16 Giu 2016 / 16:06

Appunti di degustazione. Il Cerasuolo in verticale: Cataldi Madonna ed Emidio Pepe a confronto

Tra i rosati più apprezzati di Italia, il Cerasuolo anche se considerato un vino non longevo, dimostra grandi potenzialità nell'invecchiamento. In degustazione 8 annate di 2 mostri sacri d'Abruzzo.

Appunti di degustazione. Il Cerasuolo in verticale: Cataldi Madonna ed Emidio Pepe a confronto

Tra i rosati più apprezzati di Italia, il Cerasuolo anche se considerato un vino non longevo, dimostra grandi potenzialità nell'invecchiamento. In degustazione 8 annate di 2 mostri sacri d'Abruzzo.

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Caso più unico che raro il confronto tra due grandi realtà dell’enologia abruzzese. Luigi Cataldi Madonna e Sofia Pepe, figlia del noto Emidio Pepe, si sono confrontati nella scorsa edizione di Roséxpo di Lecce, Salone Internazionale dei vini rosati, per una degustazione di 8 annate di Cerasuolo d’Abruzzo. Da sempre considerato un prodotto che si esprime al meglio in un arco di tempo piuttosto breve, è invece un gran vino che dimostra un buon temperamento anche a distanza di anni.

 

Emidio Pepe

 

Le aziende

L’azienda vinicola Emidio Pepe nasce nel 1964 a Torano Nuovo in provincia di Teramo. Un luogo perfetto per la produzione di Montepulciano d’Abruzzo: 12 km dal mare e 20 km dalla montagna, vicino al confine con le Marche in una posizione collinare ideale. La qualità del vino nasce fondamentalmente dal vigneto e dalla composizione del terreno che conferisce caratteristiche di tipicità e territorialità uniche. In tal contesto il lavoro di Emidio Pepe risulta di notevole importanza. Grazie alla sua esperienza e all’utilizzo di tecniche legate all’agricoltura biologica confeziona vini che lui stesso definisce delle vere e proprie spremute d’uva. I suoi Cerasuolo vengono prodotti da uve montepulciano provenienti dalle vigne più giovani e vinificati in bianco. L’uva viene pigiata con i piedi e l’affinamento avviene in vasche di cemento per evitare di intaccare il sapore del vitigno e il suo sviluppo negli anni. Vietato anche l’uso di diserbanti chimici in vigna e di lieviti selezionati, la naturalità dell’uva è il concetto che più è caro a questo artigiano del vino. Luigi Cataldi Madonna invece imbottiglia nel territorio di Ofena, nell’aquilano, una zona dell’interno cinta da monti. Gli aquilani la chiamano Forno d’Abruzzo perché di giorno il calore è notevole, ma di notte il Calderone, unico ghiacciaio degli Appennini abbassa notevolmente le temperature. Luigi, professore di Storia della Filosofia dell’Università dell’Aquila, produce i suoi Cerasuolo con la tecnica della svacata, in questo modo si accresce la longevità del vino che per alcuni mesi resta a contatto con le fecce fini. “Il Piè delle Vigne è il mio figlioccio”, così definisce Luigi il suo Cerasuolo d’Abruzzo che comincia a imbottigliare nel 1997 in questa zona più fresca e interna che dà vini fragranti e dalla spiccata acidità.

 

Cataldi Madonna

 

La degustazione

 

Emidio Pepe | Montepulciano d’Abruzzo Cerasuolo ’15

Buona annata la 2015. Evoca fragranze di lamponi, melagrana e toni balsamici. Netta sapidità e sensazione tannica scuotono l’assaggio, dimostrando la grande vitalità del vino. Sfuma lungo e persistente, davvero appagante, da stappare tra qualche altro anno.

 

Luigi Cataldi Madonna | Montepulciano d’Abruzzo Cerasuolo Piè delle Vigne ‘13

Profumi aristocratici di piccoli frutti di bosco, foglie secche e una nota di mandorla amara si alternano nel bouquet olfattivo. Attacco gustativo impetuoso con note fruttate e floreali legate a un tannino presente ma ben integrato. Il nerbo acido lo rende scalpitante e fresco.

 

Emidio Pepe | Montepulciano d’Abruzzo Cerasuolo ’13

Si libera della sua austerità per regalare uno spettro olfattivo di amarene mature, fragoline di bosco e lampone, legate a note di rosmarino e di tostatura. Vena tannica integrata nella struttura con un equilibrio gustativo notevole e un nerbo acido vivace. Vinificato in cemento, scalpita ancora per la sua netta giovinezza.

 

Emidio Pepe | Rosato ’11

L’annata fin troppo calda ha penalizzato il vino sia nella denominazione della doc che nella struttura. La commissione infatti ha declassato il Cerasuolo versione 2011 a igt a causa del suo colore, fin troppo carico. Profuma di geranio e frutti rossi seguiti da effluvi di tabacco piacevolmente legati. Intensamente fresco al sapore di frutta rossa matura, finale di fiori di violetta ed erbe aromatiche, forse un po’ appesantito dall’annata non positiva.

 

Luigi Cataldi Madonna | Montepulciano d’Abruzzo Cerasuolo Piè delle Vigne ‘10

Sunto di bevibilità ed eleganza. Annata positiva per il Cerasuolo che in questa versione dimostra stoffa come solo pochi rosati sanno dare. Primeggiano sentori di rosmarino e fragoline di bosco, con un finale lievemente balsamico. Qui acidità e sapidità articolano la complessità del vino, la sua struttura. Tannini appena accennati e una persistenza aromatica lievemente affumicata.

 

Luigi Cataldi Madonna | Montepulciano d’Abruzzo Cerasuolo Piè delle Vigne’06

Naso ampio di fiori appassiti, cacao amaro e frutta secca. Un rosso più caldo del precedente sia al naso che al palato. Corpo pieno e setoso e una buona acidità che lo rende elegante e mai stancante al sorso.

 

Luigi Cataldi Madona | Montepulciano d’Abruzzo Cerasuolo Piè delle Vigne ‘04

Un Cerasuolo ancora vivace, più potente e ampio dell’annata successiva, la 2006. Buono l’impatto olfattivo di caramella alla fragola, seguito da sentori floreali e note di tabacco e humus. Vino ricco e potente al sorso. Intensa vena fresca, espressione esaltata nell’annata 2010, chiude con gradevole mineralità. Un vino verticale, che ha ancora la sua storia da tracciare.

 

Emidio Pepe | Montepulciano d’Abruzzo Cerasuolo ‘03

L’annata calda non ha intaccato l’integrità del vino, che anzi testimonia il buon lavoro fatto da Emidio Pepe e famiglia. Il primo impatto è dettato da una vena riduttiva che pian piano scompare lasciando note di un frutto rosso integro e fragrante e sentori di pepe nero. Al palato è fresco ed equilibrato, persistente con una presente sapidità nel finale. Vino dalla bevibilità sorprendente, gli anni non hanno scalfito il suo profilo, anzi lo hanno completato.

 

a cura di Stefania Annese

foto di Andrea Federici

 
 

 

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