10 Feb 2016 / 18:02

Viaggio tra i vitigni autoctoni: trebbiano di Lugana

a cura di

Arriviamo sul Lago di Garda per scoprire una varietà ampelografica italiana caratteristica di questa zona: il trebbiano di Lugana.

Viaggio tra i vitigni autoctoni: trebbiano di Lugana

Arriviamo sul Lago di Garda per scoprire una varietà ampelografica italiana caratteristica di questa zona: il trebbiano di Lugana.

a cura di

Storia e territorio

Il trebbiano di Lugana o turbiana è un vitigno autoctono a bacca bianca, coltivato da secoli nella zona a sud del lago di Garda. È molto simile al trebbiano di Soave, presente a poche decine di chilometri di distanza su terreni però molto diversi, caratterizzati da basalti di natura vulcanica. Fa parte della variegata famiglia dei trebbiani, molto diffusi anche nel centro Italia e presenta alcune similitudini con il verdicchio. Per meglio definire l’identità di questa particolare varietà di trebbiano, dal profilo aromatico più spiccato e intenso, il Consorzio Tutela del Lugana sta portando avanti un progetto di selezione clonale, per identificare le specificità delle cultivar presenti sul territorio.

Il trebbiano di Lugana è coltivato nella pianura di origine morenica di Sirmione, Desenzano, Lonato, Pozzolengo e Peschiera, fino ai primi rilievi collinari, che salgono verso S. Martino della Battaglia. I terreni sono caratterizzati dalla stratificazione di argille chiare, con componenti calcaree molto ricche di minerali, che tendono a diventare più sabbiosi salendo verso la zona collinare. Sono suoli che in passato erano coperti dai boschi acquitrinosi dell’antica Selva Lucana, da cui prende nome il vitigno. Terreni particolari, che tendono a indurirsi e compattarsi nei periodi secchi e a diventare fangosi e plasticamente molli nelle stagioni piovose. La loro particolare composizione dona al vino straordinarie caratteristiche di mineralità, sapidità, struttura e longevità.

La zona della Selva Lucana è stata bonificata a partire dal 1400, ma già ai tempi degli antichi Romani la regione conosceva la coltivazione della vite. La tradizione è sopravvissuta ai secoli e si è consolidata grazie al risanamento dei terreni e al clima favorevole, mitigato dalle brezze del lago, che contribuiscono ad addolcire le temperature e a mantenere sempre ventilate le vigne. La Denominazione di Origine Controllata è stata creata nel 1967 e il successo del vino Lugana ha continuato a crescere sia in Italia che all’estero, in particolare in Germania e nel nord Europa. Il disciplinare, oltre al Lugana base, prevede anche le versioni Superiore, Riserva, Spumante Metodo Classico o Charmat e Vendemmia Tardiva. Attualmente, la superficie vitata copre un’estensione di circa 1.400 ettari, per una produzione annua complessiva di 13 milioni di bottiglie.

 

Caratteristiche

Il trebbiano di Lugana ha un grappolo di medie dimensioni, con acini dalla buccia piuttosto spessa e coperta di pruina. È una varietà di trebbiano con un buon corredo aromatico e vivace acidità. Il vino ha un colore giallo paglierino, che col tempo assume riflessi dorati, il profilo olfattivo è caratterizzato da note fruttate, agrumate, con cenni di frutta tropicale. Al palato spiccano la grande freschezza e la mineralità, unite a un bouquet armonioso con finale sapido.

Le Riserve presentano aromi più complessi, ampi, morbidi, che evolvono nel tempo verso note balsamiche, sentori di pietra focaia e idrocarburi, dimostrando un buon potenziale d’invecchiamento. La sua naturale acidità lo rende adatto anche alla produzione di spumanti Metodo Classico, con bouquet caratterizzato da profumi eleganti, fresche note agrumate e croccanti sentori di crosta di pane. Nelle versioni con lunghi affinamenti sui lieviti, gli spumanti presentano invece aromi complessi di frutta candita, frutta esotica e pasticceria. Interessanti le vendemmie tardive, ottenute da una surmaturazione delle uve in pianta, con raccolta a fine ottobre o inizio novembre. Sono vini da dessert molto equilibrati, con tenore alcolico contenuto, non eccessivamente dolci, che esprimono aromi di frutta candita e piacevole acidità. Il Lugana ha una grande versatilità a tavola: le versioni più giovani e semplici e gli spumanti sono perfetti come aperitivo o per accompagnare antipasti leggeri di pesce, mentre i Lugana Superiore, Riserva e il Metodo Classico con lungo affinamento, possono accompagnare a tutto pasto menù di pesce importanti o carni bianche. Le vendemmie tardive sono perfette con formaggi stagionati ed erborinati o con la pasticceria secca.

 

Produttori

Numerosi i produttori di qualità e le etichette di rilievo. Tra le versioni più fresche e immediate ricordiamo il Lugana MadrePerla Doc di Perla del Garda, il Lugana Molin Doc di Ca’ Maiol, il Lugana Santa Cristina Doc di Zenato e il Lugana Selva Doc di Selva Capuzza. Tra le versioni più strutturate, alcune affinate in legno, ci sono piaciute il Lugana Riserva Fabio Contato Doc di Ca’ Maiol, Il Lugana Riserva Sergio Zenato Doc di Zenato, il Lugana Riserva Menasasso Doc di Selva Capuzza, il Lugana Riserva del Lupo Doc di Ca’ Lojera, il Lugana Benedictus Doc di Le Morette e il Lugana Brolettino Doc di Ca’ dei Frati. Degne di nota anche le versioni spumantizzate con Metodo Classico: il Metodo Classico Lugana 60 mesi Dosaggio Zero Doc di Ca’ Maiol, il Lugana Brut Hirundo Doc di Selva Capuzza, il Lugana Pas Dosé Doc di Zenato e la Cuvée dei Frati Brut Millesimato Doc di Ca’ dei Frati. Tra le vendemmie tardive, segnaliamo il S. Cristina Rigoletto Veneto Passito Igt di Zenato e il Lugana Vendemmia Tardiva Doc di Perla del Garda.

 

a cura di Alessio Turazza

 

Per leggere Viaggio tra i vitigni autoctoni: la lacrima di Morro d’Alba clicca qui

Per leggere Viaggio tra i vitigni autoctoni: la durella clicca qui

Per leggere Viaggio tra i vitigni autoctoni: il carricante clicca qui

Per leggere Viaggio tra i vitigni autoctoni: il grechetto di Todi clicca qui

Per leggere Viaggio tra i vitigni autoctoni: la passerina clicca qui

Per leggere Viaggio tra i vitigni autoctoni: la petite arvine clicca qui

Per leggere Viaggio tra i vitigni autoctoni: il semidano clicca qui

Per leggere Viaggio tra i vitigni autoctoni: il raboso del Piave clicca qui

Per leggere Viaggio tra i vitigni autoctoni: il cagnulari clicca qui

Per leggere Viaggio tra i vitigni autoctoni: la vernaccia di Oristano clicca qui

Per leggere Viaggio tra i vitigni autoctoni: la nosiola clicca qui

Per leggere Viaggio tra i vitigni autoctoni: il frappato clicca qui

Per leggere Viaggio tra i vitigni autoctoni: la nascetta clicca qui

Per leggere Viaggio tra i vitigni autoctoni: l'asprinio d’Aversa clicca qui

Per leggere Viaggio tra i vitigni autoctoni: il nerello mascalese clicca qui

Per leggere Viaggio tra i vitigni autoctoni: il biancolella clicca qui

Per leggere Viaggio tra i vitigni autoctoni: il prié blanc clicca qui

Per leggere Viaggio tra i vitigni autoctoni: la tintilia clicca qui

Per leggere Viaggio tra i vitigni autoctoni: la vitovska clicca qui

Per leggere Viaggio tra i vitigni autoctoni: il timorasso clicca qui

 

Abbiamo parlato di:
Precedente
Successivo

Partecipa alla discussione

Copyright 2015
Gambero Rosso Spa
P.Iva06051141007, Italy
All Rights Reserved

EN edition | JP edition