8 Mar 2016 / 11:03

Stati Uniti, coast to coast: i 20 anni del vino italiano negli Usa

È il primo mercato di destinazione del vino italiano e il Gambero Rosso non poteva non presidiarlo: 4 tappe più una, da New York a San Francisco. Un tour che compie 20 anni, ma che continua a rinnovarsi alla velocità dei consumi. 

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Anche quest’anno il Gambero Rosso ha presentato negli Stati Uniti l’edizione inglese di Vini d'Italia, anno 2016, con gli eventi dei Tre Bicchieri. Un tour che possiamo definire storico, dato che la prima volta risale a più di venti anni fa, quando si svolgeva nel mezzanino dell’Hotel Michelangelo e le aziende che presentavano i vini a Tre Bicchieri erano una manciata. Negli anni molto è cambiato.

Il vino italiano negli Usa 20 anni dopo

La qualità del vino italiano è cresciuta in modo evidente, e di conseguenza è cresciuto il numero sia dei vini a Tre Bicchieri, sia delle aziende partecipanti.Gli spazi che accolgono gli eventi sono via via diventati più grandi. Gli addetti ai lavori (giornalisti, importatori, distributori, ristoratori, enotecari) attraversano gli Stati per raggiungere gli eventi, che quest’anno si sono svolti a Chicago, New York e San Francisco, preceduti, per la prima volta, da una master class per addetti ai lavori tenuta dai curatori della Guida sui vini a Tre Bicchieri che hanno ottenuto i premi speciali. Ricordiamo che gli Usa sono il Paese per eccellenza dell’esportazione del Made in Italy enologico, con un aumento di quasi 7% sulla quantità e del 13% sul valore (cosa ancor più rilevante visto che significa che a essere importati sono sempre più i vini di fascia media e alta) negli ultimi due anni, anche grazie ad un cambio euro-dollaro decisamente più equilibrato.

L'export verso gli Stati Uniti

Gli Usa si confermano anche nel 2015 la piazza più importante per i vini italiani. Da gennaio a novembre il mercato a stelle e strisce ha acquistato 2,9 milioni di ettolitri di vino (+6,2%) per un corrispettivo a valore di 1,17 miliardi di euro (+13,3%). In particolare, gli Usa hanno acquistato vini in bottiglia fermi (né frizzanti né spumanti) con un +5% in quantità e un +13% a valore, facendo da traino alle richieste di questo segmento che per l'Italia vale 3,36 miliardi sui 4,91 miliardi totali del periodo gennaio-novembre 2015. Guardando alla sola categoria spumanti, gli Usa (secondi solo al mercato Uk) hanno acquistato 471 mila ettolitri (+23%) per un controvalore di 177 milioni di euro (+26%).

Chicago

Alla sua settima edizione, la degustazione dei Tre Bicchieri di Chicago (4 febbraio) si conferma tappa fondamentale del tour di presentazione della Guida degli Stati Uniti. Abbandonata la storica sede della Union Station, l’evento si è spostato in una nuova, ampia e funzionale location - il Bridgeport Art Center - con straordinaria vista sullo skyline di Chicago, che ha comodamente ospitato le 148 aziende 'trebicchierate' e gli oltre 2 mila partecipanti, solo operatori trade e invitati, la cui provenienza, anche quest’anno, ha spaziato ben oltre i confini, non solo di Chicago ma anche dell’Illinois: Indiana, Michigan, Ohio, Kentucky, West Virginia, Tennessee, Missouri, Iowa, Arkansas, Wisconsin, Minnesota gli Stati più rappresentati.

Dalla prima edizione del 2010, la tappa di Chicago ha visto progressivamente crescere l’interesse e l’attenzione di operatori e distributori, confermandosi città colta, ricca, elegante. Una città capace di intercettare come poche altre lo spirito qualitativo, ed esclusivo, dei vini a Tre Bicchieri, grazie anche a una delle più interessanti scene di ristorazione italiana degli Stati Uniti.

A Chicago, come è avvenuto anche nelle tre tappe successive, il programma è stato arricchito anche da una masterclass, durante la quale il Gambero Rosso ha presentato alla stampa e agli operatori un’altra denominazione italiana emergente, il Custoza. E con il claim 'Custoza White and Gold'i sommelier e i giornalisti presenti hanno avuto la possibilità di approfondire la conoscenza di questo terroir e fare un viaggio nel tempo attraverso la degustazione di otto vini, da quelli freschi e vibranti della vendemmia 2015, per poi arrivarealla vendemmia 2007. Dunque dal Bianco (white) all’Oro (gold). “Un percorso affascinante”ci ha raccontato Lisa Stepheson, sommelier ed educatrice del vino che si divide tra varie città statunitensi “che ci dà la misura della complessità della scena enologica italiana e del suo potenziale qualitativo, per noi ancora da scoprire completamente”. “Dopo le affermazioni in Italia e sul mercato europeo è ora di affrontare lo scenario mondiale”, ha aggiunto Costantino Gabardi, brand ambassador della denominazione gardesana, che ha condotto i seminari con Marco Sabellico.

New York

Capitale del cambiamento veloce, capace di intercettare ogni novità e ispirazione, New York è la città trendy e cosmopolita per eccellenza. Ma è anche una città con una fortissima comunità italiana, in cui fondano le radici della cucina italiana, che in alcuni casi ha raggiunto livelli altissimi. Questa ristorazione è stata importante volano per il vino Made in Italy, sempre più vissuto come 'di grande qualità'.

Nell’ormai consueto spazio del Metropolitan Pavillon sulla 18esima, ben 196 aziende, lo scorso 9 febbraio, hanno presentato i Tre Bicchieri con una presenza del trade che ha raggiunto quest’anno la cifra di 2996 registrazioni, di cui un terzo tra importatori e distributori, provenienti non solo dalla Grande Mela e dal New Jersey, ma anche da quello di New York, Pennsylvania, Virginia, West Virginia, Florida, Carolina (North e South), Maine, Vermont, Massachusetts, Rhode Island, Connecticut, Delaware, Maryland...ma forse ne dimentichiamo qualcuno. Anche qui il programma è iniziato in tarda mattinata con la Masterclass sul Custoza e quella in cui i curatori di Vini d’Italia hanno presentato - come a Chicago e a San Francisco - la nuova Guida ai colleghi giornalisti con un percorso di degustazione delle etichette delle nove aziende che hanno ottenuto gli Special Awardsnell’edizione 2016 della Guida. “Una degustazione fantastica” ha commentato Robin Kelley O’Connor, scrittore ed educatore del vino, giudice in numerosi concorsi internazionali “che ci ha fatto capire come lavora il team del Gambero Rosso, e la logica con cui vengono fatte le scelte dei vini premiati. Vini superbi”.

San Francisco

Quest’anno i Tre Bicchieri di San Francisco sono stati accolti da un’inaspettata estate (era l'11 febbraio) che ha reso ancora più suggestivo l'evento, svolto nell’ormai consueto spazio del Fort Mason, una volta porto militare di San Francisco, ora importante (e bellissima) location per eventi, che sfrutta i grandissimi pierche si allungano nell’Oceano: 152 le aziende presenti con i vini a Tre Bicchieri, 2500 i visitatori registrati, di cui oltre 1.000 tra ristoratori ed enotecari, per quello che è diventato, senza ombra di dubbio, l’evento del vino italiano in California. The Golden State, infatti, anche con molti addetti ai lavori provenienti da Los Angeles, è risultato molto presente nella giornata, anche se si sono contate numerose presenze dagli Stati vicini.

Come ormai accade da qualche anno, l’attenzione di San Francisco per i vini biologici e biodinamici è sempre molto alta, in sintonia con lo spirito avanguardista che ha sempre caratterizzato la città, patria di importanti battaglie per i diritti civili e di movimenti di sostegno per un’agricoltura sostenibile. Molti i produttori di vino delle vicine Napa e Sonoma Valley, soprattutto quelli impegnati sul fronte dei vitigni autoctoni italiani che stanno trovano sempre più spazio anche tra le vigne californiane. Tutto esaurito anche qui per le masterclass del Custoza e degli Special Awards di Vini d’Italia 2016. “Un’occasione unica per confrontarci – bicchiere alla mano - con chi fa le scelte cruciali della “Bibbia del Vino italiano”ha commentato Wilfred Wong, noto giornalista e blogger californiano. E per una settimana intera (la “Italian Wine Week”) sulle tavole dei ristoranti di San Francisco i Tre bicchieri hanno avuto – anche quest’anno – il posto d’onore.

Seattle

Il gran finale dell’American Tour del Gambero Rosso s’è tenuto, il 16 febbraio, nella Emerald City, una delle città più arrembanti dell’economia Usa. Èstata la seconda tappa, dopo l’Asia, della nona edizione del Top Italian Wines Roadshow, l’evento che ogni anno porta in giro in sei città del mondo un gruppo di 60 selezionatissime aziende vinicole italiane d’alta gamma. Quale destinazione migliore di Seattle?

Negli ultimi anni i suoi consumi di vino sono letteralmente decollati. “Seattle è la sede di alcune delle più importanti Corporation americane” ci racconta Demetrio D’Ambrosi, romano di nascita ma da anni residente a Seattle, una carriera come executive in Microsoft e ora consulente di promettenti start-up. Infatti, accanto alla Boeing Aviation qui ci sono i quartier generali di Starbuck’s, della Microsoft, di Amazon e Adobe, solo per citare alcune delle aziende a maggior capitalizzazione degli Stati Uniti. “Seattle è una città ipermoderna immersa nel verde” così ce la presenta D'Ambrosi“tra laghi e mare, dove si vive benissimo e il reddito medio è tra i più alti del Paese. E c’è una scena gastronomica vibrante e dalle mille influenze. Qui si bevono grandi vini da tutto il mondo, a cominciare dalle glorie locali, i grandi bianchi e rossi degli Stati di Washington e del vicino Oregon. Il margine di crescita per i grandi vini italiani è sconfinato.”.

Il Gambero Rosso a Seattle? Èfantastico! Siete proprio voi?”, così ci ha riconosciuto James Lechner, distributore di vini italiani a Seattle da oltre trent’anni, gran conoscitore della nostra scena enologica. Lo abbiamo incontrato mentre curiosavamo tra gli scaffali di McCarthy & Shiering Merchants, il bellissimo negozio di Daniel M. McCarthy e Jay T. Schiering che dal 1980 offre un’attentissima selezione di grandi vini dello stato di Washington, francesi e soprattutto italiani. “Bere italiano oggi è sinonimo di un’educazione al vino” continua James “vuol dire andare oltre i soliti Chardonnay e Cabernet. Ma richiede un palato educato e cultura del vino. Per questo il Gambero Rosso ha fatto un lavoro fondamentale qui in Usa. Io ho tutte le edizioni di Vini d’Italia, e vengo tre o quattro volte l’anno in Italia”.

L’evento, preceduto da seminario sul Custoza, e durante il quale anche le due Masterclass sull’enologia italiana tenuti da Marco Sabellico hanno fatto registrare il tutto esaurito, s’è svolto nel Seattle Center, il complesso immerso nel verde che, nel 1962, ha ospitato l’Esposizione Universale di Seattle, a pochi metri dal celebre Space Needle, la torre che da allora caratterizza lo skyline della città. Anche questa tappa è stata un successo, tanto più importante se consideriamo che erano anni che, dopo un primo timido tentativo, il Gambero Rosso non si affacciava in quest’angolo di West Coast.

I prossimi eventi in calendario? Il 3 marzo a Londra festeggeremo i 30 anni di Gambero Rosso. E poi il 12 saremo a Düsseldorf per l’apertura della ProWein con l’ormai abituale appuntamento dei Tre Bicchieri.

Miami: Ho scritto Falanghina sulla sabbia...

Il Tour statunitense 2016 del Gambero Rosso è stato anticipato da un evento in Florida, tutto dedicato ai vini del Sannio, in collaborazione con il Consorzio di Tutela di questa importante denominazione campana. “La Falanghina del Sannio è il vino italiano che negli ultimi due anni ha fatto registrare il più elevato tasso di crescita nell’export, oltre il 50% sull’anno precedente” dichiara Libero Rillo, presidente del Consorzio “un risultato che ci ha spinto a una serie di iniziative internazionali per consolidarlo e sostenerlo. Logico affidarsi per questo al Gambero Rosso, che è la voce più autorevole della critica enologica internazionale quando si parla di vino italiano”.

Così, il 2 febbraio, a Miami il noto ristorante Cibo a South Beach, vero riferimento per gli appassionati della cucina italiana di qualità, è diventato una sorta di ambasciata del gusto dove alcune centinaia di operatori e appassionati hanno partecipato a un seminario e poi ad un 'walk around tasting' dei vini delle aziende presenti. “Èstata una serata speciale”, ci dice Nick Di Donato, presidente del Liberty Entertainment Group di Toronto, che ha creato oltre 15 strutture di ristorazione di prestigio tra il Canada e la Florida, tra cui la catena dei Cibo (tre locali a Toronto e tre a Miami)”. “Una serata” continua “che ha acceso i riflettori su un vino bianco straordinario, perfetto per la cucina mediterranea ma anche per l’eclettica e multietnica scena gastronomica di Miami. Sarà il bianco dell’Anno 2016 qui in Florida”. Un successo, insomma, che ha spinto i produttori (muniti dell’autorizzazione del sindaco di Miami) ad un brindisi - il primo “legale” della storia - sulla spiaggia di South Beach.

a cura di Eleonora Guerini e Marco Sabellico

Questo articolo è uscito sul nostro settimanale Tre Bicchieri del 25 febbraio

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