9 Apr 2018 / 12:04

Pianeta Verdicchio. Castelli di Jesi o Matelica?

a cura di

15 etichette per scoprire il vitigno a bacca bianca più diffuso nelle Marche: il verdicchio. Un grande bianco tra i Castellli di Jesi e Matelica.

Pianeta Verdicchio. Castelli di Jesi o Matelica?

15 etichette per scoprire il vitigno a bacca bianca più diffuso nelle Marche: il verdicchio. Un grande bianco tra i Castellli di Jesi e Matelica.

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Alcuni vini delle cantine citate in questo articolo sono acquistabili su Tannico.it, l’enoteca online partner di Gambero Rosso. 

 

Il verdicchio è la bacca bianca più diffusa nelle Marche: attualmente sono 3500 gli ettari di vigneti specializzati che danno vita all'iconico bianco simbolo dell'intera viticoltura regionale.

 

Matelica e i Castelli di Jesi

Verdicchio dei Castelli di Jesi e Verdicchio di Matelica sono le due denominazioni principali: pur avendo in comune la stessa cultivar, entrambe hanno sostanziali differenze indotte da un microclima diverso e peculiare. I vigneti jesini sono dislocati in valli che sfociano verso l'Adratico per cui svelano un timbro più solare e mediterraneo. Matelica è circondata dagli Appennini: le escursioni termiche in epoca di maturazione e un clima più fresco conferiscono quell'accento montano che poi nel vino si traduce con acidità più pronunciate e alcol più contenuto.

In ogni caso la notevole estensione dei “Castelli di Jesi” include territori difformi. A Corinaldo e Morro d'Alba i vigneti annusano il mare mentre a Cupramontana ed Apiro le altimetrie si fanno importanti e il microclima è influenzato dai freddi influssi del Monte San Vicino. Per questo sotto alcuni aspetti appare più uniforme la condizione pedologica: pur con le opportune differenziazioni, i terreni destinati alla viticoltura in genere sono composti da un tipico impasto di calcare e argilla qua e là venati da sabbia o arenaria.

 

Un vitigno plastico

Il verdicchio è un vitigno particolarmente plastico: agendo sulle epoche di maturazione riesce bene nella produzione di spumanti Metodo Classico e di vini passiti. Questa caratteristica fa sì che anche nel bianco fermo gli stili indotti dai produttori siano i più disparati: dalla verticalità salina di alcune etichette si passa alla densità strutturale di alcune versioni di particolare pregio.

Oggi riassumiamo alcune delle tante letture che si possono dare del vitigno attraverso una panoramica dei Verdicchio che in Vini d'Italia 2018 hanno ottenuto i Tre Bicchieri.

 

Poderi Mattioli – Castelli di Jesi Verdicchio Cl. Lauro Ris. '15

La filosofia aziendale è un mix efficace di sapienze tramandate e conoscenze aggiornate.Straordinario il Lauro '15: il naso finemente modulato sui descrittori più tipici del Verdicchio si accompagna a un sorso di devastante sapidità, attacco a energia motrice. Nello sviluppo al palato si mantiene sempre coeso sino a un finale rigato da lunghissime scie saline.

 

Marotti Campi – Castelli di Jesi Verdicchio Cl. Salmariano Ris. 14

Anima bifronte quella dell'azienda di Lorenzo Marotti Campi: da un lato l'amato Verdicchio che a Morro d'Alba viene declinato in bianchi di stampo moderno; dall'altro la vocazione del territorio per la lacrima nera. Il Salmariano '14 ha un complesso spettro olfattivo che abbraccia sensazioni di buccia d'agrumi canditi e pesca che si ritrovano in un palato di vibrante energia e dalla timbrica raffinata.

 

Pievalta – Castelli di Jesi Verdicchio Cl. San Paolo Ris. '15

In Pievalta l'approccio biodinamico è sempre stato una prerogativa ma senza dogmatismi. Questa visione laica, unita alla caparbietà di Alessandro Fenino, si traduce in vini di grande personalità. Come il San Paolo Riserva '15: alle tante citazioni aromatiche del naso, tutte perfettamente attinenti ai descrittori più classici del vitigno, segue una bocca di travolgente energia guidata da un nerbo acido salino definitissimo, spontaneo e profondo.

 

Fazi Battaglia – Castelli di Jesi Verdicchio Cl. San Sisto Ris. '15

La famiglia Angelini di Bertani Domains, attuale proprietaria, crede molto nel Verdicchio di qualità: grande attenzione alla parte agronomica e al concetto di cru, gamma ben differenziata in base alla maturazione delle uve, uso ragionato di affinamenti in cemento o barrique sono gli elementi centrali di un raffinato linguaggio enoico.Se amate una misura elegante, complessa e compassata la scelta dovrà cadere sul San Sisto '15.

 

Andrea Felici – Castelli di Jesi Verdicchio Cl. V. Il Cantico della Figura Ris. '13

La coltivazione della vite è parte fondante della cultura agricola di Apiro. Qui il verdicchio alligna su terreni freschi e la presenza del Monte San Vicino conferisce un terso accento appenninico.Il Cantico della Figura Riserva sfoggiaun naso magnificamente calibrato tra percezioni di agrumi, mandorla, anice e sentori minerali di grande finezza a cui fa eco un palato sinuoso, vivido, di trascinante energia sapida.

 

Bucci - Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. '16

Passano gli anni eppure ogni bottiglia che esce dalla storica cantina di Pongelli rafforza il ruolo che Bucci gioca per tutta la viticoltura regionale. Una sapienza produttiva che trova ispirazione nel mai ripudiato taglio artigianale dell'azienda. Il Verdicchio Classico Superiore '16 amalgama deliziosi richiami di camomilla, anice e sottili cenni ammandorlati su un palato affusolato e vitale, ricco di chiaroscuri gustativi.

 

Vicari - Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Insolito del Pozzo Buono '15

Vico Vicari ha una passione rara e viscerale per il proprio lavoro. Conosce i suoi filari a menadito, passa più tempo tra le mura della cantina che in casa, non è mai stufo di provare, sperimentare, selezionare.L'Insolito del Pozzo Buono vanta un magnifico equilibrio: cristalline percezioni di erbette e agrumi si combinano in un sorso di trascinante energia e si amplificano in un crepitante finale.

 

Tenuta di Tavignano – Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Misco '16

Il duro lavoro in vigna e la cura in fase di vinificazione sono delle costanti nel team capitanato da Ondine de la Feld. Nei filari a forma di anfiteatro volti verso la cantina e la valle del Musone si coltiva verdicchio. Il Misco '16 profuma di fiori, anice e pesca bianca; il sorso è lungo e continuo, armonioso, impostato su un alto concetto di bevibilità e piacevolezza.

 

Gioacchino Garofoli – Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Podium '15

Il cognome Garofoli è sinonimo di "grande classico" nel panorama regionale. Merito di una storia secolare e di uno stile che non si è mai piegato alla dittatura del mercato o della moda.Il Podium '15 si presenta con una versione luminosa, chiarissima nei profumi, segnata dall'inconfondibile impasto di erbe aromatiche, tratteggi balsamici e mandorla, dalla bocca di trama elegante, coinvolgente per completezza ed espressività. 

 

Roberto Venturi – Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Qudì '15

Roberto Venturi si è ritagliato per sé un ruolo da custode viticoltore. Così ama definire il suo lavoro, ereditato dal padre e atto a difendere la cultura della vite in un territorio posto sul limitare nord est dei Castelli di Jesi.Il Qudì '15 è finissimo nell'olfatto di erbette, mandorla e refoli balsamici; offre un sorso di grande progressione, flessuoso e armonico.

 

Umani Ronchi – Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. V. V. '15

I tanti ettari vitati di proprietà fanno capire che per la famiglia Bernetti l'impegno agricolo è un fattore determinante di qualità. Il Vecchie Vigne '15 conferma la sua cifra elegantissima, il sorso sobrio e deciso all'unisono, il finale sfumato in mille rivoli di sale e aromi chiarissimi.

 

Belisario – Verdicchio di Matelica Cambrugiano Ris.'14

Pur essendo un istituto cooperativo, l'azienda non si limita a ricevere le uve degli associati ma gestisce direttamente un consistente parco di vigneti da cui ricava un'ottima materia prima, suddivisa per cru e stadi di maturazione.La fredda annata 2014 restituisce una lettura magistrale del Cambrugiano: a un naso cesellato di reminiscenze agrumate, ginestra e un sottile fondo boisé, segue un palato spigliato, pervasivo, con un finale di prorompente sapidità.

 

La Monacesca – Verdicchio di Matelica Mirum. Ris. '15

Aldo Cifola guida con polso fermo l'azienda che ha saputo portare ai vertici della produzione bianchista italiana. Il Mirum '15 è un Matelica finissimo nei profumi di prugna gialla, mandorla, sottili tratti aniciosi, al palato svela solida struttura in un passo ritmato ed elegante, dal carattere indomito.

 

Borgo Paglianetto – Verdicchio di Matelica Petrara '16

Dalle vigne di contrada Pagliano si ricavano bianchi tersi, di gran sapore ed energia tutti a base di verdicchio in purezza.La bontà del Petrara '16 non sorprende: è sempre tra i migliori Matelica d'annata con il suo profilo chiaro, la sapidità tenace, l'indole succosa che si tramuta in bevibilità straordinaria.

 

Bisci – Verdicchio di Matelica Vign. Fogliano '15

L'azienda offre uno stile sempre più centrato sulle credenziali del territorio, ossia la ricerca di Verdicchio affilati, sapidi, eleganti ottenuti da maturazioni ben ragionate e affinamenti in tini di cemento vetrificato.Il Vigneto Fogliano '15 ha uno stile scandito da una cadenza agrumata tratteggiata da soffi minerali e di anice; la bocca ha una movenza raffinata, capace di tenere insieme mirabilmente complessità aromatica ed entusiasmante bevibilità. 
 

Alcuni vini delle cantine citate in questo articolo sono acquistabili su Tannico.it, l’enoteca online partner di Gambero Rosso. 


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