12 Set 2016 / 10:09

Vino, startup e app. Il punto sulle novità italiane d’autunno

Dal TripAdvisor delle cantine al Wikipedia vitivinicolo, fino all'algoritmo del gusto e alla carta dei vini personalizzabile. Sono solo le ultime novità sul mercato. Tutte italiane e tutte molto ambiziose. Cosa ci aspetta per l'autunno?

Vino, startup e app. Il punto sulle novità italiane d’autunno

Dal TripAdvisor delle cantine al Wikipedia vitivinicolo, fino all'algoritmo del gusto e alla carta dei vini personalizzabile. Sono solo le ultime novità sul mercato. Tutte italiane e tutte molto ambiziose. Cosa ci aspetta per l'autunno?

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Di cosa parliamo quando parliamo di vino? Produzione, degustazione, vendita, certamente. Ma anche app, aggregatori, algoritmi, e-commerce di ultima generazione, enciclopedie 3.0. Perché ormai, parliamoci chiaro, al di là dell'offerta classica, c'è tutto un mondo che ruota intorno a bottiglie, cantine, consumatori ed enoteche. Un mondo che viaggia alla velocità della luce: basti dare un'occhiata a tutte le novità che solo negli ultimi mesi hanno fatto la loro comparsa sul web. Quali sono le startup più innovative? In che modo possono fare la differenza? Ne abbiamo selezionate quattro, da poco arrivate sul mercato o pronte per il lancio autunnale. Ognuna ha un proprio target e una propria mission ben differenziati, ma tutte sono accomunate dal pensare in grande e credere nel binomio vino-innovazione. E soprattutto dall'essere assolutamente made in Italy.

 

Winedering: il TripAdvisor del vino

Un anno di gestazione, due mesi di vita online e grandi obiettivi per il prossimo futuro. Selezionato e presentato lo scorso giugno in occasione di Digithon (la prima edizione della maratona delle idee digitali, organizzata dal 23 al 26 giugno tra Barletta, Trani e Bisceglie), si autodefinisce il TripAdvisor del vino. Si chiama Winedering ed è stato costruito da due ragazzi marchigiani: Stefano Tulli, proprietario di un tour operator e Denis Seghetti che, invece, si occupa di web marketing. “Tutto è nato da un'esperienza personale” racconta Stefano “eravamo in vacanza in Napa Valley alla ricerca da cantina da visitare, ma in questo lungo vialone, fatto di vigneti e di oltre 200 cantine, ci siamo sentiti persi: da dove iniziare? Come selezionare le migliori winery e valutarne l'offerta? Allora, abbiamo provato a cercare informazioni su TripAdvisor, ma non abbiamo trovato nessun tipo di notizia che facesse al caso nostro. Così, ci siamo resi conti che in tutto il mondo non c'è un sito web che parli di visite in cantine, appunto il TripAdvisor, o l'Hertz o il Booking di riferimento per i winelover. Eppure gli enoturisti a caccia di notizie sono 60 milioni, mentre dall'altra parte ci sono 45 mila cantine che non riescono a farsi trovare”. Ecco così spiegati gli obiettivi di Winedering: far incontrare domanda e offerta, aggregare cantine, eventi, wine tour e degustazioni. E anche recensioni, secondo il criterio democratico tipico di TripAdvisor. Dal lato utente, il funzionamento è molto intuitivo: ci si registra gratuitamente alla piattaforma e si può recensire una cantina in cui si è stati, valutandola in calici di vino. Inoltre, è possibile fare delle ricerche o per localizzazione geografica o per recensioni (le più cliccate o le migliori). Dal lato cantina, oltre a ricevere le recensioni degli utenti, ci si può “autoproclamare” con una registrazione gratuita e la possibilità di fornire orari di apertura per visite e degustazioni, informazioni su eventuali posti letto, ristoranti o attività in vigna. “A oggi sono 1400 le cantine registrate, di cui 300 straniere, e 150 gli utenti online” dice l'ideatore “ma l'obiettivo è riuscire a coprire in tre, quattro anni, tutte le cantine al mondo e attirare quella fascia di enoturisti legati alla promozione di eventi via web: parliamo di circa 5 milioni di persone”. Se fin qui l'investimento è stato molto ridotto, praticamente meno di un migliaio di euro, presto sarà il momento di trovare investimenti per mettere il tutto a regime. Il modello di business a cui si pensa è quello pay per click, senza tuttavia ignorare gli introiti che possono derivare da consulenze o percentuali su pacchetti enoturistici venduti. Intanto, tra i primi risultati ottenuti in questo periodo di rodaggio, la partnership con il Consorzio Colli Orientali e il Movimento Turismo del Vino Umbria in occasione di Calici di Stelle. Sono, poi, tanti i nomi famosi che hanno già aderito al portale, tra cui Umbero Cesari, la prima cantina ad aver stampato il logo/bollino di Winenderig da apporre all'entrata. Chissà non diventi un marchio di fabbrica riconosciuto e utilizzato in tutto il mondo?

www.winedering.com

 

Wikivinum, il wikipedia del vino

C'è, poi, chi guarda al mondo vitivinicolo come a un enorme database da divulgare. È il caso di Wikivinum, un’applicazione enciclopedica del vino in dirittura d'arrivo, che si pone l'obiettivo di raccogliere tutte le informazioni possibili su vini e produttori (al momento) italiani, secondo criteri chiari e gestiti sinergicamente sia dalle cantine, sia dagli utenti. “Abbiamo iniziato a lavorarci nel 2013” ci racconta uno dei soci e il responsabile della comunicazione, Giuliano Morelli oggi siamo in dieci, tutti under 40 dislocati tra Aosta, Milano e Torino. Ognuno proveniente da ambiti ed esperienze differenti, compresi un enologo e un sommelier”. Tra i criteri di ricerca impostati, ci sono i dati della cantina, il nome del vino, del vitigno, la geolocalizzazione con tanto di mappa, il prezzo, l'abbinamento, ma anche notizie più tecniche, come ad esempio il tipo di affinamento. In cosa si distingue, quindi, Wikivinum rispetto ai competitor? “L'oggettività dei dati, prima di tutto” continua Giuliano “le informazioni, infatti derivano direttamente dalle cantine che hanno accesso diretto alla piattaforma. Poi la sinergia tra queste ultime e i consumatori, che possono avere, a loro volta, una pagina profilo: vini che bevono, wishlist, condivisione sul altri social. Al momento, però, non possono scrivere recensione proprio perché il criterio principale è l'oggettività: non vogliamo fare un TripAdvisor del vino. In futuro vedremo. Tra gli altri servizi forniti a chi scarica l'app ci sarà la scansione dell'etichetta per avere informazioni sul vino, ma anche la possibilità di essere avvisati, tramite notifica sullo smartphone, di quando ci si trova nei pressi di una cantina, grazie a dei ripetitori di segnale bluetooth”.

Per poter scaricare l'app, bisognerà aspettare il lancio ufficiale previsto per l'autunno: il tutto gratuitamente. Il modello di business di Wikivinum è, infatti, l'affiliation delle cantine, sebbene al momento l'iscrizione sia assolutamente free. E se, per iniziare, si punta a ricoprire tutto il territorio, le cantine e i vini italiani - in questa fase sono 500 le cantine in database - non si esclude per il futuro di esportare il modello anche in altri Paesi. A cominciare dalla Francia. Mentre dal lato utente ci si aspetta un riscontro soprattutto estero: “Immaginiamo” ci spiega Morelli “che per circa il 70% i download saranno di stranieri interessati a conoscere meglio il nostro Paese. E, anche in prospettiva, abbiamo già parlato col Mipaaf per capire come poter trovare delle convergenze”.

aziende.wikivinum.com

 

Enolò: una carta dei vini 3.0

Quattro soci da diversi ambiti, tra cui anche uno chef famoso (Marcello Spadone del ristorante La Bandiera di Civitella Casanova, Pescara). Due anni di programmazione per un progetto ampio che va dalla porta della cantina al tavolo da ristorante. Sul piatto investimenti a cinque zeri e un finanziamento dal Ministero dello Sviluppo Economico. È, in breve, la scheda della startup Enolò: la piattaforma tecnologica che si propone l'obiettivo di mettere in relazione produttori e operatori del settore ristorazione nell'ottica b2b, un modo per accorciare la filiera vitivinicola e valorizzare il brand aziendale attraverso servizi integrati di web marketing e logistica.

Il primo esempio concreto, lanciato da poco più di un mese e che anticipa il lancio degli altri servizi, è la carta dei vini per ristoranti, wine bar, enoteche e così via. “Troppo spesso le carte dei vini risultano non aggiornate o piene di errori” spiega uno dei soci, Stefano Baldi Enolò dà la possibilità di compilarla in maniera semplice tramite web, personalizzarla e anche stamparla”. Non c'è un'app, ma un portale: “cartadeivini.wine//nome del ristorante” con accesso gratuito. Nella versione digitale è possibile inserire parecchie informazioni sul vino, il vitigno e così via, in quella stampata andranno solo alcune di queste indicazioni, ma con la possibilità per il cliente, tramite codice Qr, di visualizzare la versione digitale completa anche in piena autonomia sul proprio smartpone.

Ma, come dicevamo, la carta dei vini è solo il primo dei servizi lanciati. Tra le altre cose, infatti, Enolò si pone come marketplace per l'e-commerce rivolto agli esercizi di ristorazione: in pratica, la cantina decide di destinare a questo tipo di vendita una parte del proprio vino, il ristorante di acquistarlo anche in piccole quantità, Enolò pensa alla logistica, garantendo la consegna entro le 24 ore. “Una delle novità più interessanti” spiega Baldi “è la possibilità per il ristoratore di fare ordini anche e solo relativamente ad una serata, magari su suggerimento di un cliente o per una degustazione particolare. L'acquisto porta anche in modo automatico all'aggiornamento in tempo reale della carta dei vini di cui sopra”. Oggi in database ci sono 2600 etichette, ma gli obiettivi sono quelli di coprire almeno il 70% del territorio nazionale. Il modello di business di Enolò si basa sul prezzo transazione, con l'idea di gestire l'ampia economia di scala.

Ed è di qualche settimana anche l'accordo con le Città del Vino, con diversi servizi di logistica forniti ai vini premiati dalla Selezione del Sindaco, compreso logo virtuale e visibilità nelle vetrina di Enolò.

www.enolo.it

 

Vino à Porter: l'algoritmo del gusto

Può un algoritmo svelare le proprie preferenze in fatto di vino? È la scommessa di tre trentenni che, in pochi mesi, hanno messo su un sito di e-commerce basato sui gusti degli utenti. Si chiama Vino à Porter (mentre la società si chiama Taste): a maggio è uscita la versione beta, adesso è pronta quella aggiornata. “Ci siamo accorti che molti nostri coetanei sono attratti dal mondo del vino, ma, allo stesso tempo, lo conoscono poco” ci spiega uno dei fondatori, Matteo Parisi così ci siamo chiesti qual è il criterio seguito quando ci si trova davanti a uno scaffale. Di solito esperienza precedente, passaparola o consiglio della persona che hai davanti. Da qui l'idea di creare un sistema di e-commerce personalizzato: la mission che ci siamo dati è togliere tutte le barriere che una persona incontra al momento della scelta. Per farlo abbiamo studiato questo algoritmo che, con cinque semplici domande, in meno di un minuto è in grado di fare una prima scrematura sui gusti dei consumatori, proponendo solo i vini consoni alla singola persona”. E per chi volesse, c'è la possibilità di abbonarsi e ricevere, mensilmente, un winebox composto in base ai gusti svelati dall'algoritmo. Ma non basta. Altro criterio su cui si basa la piattaforma, oltre a quello del gusto, sarà quello dell'abbinamento. “Mettiamo che il cliente abbia una cena e voglia portare un vino” spiega Matteo “Il nostro portale gli dà la possibilità di fare un semplice test che non si basi solo su abbinamenti classici - cioè carne chiama rosso e pesce chiama bianco – ma su una serie di parametri che mettono insieme gusto personale e abbinamento oggettivo”.

Punti di forza rispetto ai competitor? “Il nostro target è fatto di consumatori che non sanno cosa scegliere, quindi ci basiamo sul concetto di discovery, puntando a diventare un punto di riferimento per chi si avvicina al vino in modo curioso. Dal lato cantine, cerchiamo di selezionare anche quelle meno conosciute che magari avrebbero difficoltà ad arrivare al grande pubblico”. Al momento sono circa 150 in tutta Italia. Ultima novità, è stata da poco attivata la consegna in 30 minuti a Milano, in 48 ore in tutto il resto d'Italia. “Solo in questo modo possiamo essere competitivi rispetto a una enoteca fisica ”continua il nostro interlocutore “vedi il caso della cena di cui parlavamo prima. Chiaramente il servizio 30 minuti riguarda solo Milano, dove abbiamo il nostro magazzino. Ma speriamo di poter esportare il modello anche in altre città d'Italia, o anche all'estero, in base a dove avremo maggiore riscontro”.

www.vinoaporter.com 

 

a cura di Loredana Sottile

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