5 Ott 2011 / 18:10

Cannonau e Asti: battaglia finale

Ultima chiamata per Asti Docg e Cannonau di Sardegna. Due denominazioni che stanno provocando furiose divisioni tra i produttori, anche a colpi di carte bollate, nelle rispettive regioni e tra i consorzi di tutela.

Oggi e domani il Comitato nazionale vini del Mipaaf è chiamato a dirim

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Ultima chiamata per Asti Docg e Cannonau di Sardegna. Due denominazioni che stanno provocando furiose divisioni tra i produttori, anche a colpi di carte bollate, nelle rispettive regioni e tra i consorzi di tutela.

Oggi e domani il Comitato nazionale vini del Mipaaf è chiamato a dirim

ere diversi ricorsi e controdeduzioni sui disciplinari di produzione, come Doc Sicilia (nell'elenco vitigni Mondeuse) e Doc Tavoliere (una parte del Comune di Manfredonia era rimasta esclusa). Ma Asti e Cannonau rappresentano gli argomenti più spinosi. La vicenda dell'Asti è incentrata sull'eventualità di inserire o meno nella zona di produzione una ventina di ettari di vigneto del territorio di Asti (quasi tutti di proprietà del Gruppo Zonin).

 

Allo stato attuale, il disciplinare arrivato nei mesi scorsi al Comitato non contiene l'articolo tre. Ovvero, quello approvato dal Consorzio che dava il via libera all'allargamento e che è stato successivamente stralciato, d'intesa con la Regione Piemonte, per mancanza del consenso di una parte della filiera, rappresentata dall'Associazione produttori moscato, più di 2mila aziende.

 

L'associazione ha vinto di recente anche un ricorso al Consiglio di Stato contro il decreto del 5 maggio 2008 firmato dall'ex ministro all'Agricoltura, De Castro, con cui s'inseriva d'ufficio Asti nella Docg. Zonin, dal canto suo, dopo aver annunciato di rivolgersi alla Corte di giustizia europea, ha chiesto al Comitato vini di chiarire ufficialmente i motivi dell'esclusione da una denominazione che, caso singolare, conta 53 comuni tranne Asti. E' proprio questo l'elemento di debolezza che mette a rischio la Docg.

 

Se il Comitato vini oggi dovesse decidere di passare la palla a Bruxelles, potrebbe arrivare un aut aut che imporrebbe all'Italia di applicare le norme dell'Ocm vino, pena l'esclusione dell'Asti dall'elenco delle Dop. Eppure il presidente del Consorzio, Paolo Ricagno, ostenta serenità: “Non siamo preoccupati perché abbiamo davanti un percorso obbligato”. Di parere opposto l'Associazione produttori moscato: “Non è giusto – dice a Tre Bicchieri il presidente Giovanni Satragno – che qualcuno abbia la possibilità di produrre Asti Docg senza acquistare diritti di impianto. E poi, la Docg non rischia nulla: abbiamo dalla nostra un parere legale secondo cui la sentenza sul Tocaj non si può applicare al nostro Moscato”. Tuttavia, Satragno ammette: “Se l'Ue ce lo imporrà, dovremo accettare la decisione”.

 

E' scontro anche in Sardegna sul Cannonau, vino simbolo dell'isola, dove il Consorzio con sede a Nuoro, si contrappone al Consorzio dei vini Doc di Sardegna, con sede a Cagliari. Il primo è promotore dell'imbottigliamento esclusivo nell'isola, così come per il Vermentino, in funzione di maggiori tutele e controlli: “Oggi una parte di Cannonau esce sfuso (verso Lombardia, Veneto, Emilia Romagna) e ritorna in bottiglia in Sardegna a prezzi bassissimi”, spiega il vice presidente del Consorzio, Stefano Biscaro (Sella&Mosca).

 

Cagliari è contraria a questa decisione per esigenze di mercato: “Se non vendessimo in continente – dice il presidente  Gigi Picciau – qui in Sardegna resterebbe invenduta la metà del Cannonau”. E' molto probabile che il Comitato dia l'ok al disciplinare con l'imbottigliamento in zona, visto che anche la Regione (che nel frattempo ha cambiato tre assessori all'Agricoltura) si era espressa a favore di una maggiore tutela e, a meno di ripensamenti dell'ultim'ora, non dovrebbe cambiare parere. “Temo che il Comitato deciderà in quel modo – conclude Picciau – ma in questo caso è già pronto il ricorso al Tar”.

 

di Gianluca Atzeni

05/10/2011

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