29 Apr 2017 / 14:04

Il nuovo programma per risolvere i problemi del vino italiano

a cura di

Testo unico, Ocm promozione e registro telematico. Martina al tavolo di filiera: “Pronti al dialogo ma la discussione non sia infinita. Altrimenti avanti da soli”. Intanto è ufficiale: sulla dematerializzazione niente sanzioni fino al 30 giugno.

Il nuovo programma per risolvere i problemi del vino italiano

Testo unico, Ocm promozione e registro telematico. Martina al tavolo di filiera: “Pronti al dialogo ma la discussione non sia infinita. Altrimenti avanti da soli”. Intanto è ufficiale: sulla dematerializzazione niente sanzioni fino al 30 giugno.

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Il Mipaaf apre le sue porte al vino e lo fa a tre mesi dalla lettera con cui le associazioni di categoria avevano chiesto con forza al ministro per le Politiche agricole, Maurizio Martina, di essere ricevute per discutere delle urgenze del settore e a poche settimane dall'incontro della filiera a Vinitaly a cui il ministro non aveva preso parte. Al tavolo, convocato negli uffici del ministero di via XX Settembre, c'erano le più importanti sigle e c'era lo staff al completo del ministro, assieme ai vertici dei principali dipartimenti, dalla repressione frodi alle politiche competitive.

È la prima volta che il Mipaaf convoca tutti i vertici di categoria. Al centro della riunione, durata poco più di un'ora e mezza, tre argomenti che stanno tenendo banco in questo periodo e che stanno diventando particolarmente urgenti: Testo unico del vino, nuovo decreto Ocm promozione 2017/18 e registro telematico. La parola d'ordine è stata concertazione, unita alla novità di creare una sorta di coordinamento presso il gabinetto e la segreteria tecnica del ministro Martina, per fare in modo che il vino abbia un interlocutore unico a cui fare riferimento. L'altra novità è la pubblicazione del decreto del Mipaaf con cui si proroga dal 30 aprile al 30 giugno l'entrata in vigore dell'obbligo di tenuta del registro telematico.

 

Ocm promozione, parte il confronto sul nuovo bando

Sull'Ocm promozione, il Mipaaf non ha ancora assegnato 13,5 milioni di euro di fondi europei per progetti sui mercati extra-Ue. Il 5 maggio prossimo il Tar del Lazio sarà chiamato a esprimersi sui ricorsi presentati da 13 aziende e associazioni temporanee di imprese (Ati) escluse dal doppio bando di luglio e di ottobre 2016. Su questo punto, il Mipaaf, durante la riunione, ha lasciato chiaramente intendere che non cercherà soluzioni alternative prima di quella data e che attenderà il responso dei giudici amministrativi. Dal canto suo, la filiera ha ribadito al ministro Martina (che ha partecipato all'incontro per circa 40 minuti) la necessità di non disperdere assolutamente queste risorse. In particolare, dal dicastero, tramite il capo dipartimento alle politiche competitive, Luca Bianchi, sono giunte rassicurazioni sul fatto che, nel caso il Tar dovesse dare ragione al Mipaaf (e quindi confermare in toto l'elenco degli esclusi), quei 13,5 milioni di euro non assegnati saranno messi a disposizione per l'annualità successiva. A tirare un sospiro di sollievo è stato in primis Antonio Rallo, presidente Uiv, che a febbraio aveva scritto al ministro denunciando lo stallo "inaccettabile" sui fondi promozione: "Visti i problemi che sono sorti con il bando 2016, il ministro Martina ha espresso la volontà di superare il decreto promozione studiando nuove regole e criteri più stringenti che evitino dei conflitti".

 

Il bando 2017/2018

I tempi per la scrittura del nuovo bando 2017/18 sono abbastanza risicati, se si vuole arrivare a ottobre ad approvare e, soprattutto, finanziare i piani di promozione estera, senza restare indietro rispetto ai competitor europei. "L'Italia" ricorda Rallo "esporta metà della sua produzione e in dieci anni ha visto crescere l'export da 3,5 a 5,6 miliardi di euro. La promozione, pertanto, resta un tassello fondamentale per la competitività delle aziende vinicole". Una delle ipotesi circolate al tavolo di filiera è il ritorno al criterio del pro-rata, ma solo dopo una prima attenta cernita delle proposte. Altra ipotesi di lavoro è una migliore definizione dei concetti di beneficiario, l'introduzione di tetti di spesa massima ammessa per progetto (si parla di 3 milioni di euro), nuove disposizioni sulle regole di esclusione delle Ati.

Su tutti questi temi, il Mipaaf ha garantito la massima disponibilità al dialogo dicendosi pronto a rivedere le regole del gioco sulla promozione, a patto però che la discussione non sia infinita "altrimenti si andrà avanti da soli", ha avvertito Martina. La filiera vinicola non aspettava altro, visto che proprio sulla promozione sono sorti i problemi più grandi. Il ministero invierà a stretto giro un elenco delle criticità emerse nel decreto in vigore e già dai prossimi giorni sono attesi i primi incontri tra le associazioni di categoria, che saranno chiamate a fare la loro proposta. Proposta che, in parte, ricalcherà i punti di quella fatta nel 2015, in cui già si chiedevano regole chiare per accedere ai fondi, con una riduzione dei margini discrezionali nelle istruttorie, che di fatto hanno provocato la nota pioggia di ricorsi al Tar. "Riproporremo molto presto all'amministrazione le nostre opinioni, perché i tempi del bando 2017/18 sono rapidissimi e non vogliamo accumulare ritardi", avverte Franco Postorino, direttore dell'area organizzativa di Confagricoltura.

 

Testo unico del vino, pronti i primi decreti attuativi del Mipaaf

La concertazione è la strada prospettata alle associazioni anche in tema di Testo unico del vino, entrato in vigore a gennaio, ma ancora privo dei principali decreti applicativi che sono attesi con urgenza. Il primo agosto, infatti, prende il via ufficialmente la campagna vendemmiale e l'Italia deve avere le sue regole. Gli uffici ministeriali hanno messo mano a circa 15 decreti attuativi sugli oltre 30 previsti in totale. Il ministro Martina ha chiesto un "confronto stringente da svolgersi già nelle prossime settimane sul pacchetto di provvedimenti pronti". Quelli più urgenti, come ricorda il direttore della Federvini, Ottavio Cagiano, riguardano l'implementazione dello schedario viticolo, il registro unico dei controlli, le modalità applicative per il passaggio al controllo unico in azienda: "Tutte iniziative di rilievo che porteranno a una riduzione dei passaggi amministrativi".

 

I prossimi passi

Il Mipaaf invierà nei prossimi giorni le prime bozze di decreto alla filiera che, anche in questo caso, è chiamata in questa fase di concertazione a presentare le proprie osservazioni. "Dovremo essere molto precisi e attenti visto che l'agenda del Mipaaf sarà particolarmente stringente", osserva la presidente di Fivi, Matilde Poggi, che è tornata a chiedere, nell'ambito del Testo unico, una revisione dei criteri di rappresentatività nei consorzi di tutela in modo da accrescere il peso dei piccoli produttori. "Cercheremo sicuramente di parlare con una sola voce in modo da arrivare alla vendemmia con i decreti attuativi approvati", sottolinea Domenico Mastrogiovanni, responsabile vino di Cia, che aggiunge: "Il ministro Martina ha dato credito alla filiera vitivinicola e al suo ruolo nel panorama agroalimentare italiano. Questo è stato un passaggio importante". Soddisfazione anche da parte del mondo cooperativo: "Il clima dell'incontro è stato complessivamente positivo" afferma Ruenza Santandrea, coordinatrice del settore vino per l'Alleanza delle cooperative "e ci preme sottolineare il fatto avremo per la prima volta un referente unico all'interno del Mipaaf con cui dialogare. La presenza del ministro al tavolo è stata il segno di una forte attenzione nei confronti del nostro comparto".

 

Registro telematico, niente sanzioni fino al 30 giugno

Terzo argomento, non meno importante, di cui si è discusso al Ministero è l'operatività del registro telematico. Il Mipaaf ha confermato la proroga, annunciata poco prima del Vinitaly, dello stop alle sanzioni fino al 30 giugno. Il decreto è stato appena pubblicato. Pertanto, ci saranno due mesi in più per l'attuale periodo di transizione dal cartaceo al digitale, che sta interessando circa 16 mila imprese, anche se sono ancora molte quelle che mancano all'appello. Sui registri dematerializzati (la norma è concenuta nel Testo unico) la partita non sarà semplice: occorrerà capire se il sistema sarà in grado di andare a regime e funzionare senza particolari intoppi per cantine e viticoltori, soprattutto dal lato informatico, nella delicata fase della vendemmia.

 

Martina: "Aiutare il settore vino a consolidare la leadership"

"Il nostro metodo di lavoro è di massima condivisione con la filiera dei provvedimenti che dovranno essere utili a semplificare la vita delle aziende e a rafforzare la promozione internazionale" ha rilevato Martina dopo il tavolo ministeriale "e allo stesso tempo il confronto operativo deve avere tempi certi, procedendo con le priorità individuate dal tavolo. È stato un incontro positivo" conclude Martina "per aiutare concretamente il settore vitivinicolo a consolidare la leadership italiana".

 

a cura di Gianluca Atzeni

 

Questo articolo è uscito sul nostro settimanale Tre Bicchieri del 27 aprile

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