28 Giu 2016 / 15:06

Scienza del vino. Protéodie: la musica organica che cura le malattie della vite

a cura di

Nella Valle della Loira un gruppo di viticoltori combatte il Mal d'esca con l'aiuto della ricerca scientifica e della musica.

Scienza del vino. Protéodie: la musica organica che cura le malattie della vite

Nella Valle della Loira un gruppo di viticoltori combatte il Mal d'esca con l'aiuto della ricerca scientifica e della musica.

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La malattia e la cura

Il Mal d'esca è una malattia ben nota e diffusa in tutte le aree viticole del mondo, causata da un gruppo di funghi che colonizza i vasi linfatici e il legno della pianta. A Vouvray, nel dipartimento di Indre e Loira, per combatterla i viticoltori, già da alcuni anni, fanno "ascoltare" ai loro vigneti una particolare melodia chiamata protéodie.

Diffusa due volte al giorno, attraverso appositi altoparlanti disposti tra i filari, questo particolare tipo di musica riesce a stimolare, attraverso le vibrazioni emesse, la sintesi di una proteina posta al centro della cellula delle piante. Non è né rock, né musica classica, si tratta bensì di "musica organica".

 

L'influenza delle vibrazioni sonore sulle piante

Negli ultimi 50 anni, numerosi ricercatori hanno sperimentato gli effetti della musica sulla crescita delle piante. Joel Sternheimer, fisico e musicista francese, è riuscito a spiegare questi effetti e riprodurli sistematicamente con più grande intensità in modo scientifico. Nel 1992 ha così ideato una tecnica che a seconda i casi, stimola o inibisce la sintesi di una proteina al centro di una cellula vivente, facendo "ascoltare" alla pianta una serie di note chiamate protéodie, ovvero (melodie delle proteine), le cui frequenze, ritmi e timbri sono dedotte dalla struttura della proteina scelta.

Sternheimer ha scoperto le vibrazioni emesse dagli amminoacidi nel processo di formazione delle proteine e le ha trascritte in equivalenti note musicali: la composizione di una proteina può essere così tradotta in una precisa successione di note (denominata appunto proteodies). Utilizzando la sequenza sonora corrispondente a una determinata proteina, è possibile stimolarne o inibirne la funzione, in modo reversibile.

 

I risultati del trattamento: la mortalità è diminuita del 40%

Le scoperte del fisico francese sono state verificate facendo “ascoltare” alle piante, per pochi minuti al giorno, alcune sequenze sonore riprodotte da una normale audiocassetta e hanno ottenuto risultati sorprendenti: sviluppo della crescita, difesa dai parassiti, incremento della produzione di ossigeno, e così via. La prova sul campo, però, è stata quella di Jean-Bernard Berthomé, manager di Domaine Huet a Vouvray, che per quattro anni ha usato la musica per proteggere i suoi vitigni. Già dopo il secondo anno dall'utilizzo, la parte di vigna non protetta dalla musica è risultata quella più colpita dalla malattia rispetto a quella protetta. Dopo quattro anni di questa pratica, la mortalità di piante è diminuita del 40% all'interno dei vigneti che "ascoltavano" musica.

 

a cura di Alberto Grasso

foto: France 3 Centre-VDL- Vigneti a Vouvray 

 

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