22 Mag 2018 / 17:05

Soave Preview 2018 report. L'annata 2017 e il profilo della Doc a 50 anni dalla sua istituzione

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La Doc Soave compie 50 anni. In quale direzione sta lavorando il Consorzio di Tutela Vini Soave? E quali sono i prossimi obiettivi? Se ne è parlato a Soave Preview, l'evento di presentazione dell'annata 2017. Che abbiamo assaggiato in anteprima.

Soave Preview 2018 report. L'annata 2017 e il profilo della Doc a 50 anni dalla sua istituzione

La Doc Soave compie 50 anni. In quale direzione sta lavorando il Consorzio di Tutela Vini Soave? E quali sono i prossimi obiettivi? Se ne è parlato a Soave Preview, l'evento di presentazione dell'annata 2017. Che abbiamo assaggiato in anteprima.

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Quest’anno il consueto appuntamento con la presentazione delle nuove annate del Soave è coinciso con i 50 anni della DOC, istituita nel 1968. Il Consorzio di Tutela Vini Soave, che ha appena eletto presidente Sandro Gini, uno dei produttori di maggior prestigio della Denominazione, festeggia i 50 anni proseguendo nell’attività di valorizzazione del territorio, con lo sguardo rivolto al futuro. Dopo l’inserimento delle Menzioni Geografiche Aggiuntive nel disciplinare di produzione, quest’anno Il Consorzio ha curato una pubblicazione dedicata ai Suoli del Soave. I singoli cru sono stati dettagliatamente descritti, con l’indicazione di ettari vitati, altitudine, esposizione, pendenze, natura geologica, composizione dei suoli e caratteristiche microclimatiche. Un’attenzione al dettaglio, che sottolinea il desiderio di andare sempre più a fondo nella conoscenza del territorio, per esaltarne le particolarità e metterne in luce tutte le sfumature.

Foto: Cantina di Soave

Le Colline vitate del Soave, da Paesaggio rurale di interesse storico alla candidatura GIAHS

A proposito di territorio, si prospettano novità importanti anche sul fronte dei riconoscimenti internazionali. La Denominazione Soave è stata la prima a ottenere il riconoscimento di Paesaggio rurale di interesse storico nel 2016 e ora è in corsa per diventare Patrimonio dell’Umanità dell’Agricoltura secondo il programma GIAHS, istituito nel 2002 dall’ente internazionale FAO. Il programma GIAHS si pone l’obiettivo di individuare e valorizzare quei luoghi che, attraverso le pratiche centenarie portate avanti da generazioni di agricoltori, sono diventati fondamentali per il sostentamento economico. Sono 5 i concetti fondamentali su cui si fonda il GIAHS-FAO:labiodiversità agricola, un sistema di conoscenze e tradizioni locali, un insieme di valori condivisi, il sostentamento economico della popolazione e le caratteristiche peculiari del paesaggio. Con questa candidatura, Soave vuole dare voce alla storia del proprio patrimonio rurale all’interno del panorama vitivinicolo italiano, per preservarne la bellezza e l’equilibrio ambientale, le consuetudini, ma anche per favorire nuove opportunità di sviluppo legate alla valorizzazione delle pratiche agricole tradizionali e a un turismo sostenibile, in armonia con l’ambiente.

Soave, non solo vulcano

Sarà perché oggi parlare di vini dei vulcani è di moda o forse solo per pigrizia, ma troppo spesso ci si accontenta di definizioni stereotipate, identificando Soave solo con i suoli vulcanici. In realtà le colline di Soave presentano una grande diversità di terreni. All’antica attività eruttiva si devono i basalti neri, i tufi, le terre rosse ricche di minerali, mentre le sabbie gialle e le terre bianche calcaree derivano dall’emersione di antichi fondali marini. Le zone di confine tra le varie aree presentano terreni misti, ancor più complessi.

Per mettere in risalto l’incidenza dei diversi suoli sul profilo dei vini, all’interno del programma di Soave Preview, sono stati organizzati un seminario su Clima, Luogo, Vitigno e Tempo,con un interessante contributo dell’agronomo Ermanno Munari e una degustazione di vecchie annate provenienti da diversi cru, preceduta da un’introduzione sui suoli di Soave tenuta dal geologo Roberto Zorzin. Due importanti momenti di approfondimento, che si sono rivelati utilissimi per porre l’attenzione sull’interazione vitigno-terreno e le conseguenze di questo binomio sulle caratteristiche dei vini.

La selezione delle etichette degustate in occasione dei due seminari si è dimostrata didatticamente molto interessante. La varietà di suoli così particolari è una vera ricchezza messa nelle mani dei produttori, che dovrebbero cercare di esaltare sempre di più gli aspetti d’identità e territorialità dei vini. A fronte di alcune etichette che già esprimono caratteri marcatamente territoriali, sono molti i vini piuttosto anonimi e le discutibili scelte di utilizzare chardonnay o altri vitigni internazionali semi-aromatici, non favorisce la ricerca di una vera tipicità e identità del Soave. Da questo punto di vista, sarebbe opportuno procedere a una revisione della base ampelografica del disciplinare, obbligando all’utilizzo di un minimo del 90% di garganega, con un eventuale saldo del 10% di trebbiano di Soave, escludendo tutte le altre varietà.

L’annata 2017

Una certa distanza tra la visione della Denominazione tracciata negli ultimi anni dal Consorzio e il reale livello dei vini si è evidenziata anche durante gli assaggi dell’annata 2017. In termini generali il millesimo non si annuncia memorabile. I vini hanno risentito di un andamento climatico stagionale caratterizzato da fenomeni estremi. Le maturazioni accelerate in poche settimane e le vendemmie anticipate, hanno prodotto vini non sempre armoniosi ed equilibrati. Ma a parte l’incidenza di un’annata non facile, il livello medio dei vini può certamente migliorare, attraverso la ricerca di una più schietta e fedele espressione del connubio suolo-vitigno. Un territorio con le caratteristiche pedoclimatiche dell’area Classica del Soave e un’uva come la garganega dovrebbero esprimere vini con maggior personalità e carattere. La via da seguire è segnata, tocca ora ai produttori fare propri quei principi e tradurli in vino. L’appuntamento è per l’anno prossimo, nel frattempo ecco i nostri migliori assaggi dell’annata 2017:

 

Soave Classico DOC 2017 - Balestri Valda

Soave Classico DOC Castelcerino 2017 - Coffele

Soave Classico DOC Ca’ Visco 2017 - Coffele

Soave Classico DOC Monte Tenda 2017 - Gianni Tessari

Soave Classico DOC 2017 Fonte - Canoso

Soave Classico DOC 2017 Tovo al Pigno - Corte Mainente

Soave Classico DOC 2017 - Gini

Soave Classico DOC 2017 Monte de Toni - I Stefanini

Soave Classico DOC 2017 Montesei - Le Battistelle

Soave Classico DOC 2017 Otto - Graziano Prà

Soave Classico DOC 2017 – Suavia

 

a cura di Alessio Turazza

foto di copertina: Cantina di Soave

 

 

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