6 Lug 2012 / 17:07

Universo rosato. Il rosè, un vino da conoscere.

L'Enoteca Italiana ci prova a Siena, a Bari e a Venezia.

 

 

Prendete del vino bianco e miscelatelo con cura con un vino rosso, cosa otterrete? Se la vostra risposta è “una gran porcheria”, allora siamo

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L'Enoteca Italiana ci prova a Siena, a Bari e a Venezia.

 

 

Prendete del vino bianco e miscelatelo con cura con un vino rosso, cosa otterrete? Se la vostra risposta è “una gran porcheria”, allora siamo

sulla stessa lunghezza d’onda.

A dispetto di quel che sosteneva l’80% del campione intervistato in un’indagine condotta dall’Accademia Italiana Vite e Vino, il rosé non è il risultato di “tecniche particolari” o oscuri procedimenti alchemici. È un prodotto con un suo carattere, una sua (interessantissima) storia e soprattutto una grande potenzialità di crescita nel nostro paese come nel mondo.

Enoteca Italiana, istituzione nazionale con sede a Siena, lo sa bene ed è per questo che in collaborazione con la Regione Puglia e Accademia Italiana Vite e Vino, ha dato il via ad una massiccia campagna di informazione empirica. Insomma, degustare per credere.


Il “Festival Bianco Rosso e Rosé” è stato presentato qualche tempo fa in quel di Bari, per poi trasferirsi a Siena. In concomitanza con una manifestazione di grande richiamo come il Palio di luglio: i rosé sono stati al centro di una tre giorni interamente a loro dedicata. Più di duecento etichette, una mostra mercato, uno stand allestito nei 'caveau' dell’Enoteca Italiana, degustazioni guidate da esperti e tenute sia in lingua italiana che inglese e, ovviamente, gli immancabili abbinamenti. Ed è così che rosé da tutta Italia sono stati presentati in tutta la loro freschezza, abbinati a piatti della tradizione pugliese preparati da uno chef tutto senese.

 


“Per tre giorni la nostra sede si è colorata di rosa” – racconta Fabio Carlesi, Segretario generale di Enoteca Italiana “il festival ha permesso di far conoscere i vini rosati, in particolare quelli pugliesi e di imparare ad abbinarli alle varie pietanze. Le degustazioni hanno registrato una forte presenza di turisti stranieri, soprattutto giapponesi, incuriositi da una tipologia di vino che sta prendendo pian piano il suo spazio nel mondo enogastronomico”.

Giapponesi, sì, perché tra le peculiarità del personale della Fortezza c’è un giovane sommelier di una trentina d’anni, Nobuhiko Suzuki, che gestisce un sito e che è uno dei più famosi e seguiti wine blogger del Sol Levante.

 

Ma il percorso che interesserà tutta l’Italia è solo a metà del cammino: l’ultima delle tre tappe in programma è prevista durante il Festival del Cinema di Venezia.  Un importante evento in cui inserire un prodotto che ha bisogno di essere conosciuto dal grande pubblico che fino ad oggi l’ha guardato con una certa diffidenza, ignorandone qualità e doti.

 

Saverio De Luca

06/07/2012

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