14 Nov 2011 / 13:11

Viaggio tra vigne e cantine del Monte dei Paschi

Tutto cominciò negli anni Sessanta con il lascito del conte Chigi Saracini e poi la fusione con la svizzera Poggio Bonelli. Oggi da questi 82 ettari nascono Chianti, Igt Toscana e Vin Santo apprezzati dal mercato.

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Tutto cominciò negli anni Sessanta con il lascito del conte Chigi Saracini e poi la fusione con la svizzera Poggio Bonelli. Oggi da questi 82 ettari nascono Chianti, Igt Toscana e Vin Santo apprezzati dal mercato.

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Con 2,4 milioni di euro di fatturato alla fine di quest'anno e 400mila bottiglie di Chianti doc, docg e riserva, vinsanto e Igt Toscana prodotte e vendute, Mps Tenimenti spa è, probabilmente, l’azienda agricola più amata e coccolata da un istituto di credito, ancorché suo azionista di controllo fin dagli anni Sessanta. Merito del conte Guido Chigi Saracini il quale, essendo senza eredi, lasciò al Monte vigne, terreni e palazzi con il legato di provvedere,con il reddito agrario e immobiliare prodotto, alla sua creatura: l’Accademia Musicale Chigiana.

 


A Rocca Salimbeni, sede del Monte, presero a tal punto sul serio il legato del conte musicologo che non solo fu creata la Mps Tenimenti per far posto ai vigneti e alle cantine delle Fattorie Chigi di Castelnuovo Berardenga, ma col tempo l'azienda è stata allargata fino ad arrivare agli 82 ettari vitati di oggi inglobando i vigneti confinanti di proprietà di una società svizzera di Locarno, la Poggio Bonelli sa, liquidata e quindi ceduta al Monte per poco più di tre miliardi di vecchie lire.

 

“E’ stato un buon affare, gli svizzeri avevano un bel po’ di problemi economici e i terreni di Poggio Bonelli erano confinanti con i vigneti delle Fattorie Chigi, quindi un vantaggio per la gestione della produzione” racconta a Tre Bicchieri il direttore generale di MPS Tenimenti, Roberto Vivarelli, uno che si è fatto le ossa come manager del vino amministrando per un lungo periodo l’altro gioiello enologico del Monte, la casa vinicola Fontanafredda di Serralunga d’Alba, cuore delle Langhe, colosso da 7milioni di bottiglie e 40milioni di fatturato, ceduta nel 2008 (per circa cento milioni di euro) a una cordata composta dalla Fondazione MPS, da Oscar Farinetti e da Luca Baffigo Filangeri, i due inventori di Eataly.

 

Ceduta probabilmente perché Fontanafredda, arrivata anch'essa da un fallimento – quello del conte Emanuele Guerrieri di Mirafiori, figlio di re Vittorio Emanuele II e della “bella Rosina” nel lontanissimo 1931 – era un po' una “creatura estranea” al dna enologico-territoriale della banca senese. “Troppo lontana” ammette il presidente di MPS Tenimenti, Mario Marzucchi, una vita al Monte (vi è entrato a 19 anni), cattolico impegnatissimo nel sociale (è anche presidente del Microcredito e provveditore dell’Arciconfraternita della Misericordia di Siena), “ora tutte le energie dell’azionista sono concentrate
qui. L’obiettivo è superare mezzo milione di bottiglie e rafforzare le nostre quote di mercato in Cina e negli Usa dove le nostre etichette sono sinonimo di italianità”.

  

 

Soprattutto quelle della linea 1472 (anno di fondazione del Monte dei Paschi di Siena),
una “limited edition” da 60mila bottiglie (tra cui 2mila Magnum fuori commercio, riservate al marketing della banca) che possono essere acquistate solo in banca o sul sito www.1472.it. “C’è un piano industriale” conclude Vivarelliche prevede il pareggio di bilancio quest’anno e il primo utile a partire dal 2012”.

Venerdì 25 novembre si terrà il 2° Forum Montepaschi del Vino italiano.  

 

 

 

07/11/2011

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