20 Ott 2017 / 15:10

I premi speciali. Le cantine dell'anno

a cura di

Ci son diversi motivi per premiare una cantina: perché emergente, o perché capace di un approccio sostenibile meritevole di un premio, perché sta seguendo un progetto solidale o perché rappresenta, meglio di altri, un territorio nella sua interezza. Ecco i Premi Speciali della guida Vini d'Italia 2018.

I premi speciali. Le cantine dell'anno

Ci son diversi motivi per premiare una cantina: perché emergente, o perché capace di un approccio sostenibile meritevole di un premio, perché sta seguendo un progetto solidale o perché rappresenta, meglio di altri, un territorio nella sua interezza. Ecco i Premi Speciali della guida Vini d'Italia 2018.

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Stavolta non andiamo alla scoperta dei migliori vini d'Italia, ma delle aziende e delle persone che li producono. Dei loro progetti, non solo imprenditoriali e vitivinicoli, ma anche legati alla solidarietà e all'impegno per l'ambiente. Motivi per cui, nella guida Vini d'Italia 2018, hanno meritato a nostro avviso un Premio Speciale.

 

Viticoltore dell’Anno

È uno dei vignaioli italiani più apprezzati del momento e, nel portare avanti il progetto Syrah di Cortona, Stefano Amerighi non ha preso scorciatoie: la strada intrapresa nel 2002 è stata meticolosa, appassionata e originale. Perseguita fino a creare un vino simbolo con un lavoro che, ovviamente, non può che partire dalla terra: un pezzetto a Poggiobello di Farneta, due colline distinte, esposte a sud–ovest, un tempo abbandonate. Questa è stata la base del progetto. Che poi è passato per la selezione di cloni di syrah scelti nella Valle del Rodano, e una coltivazione delle vigne da subito improntata verso la biodinamica (oggi certificata), con un'idea di sostenibilità agricola che si ritrova anche nel lavoro in cantina. Il rispetto del terroir regala vini autentici. L’uva diraspata viene lasciata a chicco intero e in parte pigiata con i piedi, prima di passare in vasche di cemento per la fermentazione spontanea, avviata dai soli lieviti indigeni. Legno e ancora cemento per l’elevage di 14 mesi, prima dell’imbottigliamento senza filtrazione. L'annata 2014 consegna un vino magnetico cui serve ancora del tempo di aprirsi. I profumi ballano e volteggiano, colpiscono per gli elementi fruttati maturi, ribes, ciliegia e mora, e poi per gli eleganti ricami speziati. La bocca è coerente, tridimensionale, sapida e rinfrescata da una bel sottofondo balsamico. Polpa e lunghezza invidiabili, sempre al servizio del sorso.

Stefano Amerighi | Cortona (AR) | Poggiobello di Farneta | tel. 0575 648340 | http://stefanoamerighi.it/

 

Viticoltura Sostenibile

Marcello Lunelli, vicepresidente di Cantine Ferrari, parla della sua regione come di un luogo in cui non si può che fare una vitivinicoltura sostenibile. Perché, con il 70% del territorio occupato dalle montagne e il resto suddiviso tra agricoltura, industria, terziaro, città e villaggi, fare agricoltura implica una grande responsabilità ambientale. Non è un caso, infatti, che il Trentino sia tra le regioni più avanti rispetto alla salvaguardia ambientale, con l'adesione al Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata del MIPA che certifica un processo produttivo fatto di buone pratiche agronomiche e un uso sostenibile di fertilizzanti e prodotti fitosanitari. Tutta la comunità locale è coinvolta in questo impegno nei confronti dell'ambiente. Le Cantine Ferrari, in prima linea: oggi l'intera azienda è certificata bio. Ma non basta: anche i circa 600 conferitori della cantina seguono un protocollo nella viticoltura chiamato Protocollo Ferrari di Viticoltura di Montagna e Salubre. Quest'anno abbiamo premiato con i Tre Bicchieri il Trento Brut Giulio Ferrari Ris. del Fondatore 2006 – una grande annata, dal clima continentale - il 22esimo premio per questo vino tra i più importanti della produzione vinicola italiana, il simbolo dello Chardonnay di montagna, coltivato su un vigneto a 600 metri d'altitudine; che affina sui lieviti per dieci anni per poi regalare eleganti note tra l'esotico e il mallo delle noci, con un portamento regale e un finale emozionante.

Cantine Ferrari | F.lli Lunelli | Trento | http://www.ferraritrento.it/

 

Cantina Emergente

Solo 10 anni fa pensare a una cantina emergente, in Calabria, pareva fantascienza. Perché all'epoca tutto era – o meglio pareva – immobile. A dispetto della sua storia enologica millenaria e del ricco patrimonio ampelografico, uno dei maggiori in Italia. Dicevamo che all'epoca tutto pareva immobile ma non lo era, perché proprio in quegli anni Pierpaolo Greco, Damiano Mele e Michele Scrivano, decisero di prendere in gestione una piccola vigna nel comune di Lappano. Un po' una follia, vero, anche perché si occupavano di altro. Ma non si scoraggiarono e nel 2005 vinificarono per la prima volta l’Appianum. Solo qualche anno dopo pensarono alla commercializzazione. E un paio di anni dopo trovarono una cantina, un ex cinema che riadattarono. Con l'idea di continuare a fare vini come piaceva a loro, ovvero naturali, senza piegarsi al mercato che in quel periodo non era così sensibile a questi tipi di vini. Io nome scelto fu Spiriti Ebbri, per mantenere in primo piano leggerezza e immaginazione. Il loro Neostòs Bianco 2016, da uve pecorello, ha conquistato i Tre Gamberi per l’intensità del bouquet fatto di frutti e fiori bianchi, iodio, zafferano e freschi sentori di erbe mediterranee, seguite in bocca da una bella sensazione di fresca sapidità innestata nel frutto tonico e vitale, lasciando lentamente spazio a un finale profondo e lunghissimo.

Spiriti Ebbri | Spezzano Piccolo (CS) | spiritiebbri.it

 

Progetto Solidale

È un premio nuovissimo, quello al Progetto Solidale, istituito quest'anno per la prima volta e conquistato dalla cantina Montenidoli, per l'impegno di Elisabetta Fagiuoli nella Fondazione Sergio Il Patriarca Onlus, dedicata di Sergio Muratori, poeta e maestro elementare con cui ha fatto rivivere non solo il locale patrimonio di viti e olivi, ma anche quello umano, con le persone che negli anni sono transitate da Montenidoli. Di questa area, due poderi nella parte più alta accolgono una struttura dedicata all’accoglienza degli anziani, ma il progetto è ben più ampio e mira ad aggiungere anche una sede riservata ai giovani. Con l'idea di dare non solo accoglienza e sostegno, ma anche gli strumenti per un confronto tra generazioni. L'obiettivo finale è contribuire alla crescita di una società migliore, più armonica, giusta e solidale. I vini sono frutto di questo progetto: da loro, infatti, arriva l'indispensabile sostegno economico della struttura. Che per funzionare al meglio ha bisogno di essere – anche – produttiva. Oggi è un'azienda vitivinicola modello di 24 ettari. La strepitosa Vernaccia Tradizionale che ha ottenuto i Tre Bicchieri consente all’azienda utili necessari a sostenere la Fondazione.

Montenidoli | San Ginignano (SI) | tel. 0577 941565 | http://www.montenidoli.com/

 

Cantina dell’Anno

La storia della famiglia Boscaini è strettamente legata a quella della Valpolicella: risalgono al 1772 le prime testimonianze della loro presenza in zona e anche il loro impegno nel vino che, di generazione in generazione, si è evoluto stringendo un rapporto sempre più forte con il territorio; nel frattempo si consolidano anche le pratiche di cantina, pur nell'ottica di una apertura verso le nuove tecnologie. Insomma, spiega Sandro Boscaini ovvero Mister Amarone, presidente e amministratore delegato del gruppo (che include oltre a Masi anche la Serègo Alighieri, la Conti Bossi Fedrigotti in Trentino, la Bell’Ovile in Toscana, la Masi Tupungato in Argentina e lla Canevel Spumanti, specialista del Prosecco Superiore, quello di Conegliano Valdobbiadene): tradizione, non tradizionalismo. In 7 generazioni di Boscaini l'Amarone è approdato ai mercati internazionali, con una produzione complessiva di oltre 12 milioni di bottiglie, un fatturato di oltre 60 milioni di euro e una commercializzazione che raggiunge 120 paesi nel mondo. Pur con queste dimensioni l’azienda ha mantenuto il carattere di azienda familiare. Il rinnovamento negli anni è stato forte, un esempio ne sia na nascita, a metà degli anni Ottanta, del Gruppo Tecnico Masi, un team di enologi, agronomi, chimici, esperti di marketing e altri specialisti cui si devono le conoscenze a livello microbiologico sull’appassimento delle uve, il sequenziamento del DNA della corvina, la riscoperta di antiche varietà locali di pregio tra cui l’oseleta, la selezione di ceppi di lieviti autoctoni per la fermentazione dell’Amarone, l’elaborazione della speciale tecnica di appassimento che oggi utilizza la Masi, la NASA (natural appassimento super assisted). Tutte cose che ogni anno vengono presentate e messe a disposizione nel corso del Vinitaly negli ormai celebri Seminari Masi.

Oggi l’Amarone Masi è un vino antico di straordinaria modernità. Sontuoso e avvolgente, figlio del terroir, di un appassimento di razza e di una lunga maturazione nei fusti veronesi da 660 litri, perfetti per la sua evoluzione. Alla base di questo successo c’è l’intuizione dei Boscaini: esplorare le proprie radici, cercare la propria identità nella storia e nella cultura del territorio. A tal fine nascono anche il Premio Masi, il Premio Internazionale Masi Civiltà del Vino e il Grosso d’Oro Veneziano, e diverse altre iniziative, tutte volte a sostenere e diffondere la cultura del territorio. A quasi 250 anni dalla nascita della loro azienda i Boscaini, per quello che finora hanno fatto, un premio lo meritano davvero. Masi è per noi la Cantina dell’Anno.
Masi | Sant’Ambrogio di Valpolicella (VR) | masi.it

 

 

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