10 Apr 2013 / 19:04

Vinitaly Report: incontro a Verona con i vini di Slovenia

Ultimo giorno di degustazione, ultimo giro tra le regioni italiane e le nuove realtà vitivinicole nazionali ed estere. Tra i tanti i motivi di interesse di questa edizione non sono mancate cantine che, siamo certi, con i loro vini apriranno la strada a nuovi percorsi futuri. Tra queste includiamo le aziende slovene che oc

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Ultimo giorno di degustazione, ultimo giro tra le regioni italiane e le nuove realtà vitivinicole nazionali ed estere. Tra i tanti i motivi di interesse di questa edizione non sono mancate cantine che, siamo certi, con i loro vini apriranno la strada a nuovi percorsi futuri. Tra queste includiamo le aziende slovene che oc

cupano un piccolo spazio espositivo della fiera con i loro prodotti identitari di un territorio vario ed affascinante.



Facciamo un breve excursus: la viticoltura in Slovenia non è cosa recente, risale al 400 a. C. all'epoca dei Celti che, si ritiene, conservassero il vino in botti di quercia avvolte da lastre di ferro; mentre ai Romani si attribuisce la maturazione del vino in anfora. Nel Medioevo, con il passaggio dei vigneti nelle mani di monaci e nobili, la produzione incrementa ottenendo successi anche oltre i confini del territorio, soprattutto in Austria e Germania. Verso il 1880 la fillossera devasta quasi la metà dei vigneti: un danno enorme che troverà una soluzione durante la Seconda Guerra Mondiale quando si comincia a impiantare nuovi vigneti e ad assicurarne la qualità attraverso legislazioni e nuovi regolamenti. Grazie alle leggi degli anni Settanta la qualità aumenta ancora e l'interesse verso questi vini varca i confini del Paese.

Attualmente la viticoltura si estende su 22.000 ettari e garantisce una produzione annua di quasi 90 milioni di litri. La vinificazione in bianco è quella più diffusa, circa il 60%, mentre il consumo di vino rosso è di circa il 40%. Tre le regioni vitivinicole più importanti: Podravje, nella parte orientale del Paese, Posavje, nella Slovenia sud orientale e Primorska nella zona occidentale, con vitigni localizzati in territori diversi e capaci di restituire le varie declinazioni di questa terra. 


 
La parte nord-occidentale è conosciuta per i suoi vini bianchi in prevalenza nati da vitigni riesling italico e renano (Laški rizling - Welschriesling). La produzione di vini spumanti si ritrova a Gornja Radgona, con una tradizione che risale circa al 1852. A sud c’è la culla del vino rosé, amabile, fresco e leggero, lo Cvicek. Nella parte sud-ovest della Slovenia, dove il clima è mediterraneo, e sul Carso crescono prevalentemente uve rosse. Il vino più ?conosciuto della regione è prodotto dall’uva refosco, Refošk. Tra gli altri vitigni coltivati ricordiamo lo Chardonnay, il Sauvignon, il Merlot, la Malvasia, la Rebula, Žametovka o Modra kav?ina / Kölner blauer, Modra frankinja / Blaufränkisch, Sivi Pinot (Pinot Grigio).

In questo percorso gustativo nel territorio Sloveno è stato possibile apprezzare il Refošk 2011 dell’azienda Vinakoper, un’importante cantina collocata nel territorio istriano dove si producono annualmente quattro milioni di bottiglie di vini di diverse tipologie.

 

Il loro Refosco è la punta di diamante dell’azienda, un vino che al naso ricorda la marmellata e la frutta matura, con una leggera nota speziata e che in bocca stupisce per la piacevole acidità che lo rende vivace. Abbiamo conversato con il signor Ivan Š?urek, che coltiva insieme alla sua famiglia i terreni nella parte italiana di Goriška Brda, il Collio Goriziano. Piacevole la sua Rebula 2012, che al naso rivela la tipicità del luogo, mentre al palato è intensa e agrumata. Abbiamo apprezzato poi la filosofia di Valter Sirk che ha scelto di preservare le qualità autoctone del territorio di Brda e di perfezionare vitigni internazionali. Interessante il Merlot Contea 2007, morbido e intrigante, che conferma che anche nel territorio goriziano sia possibile fare degli interessanti merlot in purezza. Infine la cantina Ptuj, che ha una lunghissima storia vitivinicola alle spalle e presenta il Pullus Pinot Grigio 2012 dai sentori fruttati di pera e melone, e dalla marcata e spiccata sapidità che ne caratterizzano il peculiare aspetto gustativo.
 
a cura di Stefania Annese
10/04/2013
 
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