27 Lug 2011 / 18:07

Doc&controlli: rivoluzione certificazione

L'ultimatum scade lunedì 5 settembre e, stavolta,non si può fare il classico gioco del prender tempo con deduzioni, controdeduzioni, appelli e ricorsi. Sul tema delicatissimo della certificazione dei vini a  denominazione e del ruolo degli "enti terzi" a cui il Mipaaf ha demandato il controllo la Commissione E

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L'ultimatum scade lunedì 5 settembre e, stavolta,non si può fare il classico gioco del prender tempo con deduzioni, controdeduzioni, appelli e ricorsi. Sul tema delicatissimo della certificazione dei vini a  denominazione e del ruolo degli "enti terzi" a cui il Mipaaf ha demandato il controllo la Commissione E

uropea ha dato ragione all'interpello presentato da ValorItalia-Federdoc (il più importante ente privato di certificazione, 75% del mercato) e ha bocciato, si può dire senza appello, le Camere di Commercio e tutte quelle strutture pubbliche, soprattutto aziende speciali controllate dalle Regioni, autorizzate dal Mipaaf a fare lo stesso lavoro di ValorItalia, cioè la certificazione, ma senza averne i requisiti, cioè l'accreditamento previsto dalle normative internazionali EN 45011.

 

Per dirla con un dirigente del Mipaaf che non nasconde la preoccupazione (e che ha chiesto a Tre Bicchieri di non essere citato), Camere e aziende regionali, dopo la decisione di Bruxelles, sono come i medici abusivi che non possono più esercitare perchè non hanno più il certificato di laurea. Le conseguenze possono essere disastrose perchè la Commissione, in una lettera ufficiale inviata due giorni fa anche a Palazzo Chigi (oltre che al Mipaaf), chiede all'Italia di adeguarsi al regolamento europeo e, quindi, di far accreditare tutti gli enti, Camere comprese.

 

Tempo: fino al 5 settembre. In caso di inadempienza, si legge nella nota ufficiale di Bruxelles, scatta la procedura di infrazione. Che vuol dire, come si sa, una multa salata (con danni erariali possibili nel caso si accertassero responsabilità). Senza contare un'altra eventuale mossa di ValorItalia che, da azienda privata qual è, non sarebbe più disposta ad accettare la "concorrenza sleale" delle Camere (ormai sanzionata dall'Europa) e potrebbe essere tentata dal chiedere risarcimenti in sede civile nel caso in cui continuasse l'abuso. Insomma, si prepara un agosto amaro per i vertici del Mipaaf (da cui si annunciano molte uscite da qui alla fine dell'anno).

 

Questo spiega il silenzio ostinato del direttore dell'Icqrf, Giuseppe Serino, incaricato del dossier. Mentre da Unioncamere si prova a minimizzare: "Stiamo lavorando col Mipaaf alle controdeduzioni". Peccato che le controdeduzioni siano già state presentate durante l'iter procedurale dell'interpello di ValorItalia e siano state respinte. Non resta che rispettare la decisione di Bruxelles. Oppure...

 

di Giuseppe Corsentino

27/07/2011

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