29 Nov 2012 / 16:11

Market wines: Campania

Quinto appuntamento con il nostro lungo percorso attraverso l’Italia del vino. Un viaggio che ci sta facendo scoprire, all’interno di ogni regione, quei vini buoni e rappresentativi di un territorio ma che troveremo con facilità sugli scaffali dei supermercati.

 

Questa volta siamo in Campania

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Quinto appuntamento con il nostro lungo percorso attraverso l’Italia del vino. Un viaggio che ci sta facendo scoprire, all’interno di ogni regione, quei vini buoni e rappresentativi di un territorio ma che troveremo con facilità sugli scaffali dei supermercati.

 

Questa volta siamo in Campania

g>, una regione che ogni anno viene definita emergente, in crescita, ma che è ormai una certezza, altro che rivelazione dell’anno. Per di più si parla di un territorio votato alla produzione di vino da millenni, un legame storico e culturale che non può essere ignorato e che oggi ritroviamo negli uvaggi classici come il Biancolella, Falanghina, Greco di Tufo, Fiano di Avellino, Aglianico, ma anche Coda di Volpe e Sciascinoso. Interessanti i risultati enologici dell’annata 2010 nel territorio casertano e salernitano, anche se l’Irpinia si riconferma un’importante polo enologico della regione: le annate 2010 e 2011 hanno dato vita a vini freschi, dalla facile beva, ma anche di struttura con grandi potenzialità di invecchiamento.

 

In questa sezione ci vengono subito in mente per la piacevolezza della beva e per la capacità di essere vini a tutto pasto la Falanghina del Sannio 2011 della Cantina del Taburno, Falerno del Massico Falanghina 2011 di Villa Matilde e l’Irpinia Aglianico Rubrato 2010 dei Feudi di San Gregorio. 

 

 

 

 

 

 

Grande classico della tradizione del bere bene campano è la Falanghina del Sannio 2011 della Cantina del Taburno, realtà enologica che da anni contribuisce allo sviluppo dell’agricoltura sannita. Le uve vinificate dalla cantina provengono da circa 600 ettari dislocati nell’area collinare del beneventano. Grazie alla natura e all’esposizione di questi terreni e alla regolare distribuzione delle piogge tra ottobre e marzo, con estati calde, è possibile ottenere vini di grande qualità. Falanghina del Sannio 2011 si presenta morbido al gusto e con un’elevata persistenza aromatica. Un vino misurato con note di nespola e sentori di macchia mediterranea che si presta ad accompagnare non solo un semplice aperitivo, ma anche un intero pasto. Un bianco estremamente vitale da recuperare tra gli scaffali dei migliori supermercati. Prezzo € 8.

 

 

 

 

Siamo nel casertano e l’azienda, Villa Matilde, rappresenta un punto fermo nell’enologia campana grazie ad una serie di vini ben fatti e votati ai terroir locali. Falanghina, aglianico, piedirosso, primitivo, fiano e greco sono le uve di riferimento, ma da sempre Villa Matilde è la realtà di riferimento delle denominazione Falerno. L’annata 2011 del Falerno del Massico Bianco è particolarmente felice con piacevoli note di agrumi, limone soprattutto, in apertura ancora non pienamente sviluppate, ma che promettono uno sviluppo futuro. Al palato è scattante e minerale e anche in questo caso c’è da scommettere che tra un anno o due il vino sarà ancora più buono. Perfetto per rinfrescare il palato e stuzzicarlo durante un pranzo  a base di pesce, magari una frittura delicata. Prezzo € 9.70

 

 

 

 


Quando si parla dei Feudi di San Gregorio il pensiero va automaticamente ad un’azienda moderna e innovativa nella produzione e nell’imbottigliamento, un polo enologico che come poche realtà della regione è riuscito a superare i confini italiani per far conoscere la storia del vino irpino in territori internazionali. Irpinia Aglianico Rubrato 2010 esprime l’identità stilistica dei Feudi: rosso rubino intenso e limpido al naso richiama frutta rossa, sottobosco e note di liquirizia. Al palato la liquirizia persiste, lasciando una piacevole sensazione di frutta fresca. Un rosso che descrive il piacere dell’aglianico assaporato in gioventù. Prezzo  € 10.20

 

 

Stefania Annese e Alessio Noè

30/11/2012

 

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