15 Nov 2012 / 12:11

Lo "schiticchio" di Donnafugata

In un autunno che sa ancora tanto di estate siamo andati a festeggiare il giorno di San Martino in Sicilia, a Marsala, nelle storiche cantine dell'azienda Donnafugata. 24 ore di cose buone da bere e da mangiare, molte chiacchiere tra amici e uno scirocco che sco

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In un autunno che sa ancora tanto di estate siamo andati a festeggiare il giorno di San Martino in Sicilia, a Marsala, nelle storiche cantine dell'azienda Donnafugata. 24 ore di cose buone da bere e da mangiare, molte chiacchiere tra amici e uno scirocco che sco

mpigliava capelli e pensieri.

 

L'11 novembre è una data che storicamente si lega all'assaggio dei vini "nuovi", quelli ancora da affinare e imbottigliare. E' il momento dei profumi varietali, della freschezza senza orpelli, del "nudo e crudo" così com'è. Ed è sempre interessante mettere il naso e la bocca nei bicchieri dei monovitigni perché ti portano al "cuore" del vino. Nella Sala delle Botti dell'azienda della famiglia Rallo abbiamo assaggiato diversi vini "grezzi". Così capisci come uno Chardonnay non abbia sempre note esotiche o come un Nero d'avola giovane giovane regali sentori di fragolina, prima di "incupirsi" e diventare un vino più austero.

 

Da queste parti, il giorno di San Martino è anche l'occasione di una "cena tra amici" che in dialetto siciliano diventa lo "schiticchio".

 

Il cibo in effetti non è mancato: macco di fave, provola dei Nebrodi e ricotta preparata al momento, ma anche salame di Sant'Angelo di Brolo, le pagnottine locali dette 'muffolette', castagne arrostite e frutta martorana decorata in diretta.


 

 

Questo per cena. A pranzo invece ci siamo fatti "coccolare" dalla bravura di un giovane e saggio cuoco di Marsala, Emanuele Russo del ristorante Le Lumie

 

 

Emanuele - non ancora 30enne - ha un legame fortissimo con la sua terra, raccontato dai piatti proposti: il timballetto di pasta con broccoli arrimati (mescolati) è semplice e saporito, una combinazione perfetta di ingredienti salutari, ma anche gustosi, perfetto da offrire ai più piccoli; il maialino dei nebrodi arrosto trova il suo "letto" sul qualeddro, una verdura molto simile ai friggiarelli napoletani - parliamo quindi di cime di rapa - che cresce spontanea tra le vigne. E poi il pesce, in questo caso un "capone" (lampuga) che passa in questi mari proprio nella stagione autunnale e che finisce nel piatto accompagnato dalla cipolla rossa di Partanna

 

 

Questi sono alcuni dei piatti che vanno a formare la Collezione d'Autunno, uno dei quattro menù delle "Collezioni di Donnafugata", ultima novità nel campo dell'offerta enoturistica dell'azienda.

 

 

Tempo di vino nuovo, ma anche di anniversari. Con il 2011 l'etichetta Vigna di Gabri ha compiuto 25 anni. Un quarto di secolo per un bianco siciliano vuol dire molto, soprattutto se regge bene alla prova del tempo, come è stato per il 1998 in assaggio durante la verticale organizzata da Antonio Rallo. Il vino dedicato da Giacomo Rallo a sua moglie Gabriella, all'epoca, era ancora fatto tutto di uva ansonica. E di quell'antico vitigno siciliano, questo '98 si è portato dietro la sapidità e la mineralità. Avere 14 anni e tanta freschezza non è da tutti.

 

Allo zibibbo, l'uva-mito di Donnafugata che cresce sull'isola di Pantelleria, siamo arrivati per vie traverse. Per una volta non sono stati né il Ben Ryè né il Kabir a ricordarci l'isola del vento, ma un panettone, quello artigianale che nasce nella pasticceria del carcere di Padova "I Due Palazzi" sotto il marchio "I Dolci di Giotto".


 

Il Panettone al Kabir - al Moscato di Pantelleria Dop - è una spruzzata di mediterraneità sul Natale con i suoi sentori agrumati e di miele. 

 

testo e foto di Francesca Ciancio

15/11/2012

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