12 Ott 2011 / 18:10

Il vino evita la Pac...per ora

Vino e Pac. Due rette parallele che non devono toccarsi, perché “il settore vitivinicolo – parola di Federvini – ha una sua specificità e un suo equilibrio da preservare rispetto alle nuove regole della Pac”. Nuove regole, contenute in ben 600 pagine di decreto, illustrate oggi dal commissario Ue all'Agricol

Vino e Pac. Due rette parallele che non devono toccarsi, perché “il settore vitivinicolo – parola di Federvini – ha una sua specificità e un suo equilibrio da preservare rispetto alle nuove regole della Pac”. Nuove regole, contenute in ben 600 pagine di decreto, illustrate oggi dal commissario Ue all'Agricol

tura, Dacian Ciolos.

 

L'Italia ha ottenuto lo stralcio della scadenza al 2028 per il livellamento dei pagamenti diretti su un importo unico per tutti gli ettari coltivati nell'Ue, riuscendo a limitare al 4,7% le riduzioni per il 2014-2020. Ciolos, davanti allEuroparlamento, ha parlato di necessità di creare un nuovo partenariato con gli agricoltori: a partire dal tetto ai pagamenti (da 150mila a 300mila euro per impresa), da un modello di sostegno mirato e legato alle superfici, dal sostegno ai giovani, a chi spende per certificare prodotti di qualità (3mila euro ad azienda) e a chi investe nel biologico.

 

“C'è tempo fino a marzo 2013 per lavorare sui contenuti – dice a Tre Bicchieri il presidente della Commissione agricoltura al Parlamento Ue, Paolo De Castro – e l'Italia, che riceve oggi 6,3 miliardi di contributi, deve aspettarsi una riduzione dei fondi che, però, non dovranno mancare all'impianto complessivo, che ne conta 53”.

 

De Castro è deciso: “Non approveremo mai una riforma se non ci sarà chiarezza sulle risorse”. Il settore vitivinicolo accoglie bene la nuova bozza Ue: “La proposta di Ciolos rispetta gli equilibri raggiunti nel 2008 con l'Ocm vino”, dice Lamberto Vallarino Gancia, presidente del Comitato europeo delle imprese del vino (Ceev) e Federvini. La Commissione stilerà, entro fine 2012, un rapporto di valutazione e “a quel punto – osserva – valuteremo se alcuni aspetti vadano rivisti. Per quanto riguarda l'Italia, dove il sistema è frammentato, si tratta di una grande rivoluzione. Appoggiamo la proposta, a condizione che l’Italia possa continuare a beneficiare delle stesse regole”. A cominciare dai diritti di impianto su cui De Castro avverte: “Non transigeremo”.

 

di Gianluca Atzeni

12/10/2011

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