9 Ott 2012 / 13:10

Addio ad Angelo e a Giancarlo

Poco dopo le 11 di ieri abbiamo perso un amico: vittima della sua ultima passione, Angelo Rocca (foto di apertura), insieme alla sua compagna Carmela Mazza, è deceduto a soli 64 anni in un incidente di volo. Negli ultimi anni Angelo aveva lasciato via via più spazio alle figlie Daniela, Monica e Paola e al

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Poco dopo le 11 di ieri abbiamo perso un amico: vittima della sua ultima passione, Angelo Rocca (foto di apertura), insieme alla sua compagna Carmela Mazza, è deceduto a soli 64 anni in un incidente di volo. Negli ultimi anni Angelo aveva lasciato via via più spazio alle figlie Daniela, Monica e Paola e al

genero Carlo nella conduzione dell'azienda, dedicandosi così un po’ di più al suo amore per la velocità e alla sensazione di libertà che ne ricavava.

 

Da sempre amante delle auto, negli ultimi anni si era dedicato con più assiduità alle moto di grossa cilindrata, e capitava spesso di incrociarlo sulle strade di Langa o a passeggio vestito con un giubbotto di pelle da biker. Da pochissimo tempo Angelo era rimasto affascinato dagli aerei ultraleggeri, tanto da avere ottenuto la patente di volo dopo aver seguito i corsi relativi. Ogni qualvolta lo si incontrava, parlava di questa sua passione con tale fervore che veniva voglia di seguirlo e prendere il volo con lui. I suoi hobby, però, non avevano mai intaccato l'attenzione per il suo dovere/passione: erede di una dinastia di viticoltori, era riuscito in pochi anni a portare con successo la sua azienda in giro per il mondo.

 

Angelo aveva vissuto in prima persona il magico momento che aveva accompagnato la crescita qualitativa e commerciale di Barolo e Barbaresco nel corso degli anni '90, anzi aveva direttamente contribuito con i suoi vini – la cantina Albino Rocca è stata ed è ancora una delle firme più prestigiose della denominazione Barbaresco – alla notorietà della zona. Eppure anche nel successo il suo carattere mite e gentile, la sua innata simpatia ne avevano fatto un uomo sereno, che non si è mai fatto prendere da manie di grandezza. Anche per questo, tutti noi abbiamo voluto bene ad Angelo.

 

 

Gian Carlo Nada, invece, si era dedicato con passione pari alla competenza all’affermazione della sua cantina, nata nel 1919 ad opera del nonno Carlo. Ne aveva preso le redini nel 1989, forte di studi di enologia e convinto delle potenzialità dei suoi vigneti, situati nei cru Rombone e Valeirano a Treiso, ed era riuscito con caparbietà a vincere la scommessa dell’imbottigliamento e dell’ingresso sui mercati internazionali, progressivamente sempre più aiutato dalle figlie Sara e Annalisa. Una lunga malattia lo ha condotto a una morte prematura, ma ci piace pensare che ci abbia lasciati con serenità, lieto sia dei risultati raggiunti con i vini e con l’agriturismo sia delle garanzie di continuità assicurate dalle nuove generazioni.

 

09/10/2012

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