24 Apr 2017 / 15:04

Vino italiano sempre più virtuale. Ultime notizie dall'e-commerce

Dalla WinePlatform di Tannico al portale dedicato all'Horeca di Vino75, passando per i grandi accordi internazionali: le start-up dell'e-commerce presentano i loro nuovi progetti. E anche il Movimento Turismo Vino entra nel business

Vino italiano sempre più virtuale. Ultime notizie dall'e-commerce

Dalla WinePlatform di Tannico al portale dedicato all'Horeca di Vino75, passando per i grandi accordi internazionali: le start-up dell'e-commerce presentano i loro nuovi progetti. E anche il Movimento Turismo Vino entra nel business

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Non si può certo dire che l'e-commerce italiano stia a guardare. Da quando, quattro anni fa, diverse start-up virtuali fecero la loro comparsa nel mondo del commercio di vino, le cose sono cambiate in fretta: incremento esponenziale delle aziende clienti, moltiplicazione dei servizi, accordi internazionali. Di fatto le enoteche online hanno cercato di dare risposte alternative alle vendite tradizionali, colmando i vuoti del settore e occupando nuovi spazi. E non è finita. Vediamo cosa, i maggiori protagonisti di questa rivoluzione, hanno in programma per i prossimi mesi.

 

Spedire vino all'estero? Ci pensa Tannico

Partiamo da una delle realtà più affermate: 50 mila clienti, 9 mila etichette provenienti da 1500 cantine, 11 milioni di fatturato (previsto per il 2017). In poche parole Tannico. L'ultima soluzione messa in campo si chiama WinePlatform e prevede la vendita diretta dalla cantina al consumatore finale, tramite un servizio di delivery. Detta così potrebbe sembrare quasi banale, ma non lo è per nulla, perché oggi - anzi, ancora oggi - spedire vino all'estero rappresenta una delle maggiori difficoltà delle cantine. Vedi alla voce burocrazia e accise, come ricorda lo stesso ceo Marco Magnocavallo: “Uno dei maggiori problemi con cui bisogna fare i conti è quello delle spedizioni dopo le visite, soprattutto per chi viaggia in aereo e vive all'estero. C'è chi per spedire tre bottiglie in Usa denuncia di dover preventivare una spesa di 550 euro, chi non riesce a fornire soluzioni efficaci al cliente, chi deve fare i conti con bottiglie che arrivano a destinazione in frantumi. E poi c'è la gestione burocratica”. Opinione diffusa è che rispetto alle tante visite in cantina, le vendite finali rappresentino una percentuale bassissima, legata proprio alle difficoltà di cui sopra.

Per questo Tannico ha ben pensato di lanciare WinePlatform, aprendo delle proprie posizioni fiscali anche nei maggiori Paesi di destinazione. Il servizio comprende, quindi, ricezione degli ordini e dei pagamenti con carte di credito e contrassegno; picking, packing, emissione dei documenti di trasporto e fiscali; gestione delle accise e delle pratiche doganali nei Paesi europei (Francia, Svizzera, Germania, Austria, Spagna, Uk, Olanda, Belgio) ed extraCEE (Usa, Hong Kong, Giappone); customer care. In pratica Tannico attraverso un mini-sito dà la possibilità alle cantine di scegliere quali vini proporre e a quale prezzo. “Al resto pensiamo noi” dice Magnocavallo “garantendo una sorta di magazzino dislocato. All'inizio pensavamo che il nostro target fosse rappresentato dalle aziende più piccole e meno strutturate, invece, ci siamo subito resi conto che anche i grandi brand hanno le stesse difficoltà nello spedire vini all'estero e, quindi, hanno accolto la proposta positivamente”. Ad oggi sono già 50 le cantine che hanno aderito al servizio, tra cui cinque tra le prime 20 per fatturato in Italia. Tra l'altro l'esperienza estera faceva già parte del curriculum di Tannico: nel 2016 la società aveva già aperto un proprio sito in Gran Bretagna: www.tannico.co.uk, modello che conta di esportare entro l'anno in almeno altri sei mercati tra Usa, Hong Kong e Giappone.

E non è tutto. All'orizzonte si profilano anche nuovi progetti in Italia, prima tra tutte l'apertura di un'enoteca fisica a Milano, che punterà soprattutto alla vendita di vino alla mescita.

 

Vino e pacchetti enoturistici. Il nuovo servizio MTV

Sempre nell'ottica di superare l'ostacolo spedizione post-visita in cantina, è nata l'alleanza tra Movimento Turismo del Vino e Intesa San Paolo. L’accordo, annunciato in occasione di Vinitaly, prevede che l'associazione enoturistica – che rappresenta circa 900 cantine in tutta Italia – realizzi il catalogo enologico del negozio virtuale Destination Gusto, mentre la gestione tecnica è affidata a B2X di Roma. Il target di riferimento è quello di enoturisti sia italiani sia stranieri che arrivano in cantina e spesso devono andar via a mani (e valigie) vuote. Sul fronte prodotti, oltre al vino, Mtv dedica un’attenzione particolare all’olio di qualità, grazie alla recente costituzione all’interno dell'associazione del Movimento Turismo dell’Olio. “In questo modo” dice il presidente Mtv Carlo Pietrasanta “proponiamo ai nostri associati una soluzione per superare l'ostacolo doppia iva e accise che al momento sono richieste per spedire vino all'estero”. Tre anni fa, per far fronte al solito problema-burocrazia, si parlava di soluzioni condivise, come l'istituzione di un one-stop-shop per assolvere al pagamento di Iva e accise nel Paese di origine ed evitare il doppio canale ma, come si dice, chi fa per sé fa per tre. Così, Mtv si è rimboccato le maniche: “Questo tipo di spedizione” continua il presidente “riesce a raggirare l'ostacolo perché di fatto è un'auto-spedizione da parte dello stesso cliente che, dopo la visita in cantina, vuole portarsi un determinato prodotto a casa”. Il portale, attualmente in fase di aggiornamento, sarà pronto entro maggio, ma non è l'unica novità con cui il Movimento Turismo del Vino si presenterà all'appuntamento annuale con in Cantine Aperte del prossimo 28 maggio. “Contemporaneamente” annuncia Pietrasanta “stiamo lavorando al portale Destination Italia, nato da una joint venture tra lastminute.com e Intesa San Paolo. L'obiettivo è offrire dei pacchetti di viaggio nelle cantine di tutta Italia che prevedono soluzioni di pernottamento e soggiorno”. Una risposta pratica, che viaggia sempre online, rivolta agli enonauti italiani, ma soprattutto stranieri, che vogliono conoscere più da vicino le realtà vitivinicole del Belpaese.

 

Vino75, nuova piattaforma per l'Horeca

Sempre guardando all'estero, ma ben oltre l'Unione Europea, arriva il nuovo accordo tra l'altra grande enoteca virtuale, Vino75, e il colosso cinese dell'e-commerce, Alibaba. Dopo una prima collaborazione lo scorso anno, in occasione della prima edizione del Wine&Spirits Festival Day, celebrato in rete il 9/9, quando Vino75 selezionò 10 etichette da portare in rete, adesso a Vinitaly si è rinnovato l'accordo: entro poche settimane Vino75 aprirà un proprio flag shop su Tmall Global selezionando, inizialmente, un centinaio di etichette, ma con l'obiettivo di arrivare in poco tempo a qualche migliaio. D'altronde il gruppo fiorentino, che oggi conta un catalogo di 1800 vini da 600 produttori, ha già ad Hong Kong un proprio magazzino e conta di aprirne altri sia in Asia sia in Europa. L'altra novità, invece, riguarda, l'Italia ed in particolare il segmento Horeca, a cui è dedicata la prossima piattaforma che Vino75 ha intenzione di lanciare sul mercato, forte dell'ultimo round di investimenti serie A da 1,5 milioni di euro da Invitalia Ventures e Sici Sgr: “Sarà una prima assoluta in Italia” ci dice il ceo Andrea Nardi Deiun progetto B2B online rivolto, non ai consumatori, ma esclusivamente a enoteche, ristoranti e hotel. Contiamo di aprire entro l'autunno”.

 

 

a cura di Loredana Sottile

 

Questo articolo è uscito sul nostro settimanale Tre Bicchieri del 20 aprile 2017

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