23 Set 2017 / 15:09

Tre Bicchieri 2018. Parla Tino Demuro di Cantine Surrau

a cura di

Il vermentino di Gallura è uno dei bianchi italiani più conosciuti e apprezzati in tutto il mondo. Immerso fra le vallate soleggiate di Porto Cervo, il produttore Tino Demuro ha fatto della qualità di questo vitigno (e non solo) il suo marchio di fabbrica.

Tre Bicchieri 2018. Parla Tino Demuro di Cantine Surrau

Il vermentino di Gallura è uno dei bianchi italiani più conosciuti e apprezzati in tutto il mondo. Immerso fra le vallate soleggiate di Porto Cervo, il produttore Tino Demuro ha fatto della qualità di questo vitigno (e non solo) il suo marchio di fabbrica.

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Nella parte più orientale della Gallura, a pochi chilometri dalla frenetica Porto Cervo, in uno spazio unico dal design contemporaneo e l'architettura funzionale, l'azienda vitivinicola Cantine Surrau rappresenta da anni una delle punte di diamante per la produzione di Vermentino. Una cantina sui generis, dallo stile fresco e moderno che coniuga armoniosamente la tecnologia più avanzata alla natura circostante. A coadiuvare il lavoro in campo e in cantina, Tino Demuro, produttore appassionato con un occhio di riguardo per l'accoglienza del cliente, resa perfetta grazie allo spazio ricettivo ricavato all'interno della struttura per ospitare degustazioni, incontri e seminari.

Tanti i vini convincenti dell'azienda, a partire dallo Sciala, sapido, fresco e lunghissimo; e poi il Cannonau Riserva Sincaru ’14, elegante, setoso e profondo, dalla trama aromatica intrigante che gli è valsa i Tre Bicchieri, massimo riconoscimento della guida Vini d'Italia.

La vostra è un'azienda giovane, ma è già un punto di riferimento per la vitivinicoltura sarda. Quali sono le tappe che hanno scandito il vostro successo?

L'iniziale scelta di puntare su un vitigno autoctono come il vermentino di Gallura e il cannonau di Sardegna. Abbiamo cominciato con la produzione di 5-6mila bottiglie e poi abbiamo continuato a crescere progressivamente negli anni, in maniera graduale ma costante. E soprattutto tenendo sempre conto della qualità del prodotto, che è il nostro obiettivo primario. Non ci sono stati dei momenti chiave che hanno determinato il successo della cantina, piuttosto un impegno fermo e assiduo nel tempo.

Che effetto fa tornare a ricevere un premio su un rosso dopo aver accumulato una sfilza di Tre Bicchieri col vostro Vermentino Sciala?

Un premio simile non può che gratificarci: è sempre un onore, per noi, essere apprezzati dalle diverse giurie nazionali e straniere. Ricevere un premio per un rosso ci rende doppiamente orgogliosi, perché ci ripaga di tanti sforzi e sacrifici, e conferma il nostro buon lavoro.

Tutti conoscono il valore qualitativo del vermentino in Gallura, ma voi avete dimostrato che può essere anche terra di rossi. Èuna scommessa sulla quale punterete?

Sì, è uno dei nostri obiettivi. Vediamo, soprattutto nel cannonau, un grande potenziale di crescita, e speriamo di poter continuare a dimostrare l'alta qualità di questo vitigno. Più in generale, la produzione di rossi (non solo autoctoni) qui in Gallura sta iniziando a far parlare di sé. Noi, per esempio, coltiviamo anche vitigni internazionali come il cabernet sauvignon e il syrah che, se lavorati a dovere, possono dare origine a vini eccezionali.

Com'è percepito il vino sardo nel mondo? È conosciuto o c'è ancora bisogno di lavorare sulla promozione?

La Sardegna vitivinicola sta seguendo sempre di più le orme della Sicilia, che negli anni ha saputo valorizzare al meglio la sua ricchezza enologica. Stiamo facendo passi da gigante dal punto di vista qualitativo, ma bisogna continuare a puntare sulla comunicazione, perché un buon prodotto presentato male difficilmente avrà successo. E la promozione può avvenire in diversi modi: noi siamo in una zona molto turistica, per cui puntiamo tanto sull'accoglienza, aprendo le porte della nostra cantina a visite guidate, tour ed eventi.

A proposito della cantina. Com'è strutturata?

Abbiamo cercato di creare un connubio fra le tecnologie più avanzate, il design d'avanguardia e lo stile più classico del passato. La struttura è una combinazione di elementi diversi, dalle pietre di granito tipiche della Sardegna ai materiali contemporanei più essenziali come acciaio e vetro. In questo modo, i turisti sono più invogliati a venirci a visitare, soprattutto in estate: rappresentiamo una sorta di alternativa al mare quando il clima non è favorevole.

Quanto è importante il rapporto turismo-vino in una regione come la vostra?

È fondamentale, per questo aderiamo con piacere a tutte le manifestazioni più rilevanti del settore. La clientela oggi è ben diversa rispetto al passato: i consumatori sono più attenti, esigenti, e per molti di loro il vino rappresenta una vera passione, che approfondiscono attraverso uno studio intenso e corsi di formazione. Proprio per questo motivo, le aziende moderne devono essere in grado di rispondere alle diverse richieste di mercato, soprattutto durante la stagione turistica, organizzando feste, tour e simili.

Cantine Surrau | Arzachena | Porto Cervo Arzachena Km 1 | 0789 82933 | www.vignesurrau.it

a cura di Michela Becchi

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