5 Giu 2012 / 12:06

Burgenland, la Toscana austriaca del vino

Eppure sembra proprio Toscana: le colline sono dolci e disegnate dai filari ordinati, i vini ricordano tanto i Sangiovese in purezza, al ristorante si serve cinghiale con invidiabile nonchalance e, soprattutto, mancano gli omoni con i baffi arricciati; quelli dei film per intendersi.



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Eppure sembra proprio Toscana: le colline sono dolci e disegnate dai filari ordinati, i vini ricordano tanto i Sangiovese in purezza, al ristorante si serve cinghiale con invidiabile nonchalance e, soprattutto, mancano gli omoni con i baffi arricciati; quelli dei film per intendersi.



Insomma, se ci si aspetta di trovare uno stereotipo replicato, si rischia di rimanere delusi; il Burgenland Austriaco è veramente sorprendente. Questa piccola regione che nel 1921 si staccò dall’Ungheria per unirsi all’Austria ha saputo innovarsi puntando tutto su moderno ed ecosostenibile. Quello che sorprende del Burgenland è appunto la capacità che ha dimostrato nel “fare squadra” sfruttando intelligentemente i finanziamenti della Comunità Europea.


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In una zona in particolare, circa cinquecento produttori di vino, tra cui alcuni con mezzo ettaro vitato, hanno creato un consorzio.
Tutta la loro produzione confluisce in una cantina moderna dall’incredibile impatto visivo. File di barrique sono disposte ordinatamente in un grande spazio dalle pareti vetrate. I cristalli, fotosensibili, si oscurano mantenendo costante temperatura ed umidità ottimali. Gli impianti di drenaggio sfruttano la forza di gravità e non hanno bisogno dell’impiego dell’elettricità per azionare pompe che non ci sono. La filosofia ricorda quella di Henry Ford quando asseriva che l’unica cosa che in una macchina non si romperà mai è quella che non c’è.


La zona, come dicevamo, è a forte vocazione vitivinicola. Il vitigno del posto è il Blaufränkisch da cui si ottiene un rosso sapido, dai gradevoli tannini, una piacevole nota di acidità, accompagnata da un tocco fruttato molto vivace. Una splendida nota speziata in chiusura lo rende il compagno ideale delle serate invernali, magari accompagnato da un piatto a base di selvaggina.


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Abbiamo avuto modo di provare l’abbinamento tra cinghiale e Blaufränkisch 2009 in purezza della cantina Esterhazy, presso il ristorante Henrici, nella città di Eisenstadt.


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Palazzo Esterházy a Eisenstadt



Anche il difficile Pinot Nero riesce bene, tra i migliori che abbiamo provato vogliamo segnalare quello di Juris e la produzione di Ernst Triebaumer (ET in etichetta) con un Cabernet Sauvignon molto interessante.

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Nel borgo di Rust abbiamo trovato una bella sorpresa nello Chardonnay di Feiler-Artinger, un vino dalla sorprendente mineralità.


Ma parlavamo anche di innovazione e di ecosostenibilità.


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Un esempio sia dell’una che dell’altra cosa ce l’ha offerto il ristorante Taubenkobel, qui la cena è strutturata per durare ben quattro ore e non si fanno eccezioni. Le portate sono servite in successione e la loro uscita dalle cucine è calibrata con scarti di millesimi di secondo. Contrariamente al timore di uscirne sfiancati, la cena ha regalato piacevolissime sensazioni. Insomma, si soffre molto di più in un ristorante qualsiasi dal servizio lento. Nel complesso che ospita il ristorante sono stati allestiti dei piccoli appartamenti perfettamente integrati nella natura circostante.


Ma il Burgenland offre molto altro: per gli amanti della bicicletta è stata realizzata una pista ciclabile che lo percorre in lungo e in largo, con soste segnalate da un quadrifoglio verde. Questo simbolo indica una rete di produttori, distributori e piccoli negozianti che hanno aderito ad una campagna di sensibilizzazione ai prodotti biologici e biodinamici. In ognuno di questi luoghi è possibile affittare una bici che si può tranquillamente lasciare alla stazione successiva se ci si è stufati di pedalare, anche se questa è un’eventualità remota. La pista corre, infatti, tra natura incontaminata, sorgenti termali aperte a tutti e ristoranti tipici.


L’Austria non delude neanche gli amanti dell’arte contemporanea.


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Wander Bertoni si è trasferito in questi luoghi durante la seconda guerra mondiale. Qui ha costruito il suo laboratorio che adora far visitare a chiunque bussi alla sua porta, anche senza appuntamento. A sentir lui, il motivo del trasferimento è dovuto ad una donna, oggi sua moglie, ma l’accoglienza che trovò all’università di Vienna non fu meno incentivante. Pur essendo italiano,alla Biennale di Venezia, ha esposto nel padiglione austriaco.


Appunti di Viaggio


Taubenkobel | Hauptstraße, 33 | 7081 Schützen am Gebirge, | tel: +43 2684 22970 |
www.taubenkobel.com | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Wander Bertoni | Freilichtmuseum Wander Bertoni
Gritschmühle 1 | 7092 Winden am See | tel: +43 (0) 664 / 43 25 403 | www.wanderbertoni.comQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
Schloss Esterházy | Castello Esterházy | Esterházyplatz, 1 | A-7000 Eisenstadt | tel. +43 (0) 2682 / 63854 - 12 | esterhazy.at/ | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


Ernst Triebaumer | Weingut Triebaumer | Raiffeisenstrasse, 9 | A-7071 Rust | tel. +43 2685 - 528 | http://www.triebaumer.com | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
Feiler-Artinger | Weingut Feiler-Artinger
Hauptstrasse, 3 | A-7071 Rust | tel. +43 2685 237 | | www.feiler-artinger.at| Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Weingut Juris | Axel Stiegelmar | A-7122 Gols, Marktgasse 12-18 | tel. +43 (0)2173 2748 | www.juris.at | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


testo e foto di Saverio De Luca
5 giugno 2012

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