5 Set 2012 / 18:09

Vendemmia amara, recul della Francia

Lé té pluvieux, les gelées d'hiver et de printemps, la grele... Un'estate piovosa e umida (mentre da noi infuriavano Lucifero, Nerone, Caligola soffiati direttamente dai deserti africani), le gelate di primavera e, infine, la grandine.

 

La méteo, come si dice in Francia, ha avuto la meglio

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Lé té pluvieux, les gelées d'hiver et de printemps, la grele... Un'estate piovosa e umida (mentre da noi infuriavano Lucifero, Nerone, Caligola soffiati direttamente dai deserti africani), le gelate di primavera e, infine, la grandine.

 

La méteo, come si dice in Francia, ha avuto la meglio

sulla viticoltura d'Oltralpe (che l'anno scorso ci aveva superato alla grande con i suoi 51 milioni di hl). Al punto che il ministro dell'Agricoltura, Stéphan Le Foll, al termine di una preoccupatissima riunione con tutti i rappresentanti della filiera e delle organizzazioni produttive e dei vari Comités interprofessionelles, ha dovuto ammettere che si tratta della vendemmia "plus fliable depuis 1991" e ha fatto capire che il governo prenderà un qualche provvedimento, ma non ha detto quale.

 

In effetti perdere 9-10 milioni di hl per la wine industry francese, quella che si vanta di esportare l'equivalente di 154 Airbus, insomma di contribuire alla bilancia commerciale per oltre sette miliardi di euro, deve essere un duro colpo. Perché, oltre a far crollare la raccolta, "la méteo" ha rimesso in circolazione le malattie della vite che sembravano dimenticate: la peronospera e l'oidio.

 

E bisognerà anche pensare a come evitare il contagio. In ogni caso la resa per ettaro è data in caduta di almeno il 30-40% in tutti i dipartimenti viticoli. Nella Champagne, per esempio, si scenderà da 140 a 100 quintali per ettaro, ha già avvertito Giuslan de Montgolfier, presidente dell'Umc, l'Union des maisons de Champagne. Meno prodotto, prezzi più alti, naturalmente.

 

Già si parla di 5 euro al chilo e le grandi maison, a cominciare da Moet&Chandon del gruppo Lvmh, hanno stimato aumenti dei costi solo per l'approvvigionamento di uva del 5% (che sarà trasferito sul prezzo delle bottiglie, ca va sans dire). A differenza della Champagne, nel Bordeaux si continua a sperare, anche perché sulle rive della Garonna agosto ha regalato un po' di sole e di giornate calde e questo ha bloccato la diffusione delle muffe e dello oidio. Per questo i vignerons bordolesi vorrebbero iniziare subito la vendemmia senza aspettare il 10 settembre, data tradizionale di inzio campagna, ma anche loro si aspettano un calo del 5-10% rispetto ai 5,4 milioni di hl dell'anno scorso.

 

Stessa preoccupazione anche nel Beaujolais, dove si comincia a vendemmiare venerdì 7 settembre e dove ci si aspetta un rendimento di 25/30 hl per ettaro con un saldo finale di 500mila hl, poco più della metà della produzione degli anni scorsi. Il Roussilon non farà più di 12milioni di hl (-14%) e la Provenza scenderà di almeno il 10%. Un pesantissimo recul.

 

Giuseppe Corsentino

05/09/2012

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