22 Set 2018 / 16:09

Tre Bicchieri. Parla Vito Donato Giuliani dell'azienda Giuliani

Territorio, tradizioni, ricerca. La cantina Giuliani continua il suo lavoro sul primitivo. E centra l'obiettivo dei Tre Bicchieri.

Tre Bicchieri. Parla Vito Donato Giuliani dell'azienda Giuliani

Territorio, tradizioni, ricerca. La cantina Giuliani continua il suo lavoro sul primitivo. E centra l'obiettivo dei Tre Bicchieri.

 

Era il 1940 quando l'azienda Giuliani iniziò la sua attività. Sulle colline carsiche tra Turi e Gioia del Colle, nella Murgia barese. Dove, sin dai primi anni, l'attività si concentra sulle uve primitivo. Che qui hanno trovato esposizione, terreno e clima ottimale per crescere al meglio. Insieme all'aleatico, altro autoctono della zona. Nei 50 ettari a regime biologico dell'azienda oggi guidata da Vito Donato Giuliani, la lavorazione è in gran parte manuale, la cura e la passione sono quelle di sempre, il legame con il territorio, la storia, le tradizioni più saldo che mai. Senza che questo sia un impedimento a guardare con attenzione alle soluzioni suggerite dalla sperimentazione e l'innovazione. Il risultato finale è da primato, come per il Gioia del Colle Primitivo Baronaggio Riserva '15: ricco di frutto, con note leggermente agrumate, teso e sapido, lungo, fresco e grintoso, con un finale di grande piacevolezza. Tre Bicchieri per la guida Vini d'Italia 2019.

 

Come nasce la vostra azienda?

La nostra è una storia familiare, siamo viticoltori da generazioni, ma prima vendevamo le uve senza trasformarle. Poi intorno agli anni '40, in un periodo di crisi dei prezzi delle uve, mio nonno decise di vinificare in proprio, sia bianchi che rossi. Così è cominciata la produzione, ma era ancora un'attività molto semplice, con poche attrezzature; è stato mio padre che ha dato una svolta decisiva alla cantina aggiungendo le prime presse meccaniche e altri macchinari. Noi concludiamo il ciclo fino all'imbottigliamento. Il nostro lavoro, però, è sempre lo stesso: con gran parte delle attività ancora svolte manualmente.

 

Siete in regime biologico. Da cosa nasce questa scelta?

Ci crediamo. Penso che solo così si possa avere un legame diretto con la natura, con i terreni e le vigne stesse. Per questo usiamo le macchine solo lo stretto necessario: potatura, raccolta e altri trattamenti sono fatti a mano. Cosa che implica costi maggiori, naturalmente. Ma per noi è giusto così.

 

Qual è la differenza tra un Primitivo di Gioia del Colle e uno di Manduria? 

Sono fratelli, dal punto di vista della pianta c'è una stessa origine: quello di Manduria nasce da quello di Gioia, ma il clone è lo stesso. Quel che cambia, invece, è il territorio e il clima. Quello di Manduria nasce sul livello del mare, su terreni profondi, il nostro tra i 300 e i 450 metri di altitudine, è esposto a vendi di scirocco e anche di tramontana, e a un'escursione termica anche di 10-12 gradi, la loro è inferiore.

 

Il vino invece?

Il nostro, quello di Gioia, ha caratteri di frutta fresca e matura. L'altro ha un frutto più caldo, quasi di marmellata.

 

Come sta andando la vendemmia 2018?

È partita maluccio, ma tutto sommato vediamo ottimi risultati. È caratterizzata da ottime gradazioni alcoliche, profumi e colore abbastanza buoni.

 

La Puglia è tra le regioni italiane che ha incrementato più la percentuale di export: quali sono le ragioni di questo successo?

Vero: negli ultimi 10 anni abbiamo assistito a uno sviluppo esponenziale della regione per quanto riguarda l'export. E il merito non è solo di noi produttori che caparbiamente abbiamo cercato di produrre qualità, ma anche della grande categoria degli enotecnici che si è evoluta moltissimo per aiutare le aziende produttrici di vino pugliese.

 

Invece come va la comunicazione?

Credo manchi ancora un po' in Puglia: ancora non siamo riusciti a individuare chi può essere il nostro testimonial all'estero. Anche perché molti dei personaggi famosi a loro volta sono produttori di vino. A parte questo, però, è importante che si facciano investimenti regionali e su base europea per dare la possibilità alle aziende di uscire fuori dai confini territoriali. Abbiamo molte doc da far conoscere.

 

È il vostro primo Tre Bicchieri, anche se lo scorso anno il Baronaggio Riserva '13 ci era andato vicino.

C'è molta soddisfazione. Il premio lo dedico a mio padre: è lui che ha sviluppato questa attività. Si è concentrato sulla coltivazione del primitivo, che però che discende da mio nonno. Bbiamo conquistato questo premio grazie alla maestria di enotecnici ed enologi ma anche di tutti gli operai e agli addetti al lavoro nei campi che eseguiamo tutto manualmente.

 

Che impatto pensi abbia questo premio?

Mi han sempre detto che porta più visibilità non solo al vino premiato ma a tutta l'azienda. Spero che sia così anche per me!

 

Vitivinicola Giuliani - Turi (BA) - via Gioia Canale, 18 - 080 891 5335- http://www.vitivinicolagiuliani.com/

 

a cura di Antonella De Santis e William Pregentelli

 

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