10 Gen 2013 / 20:01

Nord, centro, sud. Prevedendo la produzione enologica 2013

Scipione, Caronte, Minosse, Nerone e Caligola, i nostri fantasiosi meteorologi si sono divertiti a dare i nomi a ben sette nefasti anticicloni che ci hanno tormentato e fatto boccheggiare durante la scorsa estate. Un clima dal pazzo andamento che ha condizionato le produzioni e le ultime vendemmie da qualche anno a questa parte: poche piogge e t

http://med.gamberorosso.it/media/2012/05/309323_web.jpeg

Scipione, Caronte, Minosse, Nerone e Caligola, i nostri fantasiosi meteorologi si sono divertiti a dare i nomi a ben sette nefasti anticicloni che ci hanno tormentato e fatto boccheggiare durante la scorsa estate. Un clima dal pazzo andamento che ha condizionato le produzioni e le ultime vendemmie da qualche anno a questa parte: poche piogge e t

emperature elevate che hanno condizionato la raccolta e una produzione inferiore che di certo non aiuta il mercato italiano e le cantine, costrette a pagare anche il duro prezzo delle vendite in calo.

 

Ma l'enologia italiana non si scoraggia, anzi possiamo stabilire che sebbene il tempo non sia stato d'aiuto la qualità continua ad essere preservata con un attento lavoro di cantina e la capacità tecnica di fronteggiare e superare i momenti di difficoltà.

Il 2012 ha comportato una divisione della nostra Penisola per quanto riguarda la quantità. I dati dell'associazione Assoenologi registrano dei livelli produttivi inferiori al 2011 nel centro e nel nord dell'Italia.


 

"Abbiamo avuto un calo quantitativo del 20% - 30%" ci dice Terenzi Balbino dell'azienda Terenzi di Scansano (Grosseto) "la forte siccità ha comportato una raccolta inferiore rispetto al 2011, ma qualitativamente la vendemmia 2012 è stata positiva soprattutto per il Sangiovese e il Cabernet Franc". La situazione non cambia se ci spostiamo più al nord e in particolare in Valtellina.



"Non è stata una vendemmia importante" afferma Casimiro Maule, responsabile pubbliche relazioni dell'azienda Nino Negri di Chiuro (Sondrio) "A causa della grandine abbiamo subito una forte diminuzione della produzione e abbiamo lavorato molto per fare un'accurata pulizia. Fortunatamente le piante non hanno avuto malattie e il risultato finale è stato comunque buono".

Diversa la situazione nel sud dell'Italia dove i valori di produzione appaiono pari e, in qualche caso, addirittura superiori.


 

"Per la zona del Salento e in particolare per il Primitivo di Manduria l'annata è stata eccellente" confessa al Gambero Rosso Gianfranco Fino dell'azienda Gianfranco Fino di Sava (Taranto) "le temperature sono state elevate, soprattutto a metà agosto tanto che abbiamo anticipato la vendemmia di 15 giorni. Dagli anni ‘70 in queste zone c'è stato un forte mutamento climatico con un aumento di circa sette gradi negli ultimi anni. Fortunatamente la buona pioggia di fine luglio ci ha aiutato a non soffrire la siccità con un lieve aumento anche della gradazione alcolica e un vino che già prima dell'imbottigliamento presenta intensi profumi".

La qualità continua a caratterizzare l'enologia italiana, nonostante il decremento delle quantità e dei consumi interni, mentre all'estero le vendite continuano a crescere. Una crisi avvertita anche in questo caso in zone e in modi diversi nella nostra penisola. "La nostra azienda toscana ha subito un calo delle vendite soprattutto intorno allo scorso ottobre e novembre" spiega Balbino Terenzi "ma a dicembre la vendita è ricominciata con una forte ripresa. Siamo un'azienda giovane, dinamica e forse per questo siamo riusciti a fronteggiare la crisi". Non è preoccupato per la situazione economica neanche Casimiro Maule: "Il nostro è un mercato di nicchia e siamo riusciti a difenderci dai possibili crolli economici".

 

 

Un dato interessante riguarda le quotazioni di alcune varietà di uve particolarmente richieste dal mercato, soprattutto per alcune regioni come l'Abruzzo e la Puglia che sono riuscite ad incrementare la domanda del 10%. "Non abbiamo subito la crisi, anzi l'abbiamo fronteggiata" dice Gianfranco Fino "maggiore è la richiesta di vino sfuso da imbottigliare e interessanti appaiono i mercati esteri come la Cina. La vendita estera è fondamentale, ma ciò che ci preme di più è essere presenti e vicini soprattutto nel mercato italiano e regionale".

Non resta che attendere l'evoluzione dei dati delle vendite e sperare che i cambiamenti climatici influiscano più nel bene che nel male sulla qualità.

Stefania Annese

11/01/2013

Precedente
Successivo

Partecipa alla discussione

Copyright 2015
Gambero Rosso Spa
P.Iva06051141007, Italy
All Rights Reserved

EN edition