14 Dic 2017 / 16:12

Pinot Nero. 12 vini da abbinare durante le feste

a cura di

È forse uno dei vitigni più difficili da trattare, delicato e fragile, quanto espressivo ed elegante. Rappresenta una sfida per molti viticoltori italiani che a tutte le latitudini cercano di cimentarsi con la sua vinificazione. Stiamo parlando del pinot nero.

Pinot Nero. 12 vini da abbinare durante le feste

È forse uno dei vitigni più difficili da trattare, delicato e fragile, quanto espressivo ed elegante. Rappresenta una sfida per molti viticoltori italiani che a tutte le latitudini cercano di cimentarsi con la sua vinificazione. Stiamo parlando del pinot nero.

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Alcuni vini citati in questo articolo sono acquistabili su Tannico.it, l’enoteca online partner di Gambero Rosso. 

 

Il pinot nero

È uno dei vitigni più sensibili al terroir e all'andamento dell'annata. La sua culla sembra essere la Borgogna, da cui provengono vini che sono veri e propri capolavori enoici, tra le produzioni più prestigiose (e costose!) del panorama vinicolo internazionale. Il suo nome deriverebbe dalla particolare forma del grappolo, con gli acini molto serrati, tanto da farlo assomigliare a una pigna. L'acino, invece, ha una buccia sottilissima, caratteristica che, come dicevamo, lo rende delicato e particolarmente sensibile alle malattie. Ma una delle particolarità che più lo contraddistingue è l'acidità piuttosto marcata, che si sviluppa soprattutto quando l'uva è coltivata in luoghi dal clima fresco che ne permettono una maturazione lenta che nel bicchiere diventa eleganza e espressività aromatica.

In Italia ci sono diverse zone in grado di esprimere queste caratteristiche e negli ultimi anni abbiamo assistito a una crescita qualitativa dei vini a base pinot nero. Territorio di elezione rimane l'Alto Adige, anche se ottime prove provengono dal vicino Trentino, dalla Valle d'Aosta e dall'Oltrepò Pavese. Ma non solo al nord si concentrano le aziende che si misurano con questo vitigno; anche in Toscana, soprattutto sulle colline che fanno da contrafforti all'Appennino, ci sono ottime prestazioni e non mancano letture interessanti da parte di zone vinicole del nostro Meridione.

Maison Anselmet – Valle d'Aosta Pinot Noir Semel Pater '15

Villeneuve è uno dei paesi alla periferia di Aosta: qui troviamo Anselmet, una delle migliori maison della regione. Le etichette di Giorgio sono molte, l’attenzione sui vitigni autoctoni è marcata ma ciò non lo distoglie dal cimentarsi anche con i vitigni internazionali. Sapientemente le nuove tecnologie sono state adattate alle tradizioni e una profonda conoscenza del territorio ha portato a ottimi risultati. Sempre grande il Pinot Nero Semel Pater, deliziosi i profumi fruttati che ricordano le more e le ciliegie ben fusi con i sentori di legno e speziati. È un vino ancora giovane ma con le carte in regola per evolvere nel tempo.

Andrea Picchioni – Pinot Nero Arfena '15

Andrea Picchioni, a differenza di molti suoi coetanei e conterranei, non è figlio di vignaioli. Ha fondato personalmente la sua piccola azienda nel 1988, a soli 21 anni, costruendo la cantina e recuperando vecchi vigneti in parte abbandonati lungo le ripide pendenze della Val Solinga, sino agli attuali 10 ettari. Nel 1995 inizia la collaborazione con l’agronomo ed enologo Beppe Zatti. I vini cominciano ad assumere una personalità ben definita. L’Arfena ’15 spicca quest’anno quest'anno ci ha davvero colpito. È un Pinot Nero che regala un naso di frutti neri e spezie dolci, mentre in bocca è soave, leggiadro, dal tannino carezzevole e di buona profondità.

Pravis – Madruzzo '15

Largo spazio ai giovani, ai figli di Domenico, Gianni e Mario, i tre amici che dal 1975 hanno rivoluzionato gran parte dei vigneti della valle dei Laghi, tra Trento, il lago di Toblino, quello del Garda e le montagne che portano alle Dolomiti di Brenta. Tanti piccoli appezzamenti vitati, tra cielo e acqua, tutti in alta collina, campi baciati dal vento benefico che soffia dal lago. Un vino per ogni singolo vigneto, recuperando varietà antiche ma piantando pure solaris e le sue sorelle, viti cosiddette interspecifiche, naturali per antonomasia. La giovialità dei vini consente a questa cantina di distinguersi nettamente nel panorama dolomitico. Il Madruzzo è un pinot nero in purezza che fermenta in acciaio e fa una macerazione di circa due settimane; matura poi in barrique per 18 mesi. Il vino che ne risulta ha un bouquet fresco che ha note eteree amalgamate alla ciliegia. Acidità spiccata e buona pienezza fanno il resto.

Cantina Girlan – A. A. Pinot Nero Trattmann Mazon Ris. '14 e A. A. Pinot Nero Patricia '15

Posta all’estremità settentrionale della zona d’Oltradige, la Cantina Girlan nell’ultimo decennio ha saputo rinnovarsi profondamente e diventare una delle strutture che guidano il comparto atesino. Gerhard Kofler ha saputo dare valore ai vitigni storici della regione, dalla schiava al pinot nero, dal pinot bianco al gewürztraminer, cercando di unire ricchezza ed eleganza, aderenza al territorio e personalità, per una produzione che non conosce punti di debolezza. La fresca vendemmia 2014 ha conferito una straordinaria finezza al campione di casa, il Pinot Nero Trattmann Mazon, una Riserva che esprime profumi di erbe fini e frutto selvatico, dotata di un sorso agile e succoso perfettamente sostenuto dalla spinta acida. Ma neanche il Patricia '15 è da sottovalutare; più pieno e strutturato, si offre morbido e con bocca vellutata.

Franz Haas – A. A. Pinot Nero Schweizer '13 e A. A. Pinot Nero '15

Certamente il luogo comune che vuole gli altoatesini persone chiuse e poco comunicative va rivisto completamente nel caso di Franz Haas. Produttore instancabile, eclettico e visionario, Franz non perde occasione per raccontare quali siano le sue aspirazione e a che progetti stia lavorando, si tratti della nuova cantina o dei vigneti piantati in alta montagna. L’ampia gamma di vini proposta spazia dai classici varietali a interpretazioni personali dei vitigni e del territorio atesino. È un grande Pinot Nero lo Schweizer di Franz. Frutto di una selezione di uve provenienti da quattro vigneti diversi e con altitudini che vanno dai 350 ai 700 metri, offre al naso intense note di frutti di bosco ed erbe officinali, mentre in bocca presenta la perfetta fusione tra la dolcezza del frutto, l’acidità e la delicata trama di tannini. Meno complesso e stratificato, ma altrettanto piacevole e fresco il Pinot Nero '15, una versione del vitigno giocata più sull'estrema bevibilità.

Elena Walch – A. A. Pinot Nero Ludwig '14

La cantina di Elena Walch si trova nel cuore di Termeno, perfettamente nascosta all’interno della proprietà di via Andreas Hofer. Il cuore pulsante dell’azienda è però nelle colline vicine, una collana di gioielli che si dipana ai piedi della Mendola fra Termeno e Caldaro, dove brillano le due perle di Kastelaz, dove le vigne di estendono per cinque ettari e di Castel Ringberg dove invece la superficie raggiunge la ventina di ettari. Molto buono il Pinot Nero Ludwig ’14, frutto di vigneti diversi della zona di Termeno. Il bouquet si apre su note classiche di ciliegia e prugna, con sbuffi di spezie dolci. Elegante nel sorso, è perfettamente equilibrato tra acidità e morbidezza.

Maculan – Breganze Pinot Nero '15

Il territorio di Breganze è costituito da una ristretta fascia collinare che si estende da Thiene all’imbocco della Valsugana. Colline dolci con vigneti generalmente esposti a sud che godono del calore del giorno e poi velocemente rinfrescate dalle correnti che scendono dall’altipiano di Asiago. In questo contesto opera da decenni Fausto Maculan, oggi affiancato dalle figlie Angela e Maria Vittoria. La produzione è consolidata da tempo e ruota attorno alla ricchezza dei rossi e la complessità dei passiti. Solo acciaio per questo Pinot Nero che esprime un profilo olfattivo fine, fresco e gradevolmente speziato. La bocca è scorrevole e lineare, piacevolmente intrigante, con una chiusura decisa e di buona persistenza.

Podere della Civettaja – Pinot Nero '14

A volte i luoghi hanno un significato che va oltre quello che è possibile vedere: Vincenzo Tommasi ha la sua azienda vicino alla pieve di Romena, in Casentino, luogo di culto aperto al mondo, e qui ha avuto il coraggio di prendere decisioni non facili, come piantare pinot nero in un territorio mai stato troppo amante della vite. I risultati gli hanno dato ragione ma invece di cullarsi sugli allori ha iniziato a radunare altri produttori animati di passione come lui per creare insieme a loro un'associazione che riunisse tutti i produttori di Pinot Nero dell'Appennino Toscano. Intanto il suo 2014 si comporta a meraviglia: bel colore limpido, ha profumi intensi, decisi, freschi, di erbe aromatiche, anche menta, e frutti come ribes e mirtillo. L'ingresso in bocca è morbido, elegante, invitante, di straordinaria bevibilità. Tannini fini e mirati, finale prolungato, dal retrogusto che regala cenni speziati di chiodi di garofano.

Podere Fortuna – 1465 MCDLXV '12 e Coldaia '14

Alla fine degli anni Novanta Alessandro Brogi fece ripartire l'attività di viticoltura nei terreni del podere Fortuna, 31 ettari compresi tra il fondovalle del fiume Sieve e le prime pendici collinari, dove fino ad allora si erano coltivati cereali. Scelse di piantare chardonnay e soprattutto pinot nero, un vitigno allora non certo comune per la Toscana. I risultati gli hanno dato ragione e hanno spinto altri viticoltori a farlo. Molto buono il 1465, con un bagaglio aromatico tutto dedicato a frutti rossi ed erbe aromatiche su un corpo austero e sapido, dal finale gustoso. Più fresco e delicato il Coldaia ’14.

Emanuele Scammacca del Murgo – Tenuta San Michele Pinot Nero '14

La fascinosa storia di un territorio e di una famiglia affiatata, risalente al 1860. Sarà Emanuele Scammacca, prestigioso Ambasciatore e uomo lungimirante, a riconvertire, dal 1981, antichi feudi in moderne aziende agricole, efficacemente aiutato dai numerosi figli. La strategia era ed è chiara: esaltare al massimo i vitigni tipici del terroir etneo e le diverse contrade senza tralasciare alcune cultivar francesi presenti sul vulcano sin dall'Ottocento. E delle fresche pendici del vulcano si giova anche il Pinot Nero Tenuta San Michele, che qui sull'Etna acquisisce sfaccettature minerali davvero interessanti. Il tannino è fine ma deciso e fa da contraltare a sensazioni di piccoli frutti rossi croccanti fusi con delicate note speziate. Un'euqilibrata sferzata acida chiude il cerchio.

 

Alcuni vini citati in questo articolo sono acquistabili su Tannico.it, l’enoteca online partner di Gambero Rosso. 


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