9 Feb 2016 / 10:02

Cronache dall'Anteprima Amarone tra beghe legali e annate scariche

Andare all'Anteprima Amarone e trovarsi in mezzo a una serie di beghe legali. È successo quest'anno, ma abbiamo anche provato le annate 2012: le prime impressioni sono che non si faranno ricordare.

Cronache dall'Anteprima Amarone tra beghe legali e annate scariche

Andare all'Anteprima Amarone e trovarsi in mezzo a una serie di beghe legali. È successo quest'anno, ma abbiamo anche provato le annate 2012: le prime impressioni sono che non si faranno ricordare.

Anteprima movimentata per il Consorzio della Valpolicella che, in corso d'opera, oltre a degustazioni, incontri e interviste, ha dovuto curare anche i rapporti con gli avvocati.

 

Questioni di avvocati

Prima di tutto per l'udienza del 3 febbraio al tribunale di Venezia per la questione che lo vede contrapposto alle Famiglie dell'Amarone d'Arte: “Tutto rimandato alla prossima udienza fissata tra una settimana” ha detto il presidente Christian Marchesini “ma per arrivare ad una risoluzione si dovrà aspettare almeno fine anno”. Ma non è finita. Sorvolando sul botta e risposta tra Famiglie dell'Amarone d'Arte e Cooperative (“prezzi troppo bassi” dicono i primi; “eppure anche alcune di voi Famiglie il vino lo comprate da noi” dicono le seconde) c'è un'altra notizia che è rimbalzata sulle cronache locali, trovando naturale cassa di risonanza in rete: la diffida che il Consorzio ha inviato, tramite legali, all'Osteria Caffè Monte Baldo di Verona, proprio nei giorni dell'anteprima, per aver utilizzato la dicitura 'Fuori Amarone' per la proposta di alcuni menu e vini alla mescita. Dicitura che, come riportato nella diffida sfrutterebbe “indebitamente il traino della manifestazione Anteprima Amarone 2012, organizzata dal Consorzio”. Per una sanzione amministrativa pari a 10 mila euro. Immediata la risposta in ritirata dell'enoteca, che ha deciso, seppur malvolentieri di non 'investire tanti soldi' per vendere (e promuovere) la denominazione.

 

Il caso del Fuori Amarone

L'idea era semplicemente di proporre dei menu a tema con l'hashtag 'Fuori Amarone', tutto qua” dice al Gambero Rosso Simone Vesentini titolare insieme al padre dell'osteria incriminata “la diffida ci ha spiazzato e, non volendo far guerra a nessuno, abbiamo subito, umilmente, ritirato l'iniziativa pur continuando a servire Amarone e piatti a base di vini della Valpolicella. Ma continuiamo a chiederci: dove sarebbe la violazione? I nostri obblighi” continua “sono di non sofisticare e non adulterare il vino e di non impossessarci di manifestazioni altrui, ma noi non abbiamo fatto nulla di tutto ciò, come dimostra la solidarietà di tanti produttori (Sandro Boscaini in testa che dalle colonne de L'Arena non le ha mandate a dire; ndr) Quello che penso è che la guerra trentennale tra Famiglie e Consorzio alla fine ricade su chi non c'entra nulla e noi siamo capitati in mezzo”. Per la cronaca i menu speciali comprendevano due vini del Consorzio e due delle Famiglie.

 

Metodi di tutela del marchio?

Questione chiusa e chiarita per il Consorzio. “Nel corso dell'Anteprima” dice al Gambero Rosso il presidente Christian Marchesini abbiamo parlato con l'esercente e ci siamo chiariti. Capiamo che vedersi arrivare la lettera da uno studio legale fa sempre effetto, ma noi avevamo provato a chiamarlo senza fortuna. D'altronde, come Consorzio, abbiamo l'obbligo, secondo il decreto 61 della promozione, di tutelare il marchio e questa era l'intenzione che non voleva certo scatenare tutto questo rumore mediatico”. Poi Marchesini pone l'accento sui tanti precedenti capitati in Valpolicella e chiede più coordinazione:“Siamo sempre a favore delle iniziative promozionali, ma basterebbe coordinarsi col Consorzio. In tal senso anche dare delle maggiori informazioni in ambito normativo ai produttori su come promuovere i prodotti può essere importante”.

E adesso – si stano chiedendo in molti - continuerà l'Osteria Monte Baldo a vendere Amarone a cuor leggero? “E se vendessimo solo Barolo?” scherza il titolare “Battute a parte, ci hanno chiamato dal Consorzio del Bardolino dicendoci che per la loro Anteprima possiamo organizzare tutte le serate che vorremo e che al posto di una diffida, ci manderanno un carico di loro vini”.

 

L'annata 2012

Nonnascondiamoci, l’annata 2012 è stata un’annata balorda un po’ in tutta Italia. In Valpolicella la primavera è stata umida e piovosa. L’estate? Torrida, con ben 4 ondate di calore tra giugno e agosto, per poi avere una ripresa e un andamento più lineare nel mese di settembre che ha permesso - come successo con l'insidiosa annata 2014 - un recupero finale. Sulla carta quindi vini più morbidi, con tannini più dolci e sensazioni spostate verso la frutta matura. Questo è quanto ci aspettavamo prima di sederci per assaggiare i 77 campioni dell’Anteprima, di cui il 60% non ancora imbottigliati e quindi prelevati direttamente da botte.

 

Il confronto col 2011

L’annata è stata valutata 4 stelle, ma si sa che ormai a meno di disgrazie - incendi d'origine dolosa, meteoriti che distruggono l'intera denominazione – il range di tutti i consorzi è ormai limitato tra 4 e 5. Beh, rispetto agli assaggi dell’anno scorso – la 2011 davvero un’ottima annata – abbiamo faticato di più. L'Amarone la sente eccome l'annata, un processo che sembra accentuarsi di vendemmia in vendemmia. E questo non può che essere un bene.

 

Strutture più leggere e vini già stanchi

Tornando al 2012, il livello medio si è abbassato, ci siamo trovati di fronte a molti vini già insolitamente pronti, in alcuni casi stanchi, con componenti zuccherine accentuate. In linea di massima c’è un tentativo di alleggerire strutture e pesi, ma a volte si finisce per scoprire altri aspetti in una sorta di effetto coperta corta. I livelli di acidità sono medio bassi, ciò nonostante non mancano campioni di alto livello, con maggiori quote sapide o con impronte fruttate accattivanti e complesse. Più che mai le aziende con vigneti in alta collina fanno la differenza. Vi racconteremo caso per caso sul numero di aprile del Gambero Rosso mensile, con un lungo approfondimento dedicato a questo campione che abbiamo trovato anche negli angoli più remoti del globo: dalle montagne centrali di Taiwan, a ristoranti vicino a Capo Nord.

 

Non solo Amarone

Ma torniamo a Verona. Il presidente del Consorzio Vini della Valpolicella Marchesini ha lanciato un appello per valorizzare un vino unico come il Recioto. Appello che accogliamo e rilanciamo, ma che desideriamo allargare anche al Valpolicella: dopo la lunga maratona di Amarone, ne abbiamo assaggiato alcuni di straordinaria leggerezza espressiva, al contempo complessi e sfumati, per dirla con un aggettivo in voga: contemporanei, di grande bevibilità.

 

a cura di Loredana Sottile e Lorenzo Ruggeri

 

Questo articolo è uscito sul nostro settimanale Tre Bicchieri del 4 febbraio

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