29 Set 2018 / 15:09

Tre Bicchieri. Parla Luciana Migliaccio delle Antiche Cantine Migliaccio

Le vigne sono su terrazzamenti che si spingono fino al mare, dove il sole è battente e le giornate caldissime. Qui nasce il Fieno di Ponza Bianco, Tre Bicchieri nella guida Vini d'Italia 2019.

vigneti Migliaccio sull'Isola di Ponza

Le vigne sono su terrazzamenti che si spingono fino al mare, dove il sole è battente e le giornate caldissime. Qui nasce il Fieno di Ponza Bianco, Tre Bicchieri nella guida Vini d'Italia 2019.

 

Abbandonate l'immagine della Ponza più turistica e vacanziera. Quella balneare, rumorosa e caotica. In quest'angolo di isola tutto questo non è che un riverbero lontano, perché a Punta Fieno c'è una riserva incontaminata di quiete e bellezza. Difficile raggiungerla: oltre mezz'ora a piedi su una mulattiera o via mare, approfittando di scomodi passaggi sugli scogli. Non si concede certo facilmente. E questa ritrosia l'ha preservata negli anni tutelandone la bellezza incontaminata. Quelle terre aspre e bellissime che si spingono fino al mare. Terre perfette per la vite e il vino, dove nei secoli – e sin dai tempi dei romani - la vigna ha saputo prosperare fruttiferando. È proprio qui che Emanuele Vittorio Migliaccio ha le sue vigne, quelle assegnate alla sua famiglia nel '700 da Carlo di Borbone. Terre difficili da lavorare, dove loro - i Migliaccio – hanno piantato vitigni campani: il biancolella, aglianico e piedirosso, per esempio. Oggi sono Emanuele Vittorio e sua moglie Luciana a portare avanti la tradizione della famiglia Migliaccio, quella che usciva all'alba per coltivare i vigneti, gli stessi che ancora oggi sono delle Antiche Cantine Migliaccio, e che oggi danno vita a grandi vini. Per farli hanno chiamato Vincenzo Mercuro, enologo e wine maker, l'uomo dei Fiano e di tanti altri vini.


Come mai nel 2000 avete iniziato a occuparvi di vitivinicoltura?

La spinta è tutta sentimentale: i vigneti sono di proprietà della famiglia di mio marito dal '700, quando Carlo I di Borbone divise l'isola assegnando le terre ai coloni campani. Da Ischia arrivò Pietro Migliaccio che portò a Ponza moglie, figli e vitigni. Di Migliaccio in Migliaccio arriviamo al nonno di mio marito, a quei tempi i terreni erano ancora coltivati, ma poi ci fu un periodo di abbandono.

 

Cosa vi ha spinto a recuperarli?

Il ricordo del nonno di mio marito, e delle persone che ogni giorno all'alba andavano in vigna. Con un contadino del luogo cominciammo a ripulire il terreno, toglievamo i rovi e da sotto le spine uscivano fuori le viti. Ci siamo imbarcati in questa avventura con amore ma senza averne esperienza diretta: mio marito è odontoiatra e io insegnavo inglese. Ma questo lavoro ci ha appassionato. Abbiamo cominciato a vinificare, e dopo un po' la produzione è cresciuta tanto che ci siamo convinti a commercializzarla, perché era troppa per il consumo domestico.

 

Quanto terreno avete?

Tre ettari terrazzati a Punta Fieno, tenuti da parracine, i muri a secco, bellissimi ma che necessitano di continua manutenzione, l'inverno specialmente. Abbiamo un aiuto: Antonio Spaccamontagna... il nome è tutto un programma. Le ultime catne, così si chiamano qui i terrazzamenti, degradano verso il mare. Intorno ci sono solo vigneti e cantine scavate nel tufo.

 

Quali sono i vitigni?

Abbiamo continuato la tradizione campana: aglianico, piedirosso, guarnaccia, biancolella, forastera e la guarnaccia bianca. Vitigni tipici dell'isola di Ischia. Anche se siamo sul territorio laziale possiamo avere l'Igt, solo Ponza e Ventotene hanno questo permesso.

 

Quali sono le caratteristiche di qusto territorio?

È un territorio vulcanico, come tutta l'isola; è aspro, difficile, tutto sassi e rocce colorate, ma bellissimo. Ci vuole un lavoro continuo e assiduo.

 

Quanto è difficile la viticoltura a Ponza?

Siamo stati classificati come viticoltori eroici, alle 5 di mattina si va a lavorare perché poi il sole batte implacabile dalle 10,30-11 fino al tramonto. I terreni sono esposti a sud sudovest. Questo fa sì che l'uva sia sana, perché non c'è umidità. Infatti questa è una zona vocata alla viticulttura, che risale probabilmente ai tempi dei romani; già nel 1734, all'assegnazione dei terreni, quelli di Punta Fieno erano indicati come vitati, mentre altri erano bosco, palude o incolto. Hanno una posizione magnifica e questo degradare verso il mare è ottimo.

 

Quante aziende vinicole conta l'isola? Riuscite a fare rete per essere più forti sul mercato?

Complessivamente siamo tre aziende, c'è Casale del Giglio che ha recuperato terreni per riqualificare la bancolella, e Taffuri che ha in terraferma, a San Lorenzello, un'altra azienda. Noi siamo solo a Ponza, siamo gli unici a vinificare e imbottigliare sull'isola. Tra di noi abbiamo ottimi rapporti.

 

La vostra è una piccola produzione. Che tipo di mercato avete? Quali sono i vostri clienti? Vendete solo in Italia o anche all'estero?

Lo scorso anno siamo arrivati per la prima volta a 10mila bottiglie, con una produzione così piccola, non abbiamo difficoltà sul mercato. Vendiamo soprattutto a ristoratori ed enoteche di Ponza, ma abbiamo anche rappresentanti nel Lazio e una rete di distrbuzione in tutta Italia. All'estero siamo soprattutto in Europa: a Londra, in Olanda e al nord. Una volta abbiamo anche venduto negli Stati Uniti, ma è troppo complicato, avendo questi numeri bassi, così abbiamo preferito settere.

 

La vendemmia 2018 come è andata?

Quest'anno è stata faticosa, è durata a lungo perché ha piovuto e abbiamo dovuto aspettare che uva e terreno si asciugassero, ma finamente ora è finita. È stata una bella vendemmia sia per quantità che per qualità.

 

I Tre Bicchieri

È stato un piacere e una sorpresa: sono anni che le bottiglie arrivano in finale, ma non abbiamo mai raggiunto i Tre Bicchieri, ci siamo sempre fermati prima. Pensavamo sarebbe stato così anche stavolta e invece no. Stavolta è andata bene, e non con il vino che credevamo noi, il Biancolella in purezza. Siamo contenti, anche perché – inutile negarlo - i premi servono, sono io che curo comunicazione e lo vedo bene.

 

 

Antiche Cantine Migliaccio - Ponza (LT) - via Pizzicato, 9 - 339 282 2252 - http://www.antichecantinemigliaccio.it/vini

 

a cura di Antonella De Santis e William Pregentelli

 

 

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