1 Nov 2017 / 16:11

Metodo Classico: le bollicine da vitigni autoctoni della Lombardia

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Bollicine in Lombardia. Oltre a Fraciacorta e Oltrepò Pavese esistono Metodo Classico realizzati a partire da vitigni autoctoni.

Metodo Classico: le bollicine da vitigni autoctoni della Lombardia

Bollicine in Lombardia. Oltre a Fraciacorta e Oltrepò Pavese esistono Metodo Classico realizzati a partire da vitigni autoctoni.

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La Lombardia è una regione che può vantare due tra le più famose denominazioni italiane di Metodo Classico: Franciacorta Docg e Oltrepò Pavese Metodo Classico Docg. Tuttavia i loro disciplinari prevedono l’utilizzo delle classiche uve internazionali, in primis chardonnay e pinot noir. Se invece cerchiamo degli spumanti prodotti con vitigni autoctoni, dobbiamo volgere lo sguardo verso la Valtellina o la zona del Lago di Garda.

 

Valtellina

La Valtellina è conosciuta soprattutto per i grandi vini rossi. Tuttavia non mancano alcune cantine che producono anche “bollicine di montagna” con uve autoctone. È il caso di Rainoldi, che ha cominciato a produrre Metodo Classico sul finire degli anni ’70 e oggi propone due Millesimati: il Brut Rosé e la Cuvée Maria Vittoria. Tutte e due le etichette sono prodotte con nebbiolo e una piccolissima percentuale di pignola e rossola, vitigni autoctoni lombardi. Le uve, vendemmiate leggermente in anticipo per preservare una buona acidità, provengono dalle vigne coltivate a Teglio e Ponte in Valtellina, a un’altitudine compresa tra i 600 e i 730 metri. I vini base sono il frutto di una pressatura molto delicata, senza successivo contatto con le bucce, per evitare l’estrazione di antociani e tannini.

Il Brut Rosé Millesimato riposa sui lieviti per un periodo minimo di 36 mesi. È un Metodo Classico fresco e fragrante, con aromi di piccoli frutti a bacca rossa, note agrumate e di crosta di pane, attraversato da un’incisiva vena acida. La Cuvée Maria Vittoria Pas Dosé rappresenta la versione di maggior prestigio di casa Rainoldi, con una produzione di sole mille bottiglie l’anno. Il vino base matura per circa 4 mesi, parte in acciaio e parte in barriques di secondo e terzo passaggio. L’affinamento sui lieviti dura almeno 60 mesi e regala un Metodo Classico di grande finezza. Nel calice è di un delicato rosa antico, con bouquet sulle note di fiori secchi, erbe aromatiche, piccoli frutti di bosco e lievi sentori di pain grillé. Al palato colpisce per la vibrante freschezza, che si distende in un sorso austero e sapido di buona complessità gustativa.

Sempre dalla Valtellina, arriva un altro Metodo Classico molto interessante, prodotto con uva pignola in purezza dalla Cantina La Perla. Una piccola realtà che coltiva circa 3 ettari in località Tresenda di Teglio. La pignola, antico autoctono dell'area alpina, per solito è vinificata in piccole percentuali insieme al nebbiolo per la produzione del Valtellina Superiore. Marco Triacca ha voluto esplorare le sue potenzialità producendo un Metodo Classico Extra Brut. Le uve vengono vendemmiate a metà settembre, per ottenere un vino base di bassa gradazione e alto tenore di acidità totale. Dopo la pressatura soffice, il mosto viene raffreddato a 0-2 °C e sottoposto per una decina di giorni a un processo di iperossidazione, prima di procedere alla fermentazione. Segue lo svolgimento della malolattica, la stabilizzazione a freddo e il tiraggio. Il periodo d’affinamento minimo sui lieviti è di 24 mesi. Il risultato è un Metodo Classico che sorprende per freschezza ed eleganza, con delicati profumi floreali, aromi maturi e leggeri sentori tostati. L’acidità e il basso dosaggio rendono l’attacco verticale e sapido, ma il sorso si distende poi su note fruttate più morbide e di buona persistenza.

Groppello

La sponda bresciana del lago di Garda, in particolare l’area della Valtènesi, è famosa per la produzione di raffinati ed eleganti rosé a base di groppello, sangiovese, barbera e marzemino. Proprio il groppello, vitigno autoctono della zona, si è rivelato adatto anche per realizzare spumanti Metodo Classico. È una varietà dai grappoli piccoli, con acini serrati dalla buccia molto sottile. È un’uva delicata, che regala vini freschi, dal profilo fine ed elegante, proprio queste caratteristiche ne fanno un vitigno adatto alla spumantizzazione. Poche le etichette disponibili sul mercato, ma vale la pena assaggiare l’Extra Brut Cento per Cento di Pasini San Giovanni. Un blanc de noirs che nasce da una pressatura soffice e da una successiva vinificazione in bianco. Il periodo d’affinamento sui lieviti dura almeno 36 mesi e il dosaggio è bassissimo (3gr/l). Si tratta di un vino realizzato per sottrazione, nella ricerca assoluta della purezza e della finezza espressiva del vitigno. Il profilo è sottile, nitido ed essenziale, con aromi floreali, d’erbe aromatiche, con cenni agrumati e delicate note di frutti di bosco. Il sorso è di limpida freschezza, secco e sapido.

Lugana

Restiamo sempre nella zona del Lago di Garda per spostarci nell’area del Lugana Doc, una denominazione interregionale, che comprende il territorio di Brescia e Verona. Qui diverse aziende producono spumanti Metodo Classico con l’uva autoctona turbiana o trebbiano di Lugana. Un vitigno molto duttile, con cui si possono produrre tutte le tipologie di vino, dagli spumanti ai passiti, passando per i vini fermi e le vendemmi tardive. La sua buona struttura, sostenuta da un’alta acidità di base, lo rende adatto a produrre basi spumante. Proprio per la sua decisa personalità, si esprime al meglio dopo lunghi periodi d’affinamento, soprattutto nelle versioni pas dosé o con dosaggi molto bassi.

Partiamo con un’etichetta storica: il Lugana Brut Hirundo di Selva Capuzza. Prodotto fin dal 1908, è ancora oggi una delle bottiglie di riferimento della Denominazione. Il vino base si affina in acciaio e resta in cantina durante la rifermentazione in bottiglia per almeno 30 mesi. Si tratta di un Metodo Classico che si esprime nel segno dell’eleganza e della finezza. Il profilo è connotato da freschi sentori agrumati e fragranti note di frutta bianca. La bocca è profonda, con aromi persistenti che virano verso un finale fresco e sapido.

Più improntato all’armonia gustativa il Lugana Brut di Pasini San Giovanni, affinato24 mesi sui lieviti. Un Metodo Classicoche punta soprattutto sull’equilibrio. Il bouquet si apre su note floreali, che lasciano spazio a maturi aromi fruttati. La ricchezza succosa e cremosa del frutto è ben bilanciata dall’acidità, che dona una piacevolezza di beva facile e immediata. Sullo stesso stile anche il Lugana Brut di Ca’ Maiol. Un Metodo Classico affinato circa 30 mesi sui lieviti, che si esprime con delicate note di fruttate, sorso armonioso e di buona persistenza.

Altra cantina di grandi tradizioni è Zenato, che ha cominciato a produrre Metodo Classico negli anni ’80. Il Lugana Brutnasce dai vigneti di Desenzano e Peschiera, con un’età media di circa 40 anni, coltivati su terreni argillosi. Dopo la fermentazione con lieviti indigeni, il vino base matura in acciaio fino al momento del tiraggio. Il successivo periodo di affinamento sui lieviti dura almeno 24 mesi. Il bouquet è fragrante con delicati cenni floreali e fresche note di frutta bianca. Il sorso è sapido, ricco e appagante.

Molto interessante il Lugana Brut Nature Millesimato di Perla del Garda, un’etichetta prodotta solo in 1500 Magnum. Nasce dal vigneto Casalin, situato nella parte più bassa della collina della tenuta, a circa 150 metri sul livello del mare. Grazie all’alta acidità naturale delle uve, la vendemmia può essere anticipata di soli 10 giorni, senza pregiudicare la perfetta maturazione aromatica e fenolica. Il vino base resta in acciaio per circa 9 mesi e l’affinamento minimo sui lieviti è di 30 mesi. Segue il dégorgement e la colmatura con vino d’annata senza alcun dosaggio. Fedele allo stile che contraddistingue tutti i vini di Perla del Garda, anche il Lugana Brut Nature Millesimato ha un bouquet raffinato ed elegante con delicati profumi di fiori bianchi e agrumi. Il sorso è nitido, fresco e sapido, con limpida chiusura minerale.

Tra le migliori etichette della denominazione i due Metodo Classico di Olivini, che si muovono sulle note della raffinata finezza espressiva, grazie anche a lunghi affinamenti. Le uve sono raccolte con un paio di settimane d’anticipo e i vini base maturano in acciaio sulle fecce fini per 6/8 mesi prima del tiraggio. Floreale, agrumato, con cenni di crosta di pane, note fruttate e tropicali il Lugana Brut, che riposa sui lieviti per 40 mesi. Più austero, secco e incisivo, nella sua verticale freschezza, il Lugana Pas Dosé. I 60 mesi di affinamento sui lieviti regalano un bouquet evoluto, con delicate ed eleganti note tostate, balsamiche e di pain brioche. Sono Spumanti di valore assoluto, che confermano il potenziale di molte uve autoctone nella produzione di Metodo Classico d’eccellenza.

Chiudiamo con un’etichetta di particolare prestigio, il Lugana Pas Dosé Millesimato di Zenato. Una Riserva nata nel 2007 e ancora oggi prodotta in poche migliaia di bottiglie, con le migliori uve dei vigneti storici dell’azienda. Dopo la fermentazione, il vino base matura sei mesi in acciaio prima della creazione della cuvée. Le bottiglie riposano sui lieviti per almeno 64 mesi e dopo il dégorgement vengono colmate con lo stesso vino senza alcun dosaggio. È un Metodo Classico dal profilo elegante, evoluto e complesso, con un ventaglio d’aromi che spazia dalla frutta gialla matura, a suadenti aromi tropicali, a sentori di frutta secca e pasticceria. Il sorso è ampio e profondo, con sensazioni minerali e grande persistenza finale.

Tra gli altri Spumanti Metodo Classico della denominazione Lugana ricordiamo il Lugana Brut Leonardo di Cascina Maddalena, il Lugana Brut di Citari e il Lugana Brut di Silenzi di Terra.

 

a cura di Alessio Turazza

 

 

 

 

 

 

 

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