8 Mag 2017 / 18:05

Appunti di degustazione. Irripetibile e unica: verticale di tutte le annate di Sassicaia

a cura di

Memorabile. Come altro potrebbe definirsi una verticale di Sassicaia che mette sui banchi di assaggio ben 38 annate di un vino? E che vino: una di quelle etichette che simboleggiano, da sole, la grande enologia nostrana. È il Sassicaia, qui in degustazione dal 1968 al 2013.

Appunti di degustazione. Irripetibile e unica: verticale di tutte le annate di Sassicaia

Memorabile. Come altro potrebbe definirsi una verticale di Sassicaia che mette sui banchi di assaggio ben 38 annate di un vino? E che vino: una di quelle etichette che simboleggiano, da sole, la grande enologia nostrana. È il Sassicaia, qui in degustazione dal 1968 al 2013.

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Per celebrare i 30 anni della guida Vini d’Italia, il Gambero Rosso ha organizzato una serie di eventi da no perdere. Tra questi, il più incredibile, è stata la verticale completa di Sassicaia, con tutte le 38 annate mai realizzate del superTuscan di Bolgheri: dal 1968 al 2013.

 

La storia

Quando Mario Incisa della Rocchetta nel 1944 piantò le prime viti di cabernet sauvignon e franc nella vigna di Castiglioncello, nella sua amata tenuta di Bolgheri non immaginava certo il successo che quel vino avrebbe avuto su scala mondiale. Di successi il marchese ne avrebbe conosciuti molti, soprattutto legati al suo grande amore, i cavalli. Nearco, Ribot e i purosangue della sua scuderia Dormello-Olgiata per oltre vent’anni hanno dominato nei più importanti circuiti del mondo, da Derby all’Arc de Triomphe. Mario Incisa, che era agronomo e appassionato di grandi vini, coltivava anche un’altra passione, produrre qualche barrique di rosso in stile francese per il suo consumo e quello di qualche fortunato amico. Il salto di qualità avvenne nel 1972, quando ad occuparsi della vinificazione arrivò, su impulso dei cugini Antinori, un geniale enologo, Giacomo Tachis, responsabile della produzione di casa Antinori: il papà del Tignanello, del Solaia, e di tanti altri celebri vini italiani, di Antinori prima e di altri dopo. Dalla prima entusiastica recensione di Luigi Veronelli su Panorama nel 1974 è stato un susseguirsi di premi e riconoscimenti, in Italia e nel mondo.

sassicaia

Il Sassicaia: un classico moderno

Sassicaia è un moderno classico della nostra enologia, e le quotazioni delle vecchie annate - una su tutte, la 1985 - fanno registrare record a ogni asta internazionale. Oggi l’azienda è seguita dal figlio Niccolò, che ha dato a Sassicaia una vera impostazione imprenditoriale, trasformandola da passione di famiglia a etichetta di culto, che più volte ha messo in fila i più prestigiosi chateau bordolesi e altri classici mondiali nei concorsi internazionali, proprio come aveva fatto Ribot anni prima. Accanto a lui c’è la figlia Priscilla, che come il padre e il nonno è innamorata di questo angolo di Maremma, che gli Incisa hanno deciso di preservare intatto come riserva naturale (la prima in Italia).

Anno dopo anno Sassicaia, che gode d’una sua denominazione d’origine come sottozona della Doc Bolgheri, mantiene inalterato il suo fascino, la sua eleganza, la sua deliziosa bevibilità. E ha fatto nascere una zona vinicola che fino a qualche anno fa non esisteva, dove oggi le etichette di grandi cru non sono più una rarità, l’alternativa “mediterranea” ai grandi cru del Médoc.

 

La degustazione irripetibile

Quella del Sassicaia è la storia di un'etichetta iconica che rappresenta il vino italiano nel mondo. L'abbiamo scelta per accompagnare i festeggiamenti dei trent’anni del Gambero Rosso organizzando un evento che non esitiamo a definire unico: una verticale di tutte le annate, dalla prima assemblata da Giacomo Tachis, la leggendaria 1968, all’ultima in commercio, la 2013. E questo con Priscilla Incisa della Rocchetta e Carlo Paoli, direttore di Sassicaia, che hanno condiviso con noi – di alcune annate - le ultime bottiglie della riserva di famiglia. Possiamo tranquillamente dire che si tratta di una verticale “irripetibile”.

 

sassicaia

2013

Un vino fantastico già al naso, con note di frutta rossa e nera (ribes, mora e mirtillo), fresca e croccante, cenni di spezie dolci, tabacco e pelle, sensazioni mentolate, di straordinaria eleganza. Così come la bocca che è già bellissima seppur giovane, con un legno impercettibile, tannini perfettamente maturi, una spinta acida da manuale, che regala un finale, lungo, lunghissimo, profondo e penetrante, che sembra non finire mai. Un capolavoro.

Valutazione: 100/100

 

2012

Un naso molto intenso ma allo stesso tempo anche poco espressivo, in termini di sfaccettature e chiaroscuri. Il legno gioca un ruolo determinate – con un balsamico che rimanda alla vernice - la parte fruttata è definita da sensazioni di prugna in confettura. In bocca oltre al legno, anche qui un po’ troppo protagonista, è la sensazione vegetale la più evidente. Il tannino sembra non perfettamente maturo e regala un finale un po’ troppo asciutto. Il tempo lo aiuterà.

Valutazione: 90/100

 

2011

Inizialmente è la nota alcolica ha risaltare ma pochi secondi nel bicchiere e le note fresche e raffinate di frutta, fragola e ribes, prendono il sopravvento, accompagnate da una vibrante nota vegetale e di terra. La bocca è molto viva e di carattere, fine ed elegante, la presenza dell’alcol torna a farsi sentire ma bilanciata da una bella acidità e da tannini maturi e levigati. Finale molto convincente.

Valutazione: 95/100

 

2010

Un vino figlio dell’annata, condizionata da piogge insistenti. Il frutto al naso mostra già cenni di maturità, con note di confettura di prugne e di pomodoro, spezie dolci, cenni di erbe aromatiche, tabacco e cioccolato. La bocca offre, come prevedibile, una bella dose di acidità ma i tannini non sono davvero maturi e il finale si contrae su note verdi e su una certa astringenza, che frena la progressione. Rimane uno dei migliori 2010 assaggiati nella denominazione.

Valutazione: 92/100

 

2009

Il naso inizialmente sembra focalizzato su note vegetali, di peperone, rovo ed erba cotta, poi si apre su note fruttate molto mature, di frutti di bosco, cannella e chiodi di garofano. La bocca è intensa e rotonda, cremosa e densa, e a dispetto della concentrazione mantiene elevato il grado di acidità. Il tannino invece si arriccia un po’ in chiusura.

Valutazione: 95/100

 

2008

Naso già molto complesso e sfaccettato, con note evolutive di chicchi di caffè e terra bagnata, ma non manca la parte fruttata, con fresche sensazioni di bacche nere. E poi fiori secchi, rose e lillà. La bocca è poetica, per equilibrio e armonia. C’è struttura e lunghezza, rotondità e morbidezza ma non manca la sferzata acida, che non ha cedimenti e accompagna un finale lunghissimo e aggraziato.

Valutazione: 98/100

2007

Un naso poco espressivo, etereo, un po’ sfuggente, con tenui sensazioni di tabacco, bosco autunnale, note ematiche. La bocca è un po’ piccola anche se gradevole, molto immediata, definita dall’acidità, con tannini un po’ asciuganti e leggermente amarognoli.

Valutazione: 90/100

sassicaia

2006 (magnum)

Un naso poco caratteristico, rispetto allo stile aziendale, cupo e scuro. Note di carne alla brace, bacche nere, cenni mentolati e di fuliggine. Bocca di grande struttura e potenza, tannini fitti e serrati, e finale più largo che lungo. In qualche modo ricorda un giovanissimo 1985. Tempo al tempo…

Valutazione: 93/100

 

2005

Un millesimo che sembra rimasto immobile nel tempo e ripropone lo stesso profilo organolettico di quando uscì sul mercato. Fresco e agile già al naso, con note di frutta rossa, fiori, erbe aromatiche, è fine ed elegante, seduttivo, davvero coinvolgente, come una sinfonia, asciutto ma maturo, con una straordinaria acidità che rende il finale infinito.

Valutazione: 95/100

 

2004

Un vino molto al di sopra delle aspettative che il naso poteva generare. Infatti a una certa maturità e apertura delle note olfattive, con sensazioni di ciliegia in confettura, tabacco e cuoio, corrisponde una bocca vitale e di grande carattere, non lunghissima nel finale ma di certo fresca ed energetica.

Valutazione: 91/100

 

2003

Un vino nell’insieme decadente, così come ci si può aspettare da un’annata non certo equilibrata, contraddistinta da un’estate torrida. Il naso è intenso e caldo, non troppo sfaccettato, con note di carne arrosto, foglie autunnali, frutta in confettura. La bocca è insieme voluminosa e sfuggente, a causa di un probabile eccesso di alcol, e i tannini risultano a oggi ancora ruvidi.

Valutazione: 89/100

 

2002

Oggi come dieci anni fa questo vino ricorda in modo sorprendente un Pinor Noir. Note di piccoli frutti rossi, lampone e fragolina di bosco, grafite, erbe officinali. La bocca è leggera e sfuggente, certamente non consistente e di struttura, ma con le consuete classe ed eleganza. Non è un vino con ulteriore margine di crescita ma a oggi c’è, con autorevolezza.

Valutazione: 90/100

 

2001

Un’annata muscolare e di struttura che però non fa perdere a Sassicaia quell’eleganza e quell’agilità che sempre lo contraddistinguono. Naso inizialmente chiuso e decisamente ridotto, che necessita di qualche minuto per tirar fuori note di tabacco e fuliggine, ribes e bacche di ginepro. Bocca possente e ricca, fitta e armonica, con acidità e tannini maturi e integrati che allungano e affinano il finale. Severo e fascinoso.

Valutazione: 98/100

 

2000

Un vino leggermente decadente nelle sue note di foglie secche, tabacco dolce, terra bagnata ma anche fresco con le sensazioni di erbe mediterranee e liquirizia. I tannini, anche condizionati da una leggera presenta di Brett, risultano leggermente asciutti, ma il colpo di coda dell’acidità regala al vino a perfect mood.

Valutazione: 93/100

 

1999

Un’altra annata di struttura e intensità, dal naso inizialmente non perfettamente a fuoco, con note riduttive in evidenza, che lasciano via via spazio a sensazioni di bacche rosse e nere mature – ribes e more -, con cenni balsamici, agrumati, di grafite e carne al sangue, in un chiaroscuro continuo. La bocca è magistrale, ha volume e ampiezza senza mai risultare pesante e monotona, con tannini e acidità maturi e perfettamente fusi. Finale infinito e con ancora molto da dire.

Valutazione: 95/100

sassicaia

1998

La raffinatezza e la classicità di questo vino sono davvero difficili da rendere a parole. La macchia mediterranea, i piccoli frutti, la buccia d’arancia candita, il cioccolato e il tabacco, le spezie e i fiori secchi. C’è tutto quello che ci si immagina in un grande Sassicaia. È maggiorenne e si sente eppure non perde in freschezza e vitalità, rotondo e sinuoso, ha tannini vellutati e la straordinaria acidità dei vini di razza. Che dire, un capolavoro.

Valutazione: 100/100

 

1997

Un millesimo in qualche modo difficile da decifrare. Da un’annata che nell’insieme si può definire tra le più calde degli anni Novanta non ci si sarebbe aspettati un vino in qualche modo definito maggiormente da sensazioni verdi – peperone ed erba. Non mancano cenni di frutta rossa, poi mentuccia, spezie, e un particolare ricordo di sedano. La bocca è consistente, non elegantissima, definita da un tannino un po’ troppo aggressivo, forse non perfettamente maturo.

Valutazione: 90/100

 

1996

Un vino sorprendente, complesso e sfaccettato, che regala sofisticate sensazioni di tartufo nero, oliva in tapenade, scorza d’arancia, affumicato, cacao e caramella d’orzo, poi fresche sensazioni di fragola ed erbe officinali. I tannini sono appena severi ma l’acidità e la sapidità di questo vino risultano travolgenti e regalano una sorta di seconda giovinezza. Una vera sorpresa.

Valutazione: 95/100

 

1995

Annata fresca che regala un Sassicaia ondivago. Alle note più verdi e immature tipiche del millesimo si uniscono sensazioni fruttate composite – dal ribes alla marasca -, profumi di erbe secche, genziana e radice, foglie secche e tabacco da pipa. In bocca domina in modo sorprendente la componente alcolica che tende a impoverire il finale, rendendolo scisso e poco penetrante.

Valutazione: 90/100

 

1994

Un vino cui manca certamente un po’ di spalla e ampiezza, così come era prevedibile visto il millesimo non proprio fortunato. Ha un che di tenebroso e malinconico, con sensazioni verdi che si intrecciano con il ribes e la marasca, la menta e la liquirizia. La bocca è affusolata e snella, il tannino un po’ aggressivo e leggermente amarognolo.

Valutazione: 88/100

 

1993

Un vino aggrappato alla sua acidità. Ematico, erbaceo, con note di confettura di prugne, per una bocca un po’ troppo stretta, in cui emerge atipica la nota di legno, in un’annata piccola che non riesce a emergere. È l’acidità a regalare la sensazione vitale che però da sola non basta a rendere il finale davvero persistente.

Valutazione: 88/100

 

1992

Più convincente in bocca che al naso, in cui prevale la componente vegetale, evolutiva, mancando di freschezza e complessità. Degustato risulta molto disponibile, abbastanza armonico, poco definito in termini di lunghezza e tensione.

Valutazione: 86/100

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1991

 

L’avanzare del tempo è evidente in questo millesimo in cui a prevalere sono le note evolutive di goudron che si trasforma dopo poco nel bicchiere in tamarindo, confettura di prugne, tabacco, con una deriva che ricorda il dado e la verdura cotta. Anche la bocca manca di complessità e lunghezza, è morbida ma anche sfuggente a metà bocca, con una scissione dovuta a un alcol poco coperto dalla struttura.

Valutazione: 85/100

 

1990

Intenso e aperto, al naso come in bocca, ma per nulla deludente e ancora con molto da dire. Le note fruttate in sottofondo, di mora, e quelle speziate si intrecciano, regalando un insieme dolce/avvolgente molto efficace e per nulla stucchevole. La bocca è viva e voluminosa, manca giusto un po’ di presenza al centro, dovuta all’eccesso di alcol. Ma considerato il millesimo molto caldo questo vino, a oggi, è una sorta di miracolo.

Valutazione: 90/100

 

1989

Un vino straordinario… se bevuto in fretta. Il millesimo infatti dimostra di non sopportare troppo bene l’ossigenazione del bicchiere. Premesso questo: fiori secchi, cassetto della nonna, piccoli frutti rossi, cannella, cardamomo, tartufo nero, per una bocca armonica anche se non enorme, lunga, affusolata, di vibrante acidità.

Valutazione: 90/100

 

1988

Estremamente affascinate e complesso, al naso come in bocca. A una predominante sensazione fruttata, di ribes e mirtillo, segue un seducente ricordo vegetale – ma non immaturo -, poi tabacco e goudron, grafite e sottobosco. Bocca fine e definita, non dirompente ma di grande eleganza tannica, con finale interminabile e in qualche modo nobile, aristocratico.

Valutazione: 98/100

 

1987

Certamente evoluto, con sensazioni di china e tamarindo, mantiene una sua dignità grazie al tabacco da pipa e alle erbe secche. Non un naso esplosivo ma di una certa raffinatezza. Anche la bocca ha armonia pur non giocando le carte del fuoriclasse.

Valutazione: 85/100

 

1986

È un magico momento quello che parla di frutta rossa, fresca e croccante, di peperone al forno e fiore essiccato. Poi l’ossigeno riporta alla realtà, che parla di un vino di trent’anni e che perciò vira su note di bacche di ginepro e tamarindo, di sottobosco e fungo. La bocca è rigida, stretta e affilata, integra e austera.

Valutazione: 90/100

 

1985

Lo aspettavamo al varco, il millesimo che ha reso Sassicaia famoso nel mondo. E non ha deluso. L’annata è di quelle calde e l’alcol, ancora ben percepibile, ce lo ricorda. Ma insieme mora e tabacco, fuliggine e grafite, sottobosco e pellame, e una scelta del legno magistrale, perché a poco a poco nel bicchiere si fanno largo dolci spezie che danno un sapore mediorientale a questo vino senza tempo. La bocca non manca di potenza e armonia e nonostante una certa diluizione alcolica a centro bocca è l’acidità che dirige l’orchestra e regala un finale affascinante e interminabile.

Valutazione: 99/100

 

1984

Il millesimo non fu fortunatissimo e il vino sopporta con fatica la prova del tempo. Già il colore granato parla di una certa evoluzione che il naso conferma, con le sue note di china e verdure cotte. La bocca risulta piccola, stretta, asciutta e dal finale amarognolo.

Valutazione: 84/100

 

1983

Un vino anziano, con fierezza. Note di goudron, caffè e cioccolato, mentuccia e pellame preludono a una bocca agile, con tannini levigati e vitale acidità sapida.

Valutazione: 87/100

 

1982

Un naso pieno di chiaroscuri, con sensazioni giovanili davvero strabilianti. Ribes e ciliegia, fiori secchi, ginepro e menta, con un sottofondo vegetale, di peperone ed erbe officinali, di grande freschezza. Non delude la bocca, definita da tannini fitti e maturi, integrati e armonici, e da un’acidità bilanciata, che porta equilibrio e lunghezza al finale.

Valutazione: 97/100

 

1981

Definito soprattutto da sensazioni vegetali, che in qualche modo portano a un’idea di immaturità del frutto. Anche la bocca presenta sensazioni rigide, con un tannino ancora molto astringente e un’acidità sferzante, non pienamente coperta dalla pienezza del frutto.

Valutazione: 87/100

 

1980

Morbido e consolatorio, il 1980 è un vino senza spigoli e rigidità. Al naso il frutto maturo, in confettura, di prugna e ciliegia, sposa il ginepro, l’alloro, la scorza d’arancia e il cioccolato, mentre la bocca, di buona struttura, fluttua vellutata e armonica, senza durezze. Crepuscolare con classe.

Valutazione: 89/100

 

1978

Il 1978 sembra l’antitesi del 1980. Fresco e rigido, questo vino è definito dalle componenti più dure. Al naso canfora su fondo animale, con sentori di erbe secche, menta e dragoncello, fieno e carrube. Bocca vitale, stretta e lunga, un po’ frigida, ma sembra non temere il tempo.

Valutazione: 89/100

 

1977

Una bella sorpresa senz’ombra di dubbio. Già al naso ricorda un vecchio e affascinante Claret: tabacco, sottobosco, foglie secche, su una generale sensazione eterea e un vago accenno fruttato. La bocca sorprende per armonia e delicatezza tannica, per la sfavillante acidità, anche se il finale non è lunghissimo e manca di un pizzico di struttura.

Valutazione: 91/100

 

1975

Un punteggio che tiene in considerazione gli anni di questo vino. Non mancano infatti tutte le sensazioni che l’evoluzione porta con sé: confettura e tabacco, scatola da sigaro e foglie secche, pellame e fungo, ma nell’insieme il vino regge, anche in bocca, dove il tannino ha tenuto molto bene, senza cadere nell’amaro dell’ossidazione, e l’acidità sostiene con grande dignità.

Valutazione: 90/100

 

1968

L’Italia vinceva la finale agli Europei contro la Jugoslavia, i Beatles conquistavano la decima posizione nella classifica dei Best 500 di Rolling Stone con il loro nono album, White Album, cui rispondevano i Rolling Stones con Beggars Banquet e Sassicaia produceva la prima annata in commercio del suo Cabernet Sauvignon. Che dopo 48 anni ha ancora moltissimo da dire. Si comincia con un amalgama di cacao e tabacco da pipa, cui seguono, senza cenni di cedimento, frutta rossa, erbe secche, tartufo e liquirizia, foglie bagnate e spezie dolci. La bocca ha nerbo e tensione, una tenuta sorprendente, in un sali scendi struggente ed emozionante, esaltante come una lunga notte d’amore.

Valutazione: 95/100

 

Sassicaia | Tenuta San Guido | Bolgheri | Castagneto Carducci (LI) | www.sassicaia.com

 

a cura di Marco Sabellico e Eleonora Guerini

 

 

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