2 Dic 2016 / 16:12

Testo Unico del vino e molto altro. I 1000 giorni di Maurizio Martina al Ministero dell'Agricoltura

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Prima del referendum, il vino incassa l'ok del Parlamento alla legge di settore. Le associazioni avvertono: fondamentali i decreti attuativi. Martina esulta e traccia un bilancio dei mille giorni per l'agricoltura. E non mancano voci critiche all'operato del Mipaaf

Testo Unico del vino e molto altro. I 1000 giorni di Maurizio Martina al Ministero dell'Agricoltura

Prima del referendum, il vino incassa l'ok del Parlamento alla legge di settore. Le associazioni avvertono: fondamentali i decreti attuativi. Martina esulta e traccia un bilancio dei mille giorni per l'agricoltura. E non mancano voci critiche all'operato del Mipaaf

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Semaforo verde in extremis per il Testo Unico

Promessa mantenuta. Testo Unico del vino entro l'anno. Ma ci sono voluti ben 977 giorni per la sua approvazione: "Un tempo incredibile", per citare le parole dello stesso ministro per le Politiche agricole, Maurizio Martina, che ha certamente esultato per il via libera finale della Commissione agricoltura alla Camera ai 91 articoli del ddl e, allo stesso tempo, ha voluto prendere questo caso a modello per spiegare quanto per una legge sia complesso, con l'attuale sistema, bruciare le tappe nelle aule parlamentari e ottenere un placet definitivo in tempi ragionevoli. Impegnato nella complessa campagna a favore del "sì" al referendum del 4 dicembre, l'esponente Pd ha quantomeno tirato un sospiro di sollievo, perché il semaforo verde del Parlamento è arrivato a favore di uno dei provvedimenti su cui Martina ci ha messo la faccia e su cui pone le speranze tutta una filiera, come quella del vino (14 miliardi di euro e 5,5 miliardi di export), che è stata capace di recuperare l'unità persa per strada nel primo anno di iter parlamentare, dimostrandosi matura e determinata in vista di una semplificazione auspicata da molti anni.

Dopo un'ultima navetta tra Camera e Senato, che ha licenziato la legge il 17 novembre scorso, il via libera al Testo unico è arrivato lunedì 28 novembre in terza lettura. In extremis, se si considerano gli scenari possibili post-referendum. Vale a dire, se si considera l'ipotesi, come ammesso dallo stesso premier, Matteo Renzi, di una caduta dell'attuale governo in caso di vittoria del "no" che, per il Testo unico del vino, così come per altri provvedimenti del comparto agricolo in discussione in Parlamento, avrebbe potuto significare un rallentamento o, nella peggiore delle ipotesi, un possibile stop. Il vino ha, invece, evitato questo rischio e oggi può dirsi "l'unico prodotto dell’agroalimentare ad avere una disciplina di questo tipo”, come ha fatto notare il presidente di Uiv, Antonio Rallo.

 

Il Testo Unico

Il provvedimento interviene a tagliare la burocrazia e fornisce "una sola legge di riferimento" dice Martina "riassumento tutta la normativa precedente”, che era contenuta in tre diversi testi. L'intervento è a 360 gradi e riguarda svariati ambiti: introduce il Ruci-Registro unico dei controlli ispettivi (che dovrebbe evitare ai produttori le odiate verifiche fotocopia da parte degli organismi di controllo, che saranno coordinati a livello centrale), rivede la disciplina delle sanzioni (attraverso l'introduzione della diffida e del ravvedimento operoso), prevede nuovi strumenti di tracciabilità del vino come i sistemi telematici di controllo soprattutto sui vini Dop e Igp, obbliga alla dematerializzazione dei registri di cantina, dispone la salvaguardia dei vigneti di zone di pregio paesaggistico e a rischio idrogeologico, riconosce il vino e i territori viticoli come patrimonio culturale nazionale, definisce più rigorosamente il vitigno autoctono italiano.

 

Un nuovo punto di partenza

Il Testo Unico, così com'è, non può certo fare i miracoli. Infatti, alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, attesa per la prima settimana di dicembre, dovranno seguire i decreti attuativi con cui si determinerà la concreta applicazione della norma generale. Più che un traguardo, un nuovo punto di partenza. Anche in questo caso, la filiera vitivinicola nazionale sarà chiamata a confrontarsi con la politica, in particolare con il Mipaaf, e, pertanto, a dare una nuova prova di maturità e unità di intenti. È qui che si gioca la nuova partita. Sul piatto ci sono questioni che vanno dalle rappresentanze nei Consorzi di tutela, ai piani dei controlli, dall'etichettatura alla gestione dei contrassegni di Stato.

Sul fronte burocratico, intanto, come ricorda la Coldiretti, i produttori potrebbero dire definitivamente addio a tutta una serie di adempimenti: oltre 70 le pratiche che coinvolgono 20 diversi soggetti e che, in termini di tempo, significano per molte cantine e molti viticoltori circa cento giorni di lavoro persi dietro alle carte. "L'Italia è il primo Paese europeo che si è dotato di un unico testo di legge per il settore vitivinicolo in grado di conferire maggiore competitività alle nostre imprese”, rilevano Cia, Confagri, Alleanza delle Cooperative, Federvini, Uiv, Federdoc e Assoenologi. Un passaggio importante anche per il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, al lavoro con Martina per "tenere insieme una regolamentazione che qualifichi il prodotto e non uccida le aziende con troppa burocrazia".

 

I 1000 giorni di Maurizio Martina

L'approvazione del Testo Unico è anche l'occasione per fare il punto sui mille giorni del dicastero del ministro Martina in campo agricolo. Il settore primario, sia dal lato delle variazioni (positive) del pil sia da quello occupazionale (con una crescita soprattutto al Sud), dimostra di essere in discreta salute. “In questi mille giorni” dichiara Martina “abbiamo rimesso al centro dell'attenzione l'agricoltura e l'agroalimentare italiano, con risultati importanti come l’approvazione della legge contro il caporalato. Un grande lavoro, portato avanti con associazioni, imprese e territori. Particolare attenzione anche ai giovani, con misure mirate a favorire il ricambio generazionale e la nascita di start up. Molto è stato fatto ma molto ancora c’è da fare, continuando a investire nella ricerca e nell’innovazione e rafforzando gli strumenti di sostegno e tutela del reddito di chi opera in questo settore. Abbiamo un potenziale ancora alto, con cento miliardi di export agroalimentare negli ultimi mille giorni”.

 

I 1000 giorni del Mipaaf in 14 punti

1. Pac: semplificazione e aumento degli anticipi degli aiuti agli agricoltori

2. Caporalato: ok a legge che inasprisce le pene e gli indennizzi per le vittime, con interventi per l'accoglienza degli stagionali

3. Vino: via libera al Testo unico antiburocrazia

4. Tasse: eliminazione di Imu, Irap e Irpef agricole per un taglio di 1,3 miliardi di euro

5. Semplificazione: domanda fondi Ue online e registro unico dei controlli

6. Fisco: credito di imposta per le reti d'impresa e il commercio elettronico

7. Lavoro: estensione degli sgravi contributivi per le assunzioni a tempo indeterminato anche per l'agricoltura; 140 milioni di euro in 2 anni per le assicurazioni contro le calamità

8. Macchine agricole: piano da 45 milioni per l'innovazione

9. Biotecnologie: piano da 21 milioni di euro per il miglioramento genetico con tecniche innovative e sostenibili

10. Promozione: 70 milioni per l'internazionalizzazione, creazione del segno unico distintivo 'The Extraordinary Italian Taste' e piano di promozione per Dop e Igp

11. Contraffazione. Accordo Mipaaf con eBay e Alibaba per rimuovere i falsi prodotti agroalimentari italiani dal web

12. Expo Milano: Carta di Milano e legge Sprecozero

13. Creazione dell'associazione Ambasciatori del Gusto

14. Prima Settimana della Cucina Italiana nel mondo

 

Le misure in fieri e in discussione in Parlamento

1. disposizioni per la valorizzazione dei prodotti agricoli e alimentari da filiera corta a km0 e di qualità

2. ddl su contenimento del consumo del suolo e riuso del suolo edificato

3. Food Act

 

Legge di bilancio 2017

Ulteriori provvedimenti per l'agricoltura sono contenuti nella Legge di Bilancio 2017 in via di approvazione. Diverse le norme: rifinanziamento del Fondo per l'attuazione del piano cerealicolo nazionale (10 milioni di euro l'anno per il 2017-2109); esenzione Irpef, per il 2017-2019, dei redditi dominicali e agrari sui terreni di coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola; esonero contributivo triennale per coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali sotto i 40 anni, che si iscrivono per la prima volta alla previdenza agricola nel 2017; Cassa integrazione in deroga per i pescatori e Fondo di solidarietà per la pesca (1 milione di euro per il 2017); innalzamento delle percentuali di compensazione Iva applicabili agli animali vivi della specie bovina e suina (non superiore al 7,7% per i bovini, all’8% per i suini); riduzione delle accise per tutti i produttori di birra.

 

Le voci critiche

Non mancano, tuttavia, voci critiche all'operato del governo. Paolo Russo, parlamentare di Forza Italia-Pdl, membro della Commissione agricoltura alla Camera, di cui è stato presidente nelle passate legislature, sottolinea come l'attuale governo abbia rincorso le mode, lasciando "insolute le grandi questioni del modello di sviluppo che si vuole in questo Paese". Il taglio dell'Imu, ad esempio, "non può essere un successo" di cui vantarsi, visto che "si è eliminata una tassa introdotta poco prima dallo stesso governoE nulla si è fatto per un dicastero unico e centrale delle produzioni agricole e del Made in Italy". A livello europeo, qualità, tracciabilità ed etichettatura sono "i mantra che possono migliorare le nostre performance nell'export", ma proprio tracciabilità ed etichettatura hanno rappresentato "le grandi sconfitte italiane in Europa e nei trattati internazionali", ambito in cui il governo "conta nulla e questo si ripercuoterà sulla credibilità delle nostre imprese. Emblematico il caso delle sanzioni alla Federazione Russa, inutili e velleitarie, che sono finite sul groppone dei nostri agricoltori". Per l'esponente di Fi-Pdl, si doveva fare meglio su valorizzazione dei territori e lotta all'italian sounding, così come sulla cerealicoltura e i settori ortofrutticolo, dai pomodori alle arance. Critico il giudizio sul marchio distintivo nazionale e sulla gestione del bando Ocm vino. E sul Testo unico del vino: "Si è scelta la strada dei 91 articoli e 110 pagine, ingessando eccessivamente le regole. Non abbiamo bisogno di più leggi" nota Russo "ma c'è bisogno di principi e poi di regolamenti e decreti attuativi che possano essere più facilmente modificabili, come fanno i Paesi competitor". L'approvazione di questa norma sul vino "dimostra che il bicameralismo perfetto, cosi com'è funziona. Non c'è stata nessuna melina" conclude "e tutte le modifiche apportate al Testo sono state migliorative. Quando c'è la volontà politica e un testo condiviso si fa e si fa presto".

 

 

a cura di Gianluca Atzeni

 

Questo articolo è uscito sul nostro settimanale Tre Bicchieri del 1 dcembre.

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