29 Nov 2016 / 16:11

Fivi 2016: i Vignaioli Indipendenti crescono

a cura di

Grande successo per la Mostra Mercato di Piacenza che ha messo sul banco più di 2500 etichette di vini di vignaioli indipendenti e oltre 400 le cantine. Ecco come è andata la fiera di Piacenza-Expo.

Fivi 2016: i Vignaioli Indipendenti crescono

Grande successo per la Mostra Mercato di Piacenza che ha messo sul banco più di 2500 etichette di vini di vignaioli indipendenti e oltre 400 le cantine. Ecco come è andata la fiera di Piacenza-Expo.

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Si chiusa con un bilancio molto positivo la sesta edizione della Mostra Mercato dei Vignaioli Indipendenti. Il 26 e 27 novembre, fin dalle prime ore del mattino, Piacenza-Expo è stata presa d’assalto da una folla di appassionati. La manifestazione cresce di anno in anno: nel 2015 gli espositori erano 330, quest’anno hanno partecipato oltre 400 cantine, con circa 2.500 etichette in degustazione. Da record la presenza del pubblico, con oltre 9.000 persone nei due giorni d’apertura, rispetto alle 6.000 del 2015. In crescita anche la presenza di visitatori provenienti dall’estero, in particolare da Francia, Svizzera, Austria, Slovenia, Portogallo, Germania e Norvegia, segno che l'interesse per i vini dei Vignaioli Indipendenti non conosce confini.

 

Fivi

Una Fiera fuori dagli schemi

La Mostra Mercato dei Vignaioli Indipendenti è una fiera particolare nel panorama del mondo del vino. Oltre a degustare e incontrare i produttori, si possono acquistare i vini a un prezzo promozionale. Molti visitatori hanno approfittato di questa possibilità e le corsie tra gli stand si sono presto riempite di carrelli da supermarket pieni di bottiglie. Troppo ghiotta l’opportunità di assaggiare i vini e comprarli subito, al punto che molti vignaioli si sono trovati già sabato sera ad aver esaurito le bottiglie. Sicuramente questa è una delle chiavi del successo, insieme alla presenza dei produttori, che rende il contatto con il pubblico più immediato e caloroso.

Gli appassionati si fermano a chiacchierare, chiedono informazioni sui vini, sul territorio, sui metodi di produzione, dimostrando interesse e competenze fuori dal comune. Il pubblico di Piacenza è attento, degusta, confronta e poi sceglie cosa acquistare. Parlando con i produttori, si ha l’impressione che l’iniziativa sia anche per loro un momento di festa. Un’occasione per incontrare colleghi e amici con cui condividono una visione del mondo del vino di passione e d’impegno personale, spesso ancora di carattere artigianale. Tra gli stand si respira questa dimensione di condivisione e di senso d’appartenenza a un progetto comune, che rende l’atmosfera piacevolmente conviviale.

 

Fivi: un successo che continua a crescere

La Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti è nata nel 2008 sulla scia dell’esperienza dell’associazione francese dei Vigneron Indèpendants, per tutelare e dar voce al mondo dei piccoli produttori. Una realtà molto importante nel panorama italiano, caratterizzato da molte aziende che conservano ancora un carattere prettamente familiare. La Federazione rappresenta i Vignaioli che lavorano le vigne e producono direttamente il vino solo con le proprie uve. Per associarsi alla Fivi, infatti, il vignaiolo deve coltivare personalmente le proprie vigne, produrre e imbottigliare il proprio vino e impegnarsi a vendere tutto o in parte il suo vino in bottiglia, con il suo nome in etichetta.

La Federazione è un punto di riferimento importante per le piccole cantine. Realtà che rappresentano l’espressione più autentica della storia e delle tradizioni di un territorio, anche attraverso un’opera di valorizzazione dei vitigni autoctoni. Un mondo produttivo connotato da un profilo artigianale, legato ai concetti d’autenticità e tipicità, contro il rischio di pericolose standardizzazioni tese a uniformare il gusto sui canoni del mainstream internazionale.

I produttori associati alla Fivi sono circa un migliaio e provengono da tutte le regioni italiane. Coltivano complessivamente oltre 10.000 ettari di vigneto, di cui una buona metà condotti in regime di agricoltura biologica o biodinamica e il resto in regime di lotta integrata o con applicazione di protocolli attenti al rispetto dell’ambiente. Le aziende associate alla Fivi hanno prodotto nel 2015 circa 70 milioni di bottiglie, per un fatturato totale che ha superato i 700 milioni di euro ed esportazioni pari a 240 milioni di euro.

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I vini in degustazione: le bollicine

Quest’anno l’offerta dei vini in degustazione era veramente infinita, con bottiglie importanti di Cantine famose e proposte particolari di piccoli artigiani del vino. Un panorama così ampio, da risultare fin quasi disorientante.

Tra gli Spumanti Metodo Classicoci sono piaciuti il Metodo Classico Pas Dosé 2010 di Haderburg, il Trento Doc Brut Nature Riserva 2011 Bellaveder e il Trento Doc Pas Dosé Riserva 2010 Balter. Numerosa la presenza delle cantine della Franciacorta, tra i migliori assaggi il Franciacorta Dosaggio Zero Docg 2010 di Corte Fusia, il Franciacorta Satèn Docg di Cavalleri, il Franciacorta Brut Docg 2010 di San Cristoforo, il Franciacorta Nature Docg di Gatti. Sopra tutti il Franciacorta Extra Brut Boschedòr Docg 2010 di Bosio, il Franciacorta Extra Brut EBB Docg 2011 e Franciacorta Pas Rosé Docg 2011 de Il Mosnel. Decisamente originale e interessante il Metodo Classico Zoe Brut della Tenuta Pacelli, prodotto il Calabria con riesling in purezza.

 

I vini in degustazione: i bianchi

Tra i bianchimoltissime le etichette di valore, segnaliamo il Colli Orientali Sauvignon Doc “Vit dai Maz” 2013 Aquila del Torre, l’Erbaluce di Caluso13mesi Docg 2015 di Benito Favaro, l’Elba Ansonica Doc Mattanto di Arrighi, l’Alto Adige Pinot Bianco Doc Art 2013 della Tenuta Abraham, il Vigneto delle Dolomiti Müller Thurgau Xurfus 2012 di Mattia Filippi, l’Alto Adige Sauvignon Doc Tannenberg 2015 di Manincor, il Collio Bianco Doc 2015 di Edi Keber, il Soave Classico Doc Colle Sant’Antonio 2012 di Graziano Prà, il Soave Classico Doc La Rocca 2014 di Pieropan, il Verdicchio Classico Superiore dei Castelli di Jesi Doc Villa Bucci 2014 di Bucci, il Verdicchio di Matelica Riserva Docg Mirum 2014 di La Monacesca, il Sannio Falanghina Doc Vigna Segreta 2015 di Mustilli, il Paestum Fiano Doc Perella 2012 De Conciliis, il Cilento Fiano Doc Pietraincatenata 2014 di Maffini. Una menzione particolare per il Terre del Volturno Pallagrello Bianco Le Sèrole 2015 di Terra del Principe, il Collio Malvasia Doc 2014 di Tenuta Stella, il Colli Tortonesi Timorasso Doc Sterpi 2014 di Walter Massa e per il Silente delle Marne 2013 di Tenuta Santa Caterina, uno chardonnay in purezza in stile Borgogna.

 

I vini in degustazione: i rossi

Con i rossi siamo partiti da due vini di montagna: il Valle d’Aosta Fumin Doc 2012 di Frères Grosjean e il Valtellina Superiore Sassella Rocce Rosse 2007 di Arpepe. Tra gli altri calici segnaliamo il Barbaresco Docg Montersino 2011 di Abrigo, il Barbaresco Riserva Basarin Docg 2011 di Adriano, l’Oltrepò Pavese Pinot Nero Doc Giorgio Oddero 2010 di Frecciarossa, il Romagna Sangiovese Superiore Riserva Doc Pruno 2012 di Drei Donà, il Conero Rosso Riserva Docg Stilelibero 2010 di Angeli di Varano, il Colli di Salerno IGT Montevetrano 2009 di Montevetrano, l’Aglianico del Vulture Doc Pian del Moro 2011 di Musto Carmelitano, il Terre del Volturno Pallagrello IGT Sabbie di Sopra il Bosco 2014 di Nanni Copé, il Molise Doc Tintilia66 2011 di Claudio Cipressi, il Vittoria Frappato Doc 2015 di Guerrieri, il Faro Doc Oblì 2011 della Tenuta Enza Le Fauci e l’immancabile Primitivo di Manduria Doc Es di Gianfranco Fino.

Il prossimo appuntamento con i Vignaioli Indipendenti sarà a Verona per il Vinitaly 2017.

 

a cura di Alessio Turazza

foto: Studiocru

 

 
 
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