17 Mag 2018 / 15:05

Naturale report. Assaggi dal Salone del Vino Artigianale a Capestrano

a cura di

Approdata da un paio d'anni a Capestrano, la fiera del vino artigianale che un tempo era a Navelli conferma il suo ruolo nel panorama enoico del Centro Italia, quello dei produttori-vignaioli il cui lavoro è, più che mai, in armonia con il territorio.

Naturale report. Assaggi dal Salone del Vino Artigianale a Capestrano

Approdata da un paio d'anni a Capestrano, la fiera del vino artigianale che un tempo era a Navelli conferma il suo ruolo nel panorama enoico del Centro Italia, quello dei produttori-vignaioli il cui lavoro è, più che mai, in armonia con il territorio.

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Ci sono eventi che sentono la necessità di sfruttare la scia di una grande manifestazione come il Vinitaly per ritagliarsi un posto al sole nel calendario del mondo del vino e altri che, forti della loro identità, non temono di scegliere date e luoghi, che a prima vista possono sembrare alternativi ed elitari, se non addirittura temerari.

Capestrano

Appartiene senza dubbio a questa seconda categoria Naturale. Salone del Vino Artigianale, che dopo le prime cinque edizioni tenutesi negli splendidi spazi del Palazzo Santucci di Navelli, per il secondo anno ha scelto come sede le suggestive architetture del XXV secolo del Convento di San Giovanni a Capestrano. Siamo nel cuore dell’Abruzzo, nell’alta valle del Tirino, a una quarantina di chilometri da L’Aquila. Capestrano e il suo Convento si trovano sull’ampio altopiano di Navelli, ai confini del Parco Nazionale del Gran Sasso, che chiude a nord l’orizzonte con le cime dei suoi monti. Il paesaggio è di una bellezza austera, riservata e silenziosa, quasi timida e introversa. La verde vallata è punteggiata da piccoli borghi che conservano intatto il loro volto antico, fatto di case in pietra e ripide viuzze acciottolate, ricche di scorci architettonici di rara bellezza.

 

Naturale. Salone del Vino Artigianale

Un’atmosfera schiva e rarefatta, che si ritrova anche all’interno delle sale del Convento di San Giovanni a Capestrano, che dal 12 al 14 maggio ha aperto le sue porte al vino artigianale. Naturale è una manifestazione organizzata dall’associazione culturale aquilana DinamicheBio con il Patrocinio del Comune di Capestrano, che si è ormai affermata come il più importante appuntamento enoico della regione.

 

L'edizione 2018

L’ultima edizione ha visto la partecipazione di una cinquantina di produttori italiani, oltre alla presenza di una selezione di etichette provenienti da diversi paesi europei. Nelle tre giornate si sono contate quasi 2.000 presenze, oltre a 550 operatori appartenenti al settore della ristorazione e delle enoteche. Il Salone del Vino Artigianale di Capestrano non è solo un’occasione per degustare e scambiare quattro chiacchiere con i produttori, ma anche per partecipare a seminari e conferenze, che ogni anno offrono lo spunto per riflettere in modo più approfondito sul mondo del vino. La rassegna è nata con l’obiettivo di valorizzare il ruolo del produttore-vigneron, che interpreta il suo lavoro in armonia con la natura, la storia e le tradizioni di un territorio. La viticoltura diventa così uno strumento per creare un legame tra il passato e il presente, con l’intento di realizzare vini dai sapori autentici, schietti e genuini. Il Vino Artigianale nasce senza l’utilizzo di prodotti di sintesi, lontano da banali omologazioni del gusto, per raccontare le caratteristiche varietali dei vitigni e l’unicità delle zone di produzione. L’interesse crescente degli appassionati per questa scelta produttiva dimostra come si stia diffondendo sempre più una sensibilità ai temi di una viticoltura sostenibile e attenta al rispetto della natura in tutti i suoi aspetti.

 

I nostri 10 migliori assaggi

 

Menfi Inzolia Dietro le Case '17 - Cantine Barbera

Una vecchia vigna di oltre 40 anni affacciata sul mar Mediterraneo, terreni d’antica origine marina ricchi di calcare e sassi, regalano un’Inzolia dal raffinato e intenso profilo iodato, con note di erbe della macchia mediterranea, cenni di zagara, ricordi salmastri e finale rinfrescante.

 

Launegild '16 - De Fermo

Coltivato nella Tenuta De Fermo fin dagli anni ’20, con barbatelle provenienti dalla Borgogna, lo chardonnay si è adattato benissimo alle colline di Loreto Aprutino, che con un solo sguardo vedono il mare Adriatico e le cime del Gran Sasso. Un bianco di grande finezza espressiva, fresco e vibrante, con note fragranti di melone cartucciaru, pesca bianca ed erbe officinali.

 

Trebbiano d’Abruzzo Apollo '16 - Ausonia

Vicino allo splendido borgo di Atri e alla Riserva Naturale Oasi WWF dei Calanchi, Simone Binelli coltiva una vecchia vigna a pergola di trebbiano abruzzese. Il vino esprime note floreali, aromi di frutta gialla e frutta tropicale, ben bilanciati da una vivace freschezza, che si distende verso un finale lungo e persistente.

 

Alture Bianco '16 - Gaspare Buscemi

Nasce da una selezione delle migliori uve coltivate nelle vigne del Collio Goriziano e dei Colli Orientali un vino dal volto tipicamente territoriale. È un blend di pinot bianco, friulano, ribolla gialla e altre varietà storicamente coltivate in Friuli, dal carattere fresco e delicato, teso e verticale nella sua essenziale finezza aromatica, tutta giocata su note floreali e di frutta bianca.

 

Forlì Bianco '17 - Marta Valpiani

Un’Albana dal profilo snello, caratterizzato da profumi floreali, aromi d’agrumi e cenni balsamici, quasi mentolati, che sconfinano nella macchia mediterranea. Il sorso è armonioso e attraversato va una vena fresca e sapida.

 

Tauma Rosato '17 - Pettinella

Tauma è un rosato ottenuto da una delicata vinificazione in bianco di uve montepulciano con semplice contatto in pressa. Il bouquet è elegante e fresco, sulle note di melograno e lampone, impreziosito da ricordi di spezie e frutti di bosco. Limpido e sottile, si apre al sorso con frutto maturo e finale dalla vivace acidità.

 

Alea Viva '16 - Andrea Occhipinti

Siamo a Gradoli, patria dell’aleatico, per una scommessa da tempo vinta da Andrea Occhipinti. Il suo Aleatico nasce sui terreni d’antica origine vulcanica nella zona del lago di Bolsena ed esprime i caratteri tipici di quest’antico vitigno aromatico, con profumi di petalo di rosa e violetta, frutto delicato, tannini lievi e finale di piacevole freschezza.

 

Cesanese del Piglio Sup. Lepanto Ris. '15 - Alberto Giacobbe

Da una vecchia vigna piantata negli anni ’50, nasce un rosso di medio corpo con fragranti aromi di mirtillo e piccoli frutti di bosco. I tannini lievi e la freschezza balsamica regalano un sorso dinamico e scorrevole, di grande piacevolezza.

 

Aglianico del Vulture Camerlengo '14 - Camerlengo

Sulle pendici dell’antico vulcano del Vùlture, nel comune di Rapolla, Antonio Cascarano ha recuperato le vecchie vigne di famiglia e produce un Aglianico intenso e complesso, dal carattere tipicamente austero e pietroso, con aromi di piccoli frutti a bacca scura e morbide spezie.

 

Taurasi Padre '11 - La Cantina di Enza

Cinque ettari di vigne a Montemarano, in provincia di Avellino, coltivate a oltre 400 metri d’altitudine, in una zona dal clima fresco e con notevoli escursioni termiche. Un Taurasi generoso, espressivo e profondo, prodotto solo in un migliaio di bottiglie da non farsi scappare.

 

a cura di Alessio Turazza

 

 
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