30 Nov 2011 / 11:11

Gambero Roadshow: dalla Russia con amore

Poco meno di mille persone ieri nel salone dell'Hotel Kempinski per incontrare 50 grandi produttori italiani e il loro vini per il Top Italian Wines Roadshow.

 

 

Non era la prima volta che il Gambero Rosso organizzava un evento a Mosca. Abbandonata per motivi di spazio la sede dei magazzini Gum, stavolta

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Poco meno di mille persone ieri nel salone dell'Hotel Kempinski per incontrare 50 grandi produttori italiani e il loro vini per il Top Italian Wines Roadshow.

 

 

Non era la prima volta che il Gambero Rosso organizzava un evento a Mosca. Abbandonata per motivi di spazio la sede dei magazzini Gum, stavolta

il Gambero ha sfruttato in pieno le potenzialità del grande salone dell'Hotel Kempinski, dove per sei ore s'è registrato un flusso ininterrotto di visitatori.

 

Il mercato del vino in Russia sta vivendo un momento particolarmente brillante, dopo il riordino delle società con licenza di importazione che lo scorso anno aveva in qualche modo rallentato l'afflusso di vini stranieri in Russia. Ma i consumatori russi si sono dimostrati sempre più interessati ai nostri prodotti. Basti pensare che nei primi sei mesi del 2011 c'è stato un incremento delle importazioni di circa il 25% in valore rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il 2010 comunque è stato un anno importante per il vino italiano in Russia, che è aumentato per fatturato di poco meno del 60% sull'anno precedente, e per quantità di circa il 65%. C'è bisogno, insomma, di qualificare l'export, ed è proprio questo il significato del Roadshow del Gambero Rosso, giunto alla quinta edizione.

 

Negli affollatissimi seminari condotti assieme a Dmitry Fedotov, autorevole firma dell'enogastronomia sovietica, l'accento è stato posto proprio sui grandi vini Doc e Docg della Penisola, con una panoramica che ha abbracciato le principali aree di produzione ed ha sollevato mille domande da parte di un pubblico attentissimo, costituito in gran parte da professionisti del trade e della ristorazione. «C'è sempre più interesse per i vini del Trentino Alto Adige, Friuli, Abruzzo e del Sud – commenta Fedotov – E inoltre se non ci saranno novità a livello legislativo sono certo che proseguirà la crescita brillante del settore degli spumanti, trainata dal Conegliano Valdobbiadene e dal Prosecco Doc».

 

I russi, insomma vogliono bere vino italiano di qualità, sono innamorati del nostro paese che è una delle mete turistiche preferite da sempre, sono appassionati della cucina mediterranea e delle mille diversità che il nostro panorama enologico basato sui vitigni autoctoni riesce ad esprimere. «Se si conferma la tendenza attuale – ha dichiarato Emilio Rotolo della friulana Volpe Pasini -  la Russia diventerà in poco tempo il primo mercato export per la mia azienda come per molte altre». Siamo solo terzi oggi, dopo Francia e Spagna, ma stiamo crescendo molto rapidamente e il 2011 probabilmente supererà i 104 milioni di euro di fatturato dell'export del 2010.

 

Domani a San Pietroburgo saranno di scena i produttori del Boutique Italian Wineries Tour. Grandissimi vini di piccole aziende al Grand Hotel Europe. Vi racconteremo.

 

 

Marco Sabellico
30/11/2011

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