8 Apr 2013 / 17:04

Vinitaly report: Gambero Rosso atto primo, vini naturali, degustazioni e dichiarazioni di intenti.

La prima giornata del Vinitaly per il Gambero Rosso si è aperta con tre appuntamenti di diversa natura, sintesi del metodo di ricerca e valutazione dei prodotti, vini e non solo.

Si è partiti al mattino con la degustazione Erba e Pomodoro: grandi oli toscani e grandi oli siciliani a conf

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La prima giornata del Vinitaly per il Gambero Rosso si è aperta con tre appuntamenti di diversa natura, sintesi del metodo di ricerca e valutazione dei prodotti, vini e non solo.

Si è partiti al mattino con la degustazione Erba e Pomodoro: grandi oli toscani e grandi oli siciliani a conf

ronto in un percorso sensoriale che racconta la nostra Penisola dal centro al sud.

 

A seguire la grande degustazione dei Tre Bicchieri della guida Vini d’Italia 2013 del Gambero Rosso, un appuntamento ormai quasi istituzionale, ma è con l'incontro La Via Naturale secondo il Gambero Rosso che si è affrontato uno dei temi più caldi delle ultime stagioni. L'appuntamento si inserisce nell'accesa polemica sulla questione dei vini naturali scatenatasi a partire dagli editoriali apparsi sul Gambero Rosso nei mesi scorsi, firmati uno da Eleonora Guerini, uno da Michel Bettane e Thierre Desseauve: polemica poi sfociata nella lettera aperta al Gambero Rosso scritta dal Consorzio ViniVeri, dall’Associazione Renaissance Italia, Vinnatur e Vi. Te.

 

Una questione di primaria importanza, che si è voluto affrontare proprio nel contesto del Vinitaly a partire da una degustazione. Nove vini “naturali” premiati dalla guida Tre Bicchieri hanno dato l'avvio a Marco Sabellico, Gianni Fabrizio ed Eleonora Guerini per raccontare l'approccio a questi vini, le posizioni di ognuno e le motivazioni che hanno portato a premiare questi prodotti: vini estremamente diversi tra di loro, ma capaci di raccontare i terroir, il lavoro dell’uomo e quello della natura. Vini buoni.

 


Ecco il compendio di questo incontro, un ulteriore strumento per affrontare una querelle che non accenna a diminuire, ma che apre, per il Gambero Rosso, ulteriori scenari, come quelli della sostenibilità del vino, di cui abbiamo già parlato in altre occasioni e che affronteremo ancora.

Marco Sabellico
Negli ultimi anni si è distinta una produzione enologica che ha portato a un'attenzione maggiore verso i vitigni autoctoni, che hanno dato risultati interessanti e spesso incredibili. Contemporaneamente si è diffusa la moda, chiamiamola così, del non intervento né in cantina, né sul territorio come reazione a tutti quei vini impeccabili, ricchi di colore e simili nel sapore. Si è sentita l’esigenza di ricercare qualcosa di più vero, ancestrale, che facesse richiamo alla nostra tradizione millenaria. La questione dei vini naturali è estremamente complessa, perché affronta un universo dalle mille declinazioni: già discutere sulla valenza del termine naturale è complicato. Per esempio l’utilizzo di elementi di stabilizzazione nel vino, come l’anidride solforosa, è una pratica millenaria: gli antichi romani usavano lo zolfo e il gesso per ammorbidire il gusto del vino e per equilibrarlo. Anche alcune scuole di pensiero come quella biodinamica non hanno nulla in contrario nell’uso dell’anidride solforosa: è evidente che definire precisamente questa questione non è facile. Noi facciamo una guida dei vini, siamo ben settanta persone e selezioniamo semplicemente quelli che a noi piacciono e convincono. Non seguiamo scelte ideologiche, non condanniamo ad esempio i vini da vitigni internazionali o privilegiamo solo quelli autoctoni. Non abbiamo preclusioni verso i vini biologici e biodinamici, anzi crediamo fortemente in una viticoltura a misura d’uomo, naturale, sostenibile, dove non ci siano pesticidi ma dove la terra sia vista come un’entità viva. C’è l’esigenza dei produttori di recuperare un rapporto vero con la terra, di uscire dagli schemi dell’enologia convenzionale e di produrre dei vini più tradizionali, più tipici. Questo può comportare dei rischi.

Gianni Fabrizio
Dietro ognuno di questi vini naturali scelti per la degustazione c’è una motivazione precisa legata alla ragione profonda con cui sono stati prodotti. Per esempio la salvaguardia dei vitigni che potrebbero essere importanti per il futuro e le nuove produzioni, oppure l'uso di tecniche di cantina molto antiche, che annunciano un ritorno al passato, o ancora la volontà di andare a premiare certe zone dove la viticoltura era praticamente scomparsa.

Eleonora Guerini
Questi vini sono tutti molto diversi tra di loro e sono accomunati dal fatto che per noi sono tutti buoni. La categoria del buono e del non buono è difficilmente  definibile, è un giudizio molto personale ma che noi tutti condividiamo da anni per dare a questo termine una valenza che potremmo ritenere universale. Parlare di vini naturali è riduttivo, perché vengono inclusi in questo termine, quello naturale appunto, mondi molto differenti tra di loro che hanno diverse - seppur vicine - filosofie agricole. Questo è un argomento che mi sta molto a cuore e che ha generato anche molte polemiche, ma è indubbio che i vini naturali stiano riscuotendo molto successo e sono molti che vogliono salire sul carro dei vincitori. In questo senso può spingere a scelte più commerciali che filosofiche. Ma se le uve non sono perfette, se non c’è sanità, se non c’è qualità della viticoltura càpita che arrivino in cantina uve che non sono in grado di sopportare la lavorazione e quindi i vini che derivano da questo tipo di enologia sono difettosi. Questa è una parola che fa infuriare i viticoltori naturali perché molti non vogliono che si dica difettoso a questa tipo di vini. E allora siamo noi che non capiamo. Sarà... tutto può essere. Fatto sta che per me un vino ossidato è un vino difettoso, non mi piace fare un ragionamento contrario e accettare delle carenze da un vino solo perché è naturale.

Una questione spinosa, che forse difficilmente troverà una soluzione. Ma in cui il Gambero Rosso ha una posizione chiara, come dimostra il fatto che negli anni tra i prodotti selezionati, degustati alla cieca e premiati ci sono anche quelli ritenuti naturali. Per noi, come già anticipato, è il preludio di riflessioni più ampie sulla sostenibilità, e non solo sulla naturalità. Riflessioni per le quali diamo appuntamento ai prossimi mesi.

 

www.vinitaly.com/

 

a cura di Stefania Annese
08/04/2013

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