9 Apr 2013 / 16:04

Vinitaly Report: appunti di degustazione. Strada del Vino del Carignano del Sulcis

16 comuni distribuiti su un'estensione territoriale di 180 chilometri,  5 cantine, oltre 3 milioni di bottiglie ogni anno. E alle spalle un lavoro che dura da secoli per garantire un vino che possa esprimere la propria identità territoriale. E poi molti riconoscimenti, sia in Italia che all’estero.

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16 comuni distribuiti su un'estensione territoriale di 180 chilometri,  5 cantine, oltre 3 milioni di bottiglie ogni anno. E alle spalle un lavoro che dura da secoli per garantire un vino che possa esprimere la propria identità territoriale. E poi molti riconoscimenti, sia in Italia che all’estero.

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Questa è la Strada del vino del Carignano del Sulcis, nel territorio del Sulcis Iglesiente, in Sardegna. L'abbiamo percorsa in occasione del Vinitaly 2013 in compagnia di Giuseppe Carrus alla scoperta delle realtà che hanno fatto la storia enologica dell’isola.
Insieme alle aziende più rappresentative del territorio vi raccontiamo il Carignano del Sulcis, un vitigno forte e tenace che ha saputo resistere all’attacco della fillossera e crescere nei territori sabbiosi e argillosi delle coste sulcitane. In degustazione rosso, riserva o passito: diverse versioni ugualmente interessanti di un vino generoso nel regalare tante sfumature gustative.



Cantina di Calasetta - Tupei 2010: una realtà cooperativa che ha una lunga storia alle spalle, esiste infatti dal 1932. Negli anni il numero dei soci è passato da 13 a ben 300 caparbi e capaci viticoltori. Il Tupei, affinato in barrique di rovere per 6 mesi e successivamente in bottiglia per 3 mesi almeno, è intenso nel colore e nei profumi, persistente e armonico al palato. Note di vaniglia e di macchia mediterranea caratterizzano questo vino, ricco di tannini nobili e garbati.

Cantina 6Mura - Vecchie Vigne 2009: la cantina da tempo lavora preservando le vecchie vigne ad alberello a piede franco, con vitigni impiantati sulle colline sabbiose che si estendono dal litorale di Porto fino a Calasetta, passando poi per Giba e Sant’Antioco. Una grande potenzialità di invecchiamento ed un forte temperamento sono le caratteristiche del suo Carignano del Sulcis, un vino elegante, dal corpo pieno ed austero, dal potente bouquet aromatico con note di spezie, tabacco e cioccolato bianco.

Cantina Sardus Pater - Carignano Is Arenas Ris. 2008: la cantina Sardus Pater è una realtà importante, nata nel 1949 sull’isola di Sant’Antioco, un luogo che grazie al suo terreno sabbioso regala uve di assoluta qualità. Il suo Carignano - che prende il nome di Is Arenas,  ovvero “le sabbie” in sardo campidanese - è balsamico, morbido e avvolgente al palato, il territorio regala al naso un bouquet lungo, fine, mentre nel gusto si presenta ampio e corposo. 

Cantina Santadi - Terre Brune 2008: non ha bisogno poi di presentazioni, visto che dal 1960 è l’azienda che più ha saputo esaltare i vitigni a bacca bianca tradizionali e ha dato al Carignano il suo prodotto di punta. Evoca a ogni sorso la vita contadina originaria, senza rinunciare ad un’estatica esaltazione del palato, presentando note rare e complesse e sentori di prugne, mirtilli, ginepro e tabacco. Un vino incredibile che da anni riceve premi e riconoscimenti come i Tre Bicchieri del Gambero Rosso.

Cantina Mesa - Forte Rosso: terminiamo questo nostro itinerario approdando a una struttura minimalista, candida, quasi inusuale che si riconosce nel territorio del Sulcis Inglesiente. Mesa in sardo significa tavola, convivio, luogo dove gustare la bellezza e la semplicità di questa terra. Un’azienda che Gavino Sanna, noto pubblicitario italiano, conduce da anni con successo. Il suo Carignano è uno dei grandi passiti rossi recuperati da una tradizione che risale all'inizio del Novecento. I suoi profumi salgono intensi al naso e lo inebriano di confettura di more, di note di oliva verde, di fiori rossi, di legni pregiati, liquirizia e cacao. In bocca è alcolico, morbido, ravvivato da un'inaspettata freschezza.
 

a cura di Stefania Annese
09/04/2013

 

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