16 Nov 2016 / 10:11

Appunti di degustazione dal Merano Wine Festival 2016

a cura di

10.000 persone al Merano Wine Festival per conoscere, approfondire, degustare oltre 600 cantine italiane e straniere con un apprezzatissimo focus sulle vecchie annate e un finale dedicato alle bollicine di Francia.

Merano Wine Festival

10.000 persone al Merano Wine Festival per conoscere, approfondire, degustare oltre 600 cantine italiane e straniere con un apprezzatissimo focus sulle vecchie annate e un finale dedicato alle bollicine di Francia.

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Sì è chiusa con un bilancio positivo e con un trend in crescita rispetto al 2015 la 25a edizione del Merano Wine Festival.Dal 4 all’8 novembre la città altoatesina si è trasformata in una vera capitale dell’enogastronomia. Nei cinque giorni della manifestazione oltre 10.000 persone hanno visitato le sale del Kurhaus. Cento aziende hanno partecipato alla giornata d’apertura bio&dynamica, mentre all’Official Selection erano presenti 394 cantine italiane, 89 aziende straniere, 13 tra Consorzi e società di servizi di ristorazione. Oltre 300 i giornalisti italiani ed esteri accreditati. La giornata di chiusura hamostrato il grande interesse del pubblico per la seconda edizione di Catwalk Champagne, un appuntamento che conferma l’intramontabile allure delle bollicine francesi.

 

Le prospettive future

Per i prossimi anni, Helmuth Köcher, Presidente e fondatore del Merano WineFestival, si propone di dare un profilo più internazionale alla manifestazione, sia coinvolgendo un maggior numero di aziende straniere, sia favorendo un incremento del pubblico proveniente dai paesi esteri, anche sfruttando la posizione privilegiata di Merano, che per vocazione geografica e storica è naturalmente proiettata verso l’Europa. Quest’anno è stata particolarmente ricca la presenza di addetti ai lavori nelle sale del Kurhaus, a conferma della crescita del comparto professionale. Proprio per queste ragioni, varrebbe la pena pensare, per la prossima edizione, a differenziare gli orari d’ingresso. Si potrebbe riservare agli operatori Horeca e alla stampa la fascia oraria mattutina, per poi aprire al pubblico dalle 12 alle 18.

 

Il programma

Anche quest’anno il programma del Festival è stato ricco d’iniziative. Oltre al panorama delle cantine italiane presenti nell’Official Wine Selection, il Festival ha dedicato una giornata alla produzione bio&biodinamica e due intere giornate allInternational Selection, che raccoglieva produttori di varie regioni del mondo. Interessanti le iniziative collaterali: Extremis riservata ai vini da viticoltura eroica; LongevityVintageCollection, dedicata alle vecchie annate; Grands Crus de Bordeaux, che ha offerto una selezione di Châteaux di prestigio e ClubExcellence, che ha presentato un buon numero di etichette internazionali di livello, soprattutto per quanto riguarda Borgogna, Loira e Mosella. Last but not least la chiusura con CatwalkCxhampagne. Impossibile entrare nel dettaglio di tutte le selezioni del Festival. Ci limiteremo semplicemente a segnalare cosa ci è piaciuto di più, segnalando qualche assaggio particolarmente interessante.

Merano wine festival

International Selection

La sala Czerny, che ha ospitato le due giornate dedicate ai vini dell’International Selection, è stata tra le più frequentate. Gli appassionati più curiosi erano alla ricerca di qualcosa di particolare, del bicchiere insolito e inatteso, lontano dal gusto mainstream. Ricca la presenza di produttori della Mosella. In degustazione Riesling di grande stoffa, anche se spesso troppo giovani. Vini ancora acerbi, con bouquet floreali, fruttati e note minerali relegate in sottofondo, pronte a prendere il sopravvento con il passare degli anni. Tra le etichette più interessanti: il Layterrassen Riesling Alte Reben 2015 di Weigut Hofffranzen, ilSchlossberg Riesling 2015 di Bremer, ilWehlener Sonneuhr Riesling Alte Reben 2012 Prüm, ilRiesling Saarburger Trocken 2015 di Dr. Fischer, l’Altenberg Auslese Riesling 2015 di Von Othegraven e ancor meglio lo stesso vino dell’annata 2006, con bouquet dai sentori d’idrocarburo, su un sottofondo di miele e frutta candita.

Interessanti gli assaggi dei Grüner Veltliner austriaci. Tra le bottiglie che ci hanno maggiormente convinto: il Grüner Veltliner Kamptal DAC Reserve 2015 di Reinhard Waldschütz, ilRabenstein Grüner Veltliner Weinviertel DAC Reserve 2013 di Dürnberg, il Weinviertel DAC Reserve Schatzberg 2015 di Manfred Hebenstreit, ilGrüner Veltliner Charming 2015 di Laurenz V., ancora più emozionante l’annata 2005 dello stesso vino, caratterizzata da un intenso bouquet aromatico e minerale, elegante e di grande persistenza gustativa.

Dalla Valle della Bekaa è arrivata la piacevole sorpresa dei vini libanesi. Di buon livello i rossi prodotti con i principali vitigni francesi, ma ci è piaciuto in particolare il bianco Obeideh 2014 del Domaine Wardy, prodotto con l’omonimo vitigno autoctono libanese.

I vini georgiani ci conducono sempre in un affascinante viaggio nel tempo, portandoci nella terra che è stata la vera culla della vite. Le tecniche di vinificazione tradizionali, basate su lunghi processi di macerazione anche per le uve a bacca bianca, stanno velocemente cambiando. Oggi i vini macerati sono meno pesanti, più eleganti e fini, così come sono migliorate anche le vinificazioni classiche in bianco. Tra gli assaggi ci sono piaciuti di più  il Goruli Mtsvane 2015 di Château Mukhrani e il Tsinandali 2015 di Tsinandali Estate, vinificati in acciaio, ilKisi 2015 di Orgo, il Rkatsiteli-Misvane Quevri 2013 di Stori e loChkhaveri 2012 di Kakhetian Traditional Winemakinvinificati in anfore di terracotta.

Longevity Vintage Collection

La giornata di lunedì 7 è stata forse la più interessante per gli appassionati. Le cantine dell’Official Wine Selection, hanno proposto in degustazione vecchie annate delle loro migliori etichette. Un’occasione per valutare l’evoluzione dei vini e apprezzare il cambiamento nel corso della loro vita. Se per i rossi siamo abituati a considerare il tempo come un fattore che gioca a vantaggio della loro maturazione, la stessa cosa non è così scontata per i bianchi. Purtroppo in Italia è ancora troppo radicata l’idea che i vini bianchi vadano bevuti giovani. Tuttavia nel nostro patrimonio ampelografico ci sono molte uve a bacca bianca in grado di donare vini di grande longevità, capaci di esprimere il meglio dopo diversi anni d‘affinamento in bottiglia.

Le stesse considerazioni valgono per gli spumanti Metodo Classico, che non solo si giovano di un lungo periodo d’affinamento sui lieviti, ma anche di un riposo in cantina di qualche anno dopo il dégorgement. Gli assaggi hanno confermato queste considerazioni. Gli spumanti Metodo Classico Vintage hanno sfoderato bouquet eleganti, complessi, con aromi che virano verso la frutta candita, la frutta secca, le note di miele, di tostatura, di pasticceria, conservando però mineralità e freschezza. Tra i calici più interessanti ilMetodo Classico Riserva 2001 Arunda (dégorgement 2006), il Trento DOC Perlé Nero 2006 Ferrari (dégorgement 2012), il Trento DOC Riserva Graal 2004 Altemasi (dégorgement 2011), il Trento DOC Methius Riserva 1994 Dorigati (dégorgement 2016), il Franciacorta Brut Satèn 2004 Il Mosnel (dégorgement 2008), il Franciacorta Brut Cuvée 2006 Bersi Serlini (dégorgement 2012), il Franciacorta Vintage Collection Dosage Zéro 2001 Ca’ del Bosco (dégorgement 2013),e il Nature 2002 Monsupello (dégorgement 2013).

Tra i bianchi fermi una bella sorpresa è arrivata dal gewürztraminer, che pur non donando vini di spiccata acidità, ha dimostrato di reggere bene la prova del tempo. L’Alto Adige Gewürztraminer DOC Brenntal 2007 dellaCantina di Cortaccia conserva la sua potenza espressiva con un bouquet intenso e suadente di frutta esotica, miele d’arancio e sentori di resina. Più elegante e fine l’Alto Adige Gewürztraminer DOC Kastelaz 2005 diElena Walch, che porta in primo piano note floreali e speziate, lasciando sullo sfondo la morbidezza esotica di litchi e di frutto della passione. Conserva ancora un’intatta freschezza minerale l’Alto Adige Gewürztraminer Kolbenhof 2003 diHofstatter, con note di rosa, spezie dolci, frutta esotica e miele d’agrumi. L’Alto Adige Feldmarschall von Fenner DOC 2007 diTiefenbrunner, prodotto con müller-thurgau coltivato a 1.000 metri d’altitudine, esprime gli aromi classici del “papà” riesling, con profondi sentori d’idrocarburo, note minerali e resinose, su un sottofondo di spezie e miele.  L’Alto Adige Pinot Bianco DOC Vorberg 2004 dellaCantina di Terlano si apre con una complessità olfattiva che esprime aromi d’erbe di montagna, pietra focaia e frutta candita. Il sorso è elegante, profondo e armonioso, con bella vena minerale. Di sorprendente freschezza e straordinaria eleganza, il Sophie 2005 diManincor: una cuvée dal profilo minerale e floreale, con bouquet complesso e di grande profondità aromatica. Il Gavi DOCG 2007 diVilla Sparina conferma la buona propensione all’invecchiamento del cortese, il vino mette in luce una bella evoluzione verso note minerali, sentori di resina e idrocarburo, con piacevole chiusura sapida. Il Collio DOC Braide Alte 2001 di Livon è sempre una garanzia, il millesimo 2001 è ricco d’aromi di pesca matura, frutta bianca, erbe officinali e sentori minerali. Per restare in regione assaggiamo il Friuli Isonzo Sauvignon DOC Picol 2003 diLis Neris, che esprime un bouquet aromatico di grande persistenza, con eleganti note balsamiche e minerali.

Merano wine festival

Altro vino del grande potenziale d’invecchiamento è il Soave, prodotto sugli antichi terreni vulcanici ricchi di basalto. Ne sono ottima prova il Soave Classico DOC 2006 diSuavia e il Soave Classico DOC Contrada Salvarenza 2001 diGini. Entrambi perfetti nell’interpretare la mineralità del terroir con sentori terziari d’idrocarburo, note di frutta candita e sapidità finale. Vivace per solare aromaticità, che vira verso note balsamiche e di erbe officinali, la malvasia di Candia Colli Piacentini DOC Il Sorriso del Cielo 2011 di La Tosa. Il Custoza DOC Amedeo 2009 di Cavalchina conferma la longevità dei vini di questa storica denominazione, con bella complessità aromatica, che porta al naso sentori minerali e d’idrocarburo, pur con un sorso ancora fresco e vivace. Chiudiamo con il Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC Classico Superiore Cuprese 1992 di Colonnara, un verdicchio d’annata con profilo minerale e balsamico, che sorprende per l’armonia e la ricchezza del sorso, ancora aromaticamente ricco e persistente.

 

Catwalk Champagne

La seconda edizione di Catwalk Champagne è stata un vero successo, con oltre 700 visitatori e una selezione di Maison di primissimo livello. Oltre 200 le etichette in degustazione, con l’imbarazzo della scelta tra  molti Millesimati e Riserve d’indubbio valore. Segnaliamo solo qualche assaggio che ci ha piacevolmente convinto: Grand Cru Chardonnay 2006 Nicolas Feuillatte, Cuvée Stanilas 2006 Thienot, Carte d’Or Grand Cru Millesimé 2011 Arnaud Michel & Fils, Le Mont Aimé 1er Cru 2006 Pascal Douquet, Brut Blanc de Blanc 2006 Bruno Paillard, Cuvée 735 Dégorgement Tardif Jacquesson, Terroirs Blanc de Blancs Extra Barut Agrapart & Fils, Brut Grand Cru 1995 Mailly Grand Cru, Cuvée des Caudalier Blanc de Blancs Gran Cru De Sousa, St. Vincent Grand Cru 2008 R&L Legras, Le Mont Benoit Extra Brut Brochet, Gran Vintage 2007 Boizel, Brut Vintage 2005 Ployez-Jacquemart.

 

a cura di Alessio Turazza

Photo Credits: Ernst Müller

 

 

 
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