8 Apr 2013 / 18:04

Vinitaly Report: Net Wine Italy, quando il vino fa rete. Intervista con Gelasio Gaetani

Una rete nazionale d'imprese del vino per favorire l'apertura al mercato globale e aumentare la competitività. Nasce con questi obiettivi Net Wine Italy, progetto presentato stamani a Vinitaly dal

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Una rete nazionale d'imprese del vino per favorire l'apertura al mercato globale e aumentare la competitività. Nasce con questi obiettivi Net Wine Italy, progetto presentato stamani a Vinitaly dal

suo ideatore, Gelasio Gaetani d'Aragona, produttore di Brunello di Montalcino e fondatore della Zoot srl. Ne fanno parte 24 cantine, molte delle quali aderenti alla cordata ExVinis. Una rete aperta all'adesione di tutti i produttori e destinata ad allargarsi, che vuole coniugare indipendenza imprenditoriale e capacità di fare massa critica dal punto di vista delle risorse finanziarie.

Forniamo alle imprese quei servizi che da sole non riescono ad avere” ci spiega Gelasi d'Aragona “La congiuntura negativa che da anni caratterizza il mercato italiano ci ha spinto a guardare all'estero, in particolare alla Cina, dove oggi l'Italia non ha certamente grandi quote di mercato, ma dove ci sono grandi potenzialità di crescita”. Ecco perché Net Wine Italy - che oggi 8 aprile a Verona ha incassato il supporto di Federvini con Lamberto Vallarino Gancia e di Unioncamere con Ferruccio Dardanello che ha parlato di “modello pilota da sperimentare nel Made in Italy” - ha voluto estendere la collaborazione anche a società ad alta specializzazione nei servizi, per creare piattaforme di vendita e acquisto, prevedere apposite agevolazioni sul credito bancario, fornire servizi di logistica e consulenza nella comunicazione.

Inoltre, vogliamo dare il nostro contributo nella lotta alla contraffazione” aggiunge Gaetani d'Aragona “attraverso l'adozione di un sofisticato sistema tecnologico, messo a punto dai nostri partner Cook Innovation Solution ltd e Gs1 Indicod Ecr, che consente al produttore di garantire l’autenticità dei suoi vini ai consumatori, ai distributori e ai rivenditori, prima e dopo l’acquisto, anche on-line, rendendo antieconomica la pratica della contraffazione”. I costi di questo progetto? “Aldilà della quota di adesione, che è simbolica” conclude Gaetani D'Aragona “il resto dei servizi è praticamente gratuito. Vogliamo ridurre i costi e l'impatto della burocrazia. Ho avuto modo di provare in prima persona le difficoltà che si incontrano nel produrre vino e andare a venderlo in giro per il mondo. Ecco perché c'è bisogno di fare rete”.

a cura di Gianluca Atzeni

08/04/2013

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