bio, veg e gluten free: perché l’attenzione all’origine e alla sostenibilità degli ingredienti è cresciuta negli ultimi anni, assieme al numero di italiani che, per scelta o per motivi di salute, segue regimi alimentari particolari. 

3 Il gelato. Artigianale e gourmet, il gelato è il re di tanti festival e manifestazioni e il formato “on the road” è perfetto per incontrare il grande pubblico.

4 L’etnico. Lo street food etnico è un successo soprattutto se realizzato con materie prime d’eccellenza, e i festival dedicati allo street food sono spesso un mondo in miniatura grazie alla varietà di cibi etnici presentati.

 

App e servizi sul food truck

Per rispondere al mercato in crescita, oltre al moltiplicarsi delle manifestazioni, sono nati anche servizi a tema, come ad esempio le app. La più famosa in Italia? StreetEat, un aggregatore di food truck che permette di trovare quelli più vicini: al momento i selezionati sono circa una ottantina. Tra i servizi offerti all'utente, geolocalizzazione, prenotazioni online, promozioni e iniziative pubblicitarie, come lo “Streeteat Gift”: un cofanetto natalizio con una guida di truck e un assegno-regalo per mangiare e bere, scegliendo menu e truck di riferimento. Anche da regalare.

 

Gambero Rosso Channel: la cucina di Andrea Golino on the road

Anche il Gambero Rosso si mette in viaggio. Intercettando una domanda sempre più itinerante, ha lanciato il format Gol-Finger Tour, in collaborazione con Mazda. Andrea Golino torna, così, per il terzo anno consecutivo, ad un programma già sperimentato per la parte cucina, ma con la novità del viaggio on the road: a bordo di una fiammante MX-5, lo chef romano attraversa la Penisola, da Nord a Sud alla scoperta dei prodotti più pregiati e di sapori spesso dimenticati. Due ricette in ogni puntata, tipiche della cucina regionale, come Tiella di Gaeta, Caldaro in Maremma, Bottarga di Orbetello, Pera picciola Arcidosso, Piadina e tagliatelle in Romagna. Le sue avventure itineranti torneranno a partire dal 6 gennaio, ogni mercoledì alle 22 su Gambero Rosso Channel canale 412 di Sky.

 

http://www.businessontheroad.it/

www.streetfoody.it

 

 

a cura di Loredana Sottile

 

Per leggere Wine truck, l'ultima frontiera dei consumi? Vol. 1 clicca qui

 

Questo articolo è uscito sul nostro settimanale Tre Bicchieri del 19 novembre

Abbonati anche tu se sei interessato ai temi legali, istituzionali, economici attorno al vino. È gratis, basta cliccare qui

 

 

 

 

 

 

 

Abbiamo parlato di:
Precedente
Successivo

Partecipa alla discussione

Copyright 2015
Gambero Rosso Spa
P.Iva06051141007, Italy
All Rights Reserved

EN edition